Annibale Rainone, I baci tra i poveri

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Annibale Rainone, I baci tra i poveri. Componimenti in versi e in prosa 1994-2015, La Vita Felice, 2016

 

La strada

Anche la strada
Gode di una fede
Attende il mattino
Fa festa a scuola

Ramino

Disegno il cerchio
(Appare) dalla memoria delle dodici e un quarto perfetto
Simbolo che io volevo chiamare caldo, il culo
Eppure chiama
Ma le parole
Sciolte per la mia politica liberistica consumistica
Non piene
Per la cura dei denti, i capricci del tempo
Per la ragione dove ci piove dentro
Fanno ritorno a me che gonfio di male, antimalthusiano
Vedo nero: africano mare

È proprio per questo
La lingua che parliamo
(E tu volevi uno sviluppo)
Mihi ex mihi
Non è data.
Perdonami perciò se non sono io a dirtelo
Ma i miei shampoo di voce
Se ho conosciuto di te
La composizione dei tuoi flashes
Le braccia per dormire e se ho amato
Cum semplicitate seniore
Il fuoco tuo nero

E tu
Mi portavi i fiori sulla tomba e neppure piangevi
L’età nel suo regresso e scommetto
Perché neanche oggi ciò i soldi per portarti all’altare

Sai, l’umanità è quasi tutta quanta boreale
Abita il 90% degli uomini tra il settantesimo e il quarantesimo parallelo
Fra i tuoi ricci
T’avrei consumato, o mio glande
Mia cara calza strumentale (casta di numeri telefonici sciatti e globali)

Ma sposami! adesso che
È molle la traccia ironica sul tuo buco
Adesso che contro di me/contro di me
Non ho conoscenza
Se non mi parli di tutto
E, via di rima: del tuo lutto

Zitto

Vuoi mettere l’ebbrezza
Di spogliarti
E un lungo bacio
Da rapina, in verità
E bloccarti
Toccarti e baciarti
Mentre tutte le cose della casa cambiano di posto

 

In silvis

tira vento, maa un veento che
sei allo stretto, un po’ di me e di te
navigar a vista tra libri e piatti in lavandino
– o poco lieve riportino domestico domenicale –
e dirsi che fuori miete febbraio finalmente

noi che sino a ieri dicevamo di primavere
esotiche anticipate

 

La festa delle rose

Temi caldi hanno significato
Una linfa che scorre nei versi
La grazia della letteratura
Il labirinto degli specchi
Nella vita nonostante le elezioni
Meglio essere appassionati
Studiando soffitti guardando
Da una certa angolatura
L’erba e il gatto
L’amore e le sue varianti
Le parole e la tradizione
Per ottanta milioni di copie vendute
Il destino di piacere alla gente
Diventare atmosfera
Costruire il cuore del lavoro
Una signora che di moda se ne intende
La mappa offre anche giovani morti
al ruolo di poeta laureato

Durante il sonno, il ritorno all’antica
Pittura, è quasi un puro, nel suo talento
Il Futuro, arricchito di anfetamina
Ho cominciato a credere
A tutte le mamme
Ai fantasmi
Alla Roma cinquecentesca di Stendhal
Alla Fiera del Libro
Al personaggio di tabacco d’origine rumena
All’arredamento in legno certificato
Al compiaciuto vecchio signore e a suo fratello
Al campo magnetico tra telecomando e accoppiamento
Alla nostra margherita che degli amanti è il fiore
Al taglio termico di itinerari protetti
Alle alleanze
E, infine, era ovvio, alle scritte spray sui muri
Per ogni lavoro mancato due graffi di sudisti gotici, l’uno in morte dell’altro

«Scrivi antologie», «Sì, son raccolte di fiori»
Un po’ come girare un docufilm sulla Rivoluzione
Un po’ come far saltare le contraddizioni della Democrazia
Un po’ come richiedere documenti d’identità
Un po’ come far l’opposizione o restaurar la tomba al santo
Un po’ suonando, nella lingua più comune, vie’ l’angelo sterminatore

 

Questa carne

Questa carne
Che diciamo corrosa
Ma che in realtà è
Parete di buco
Membrana di draghi
Sollievo da me
Io la mimo e, sì, la amo

 

Annibale Rainone (Terni, 1975) è dottore di ricerca in Italianistica, docente di materie letterarie, giornalista pubblicista. Vive e lavora a Napoli. Ha partecipato a convegni (Milano, Genova, Napoli, Torino, Roma, Padova, Santiago de Compostela, Perugia) con comunicazioni su Roberto Saviano, Italo Calvino, culture dell’abitare, Carlo Bini, Giacomo Leopardi, Alberto Moravia, Carlo Goldoni, Wanda Marasco. Pubblicazioni in volume per Antiga Edizioni, Edizioni ETS, Edizioni dell’Orso, Iemme edizioni, Adi editore, lineadacqua edizioni. Secondo classificato alla IVª edizione del Premio Giornalistico Nazionale di Critica Teatrale “Lettera 22”. Una raccolta di testi è nel suo Udire spari. Appunti di critica teatrale (Edizioni Sinestesie) con una nota di Giampaolo Borghello. È stato assegnatario di una borsa Erasmus per ricerca (Rostock, Deutschland). Ha pubblicato per La Vita Felice (Milano, giugno 2016), I baci tra i poveri. Componimenti in prosa e in versi [1994-2016], opera premiata con Premio Speciale “Amelia Rosselli” al Premio Nazionale di Poesia “Città di Conza della Campania”, IIª Edizione 2016. 3° Premio per la poesia “Riscontra” al Concorso Nazionale di Poesia “Città di Sant’Anastasia”, XIV Edizione.

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