Emilia Barbato, Capogatto

barbato

Emilia Barbato, Capogatto, Puntoacapo 2016, € 12,00

*

Quel modo di essere luoghi

Quello che dovremmo recuperare con cautela
è il nostro modo di essere luoghi,
di raccoglierci e languire riflettendo l’aggressiva
decadenza delle cose, delle case, dei muri,
il progressivo franare dei margini delle strade,
dovremmo ammettere di contenere
la popolazione stanca di una baia
e il fastidio della sua aria salmastra, la noia
dei rami, capire di essere la riva dove si ripetono
le acque tristi e la terra, la solitudine
del bastione di Spa House che resta nell’incuria
e nel romanzo di quell’uomo che amava soltanto i
::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::[bambini.

*

Making room

Lo spazio, il suo principio,
l’espansione originaria della parola
che dimentica la sua condizione
di nucleo primordiale, la sua fragilità.
Questa entità o relazione di entità
se preferisci, questa cosa
che è lo spazio
di una dimensione dove abbiamo respiro.
Questa sua origine di vuoto
che lentamente si occupa
che è lo spazio di una stanza
dove noi iniziamo.

*

Registro

Pensa a quanto controllo si renda
necessario per uno solo
dei gesti mancati, la mano
coerente, la mano trema,
quanto desiderio ignori la popolazione
elementare dell’immagine,
il più piccolo dei suoi dot,
la mano sfiora, la mano vuole,
quantifica ti prego
la voce che sacrifico
nell’apnea della ragione
la mano anticipa, la mano preme.

*

esercizio

Affondi i denti nella polpa farinosa della mela,
la buccia liscia, lucida, si stacca, cede al morso
succoso della tua bocca, sorridi,
vivo nell’istante che ha l’odore intenso e breve del mare
e con l’umore mutevole di un eroe mi posizioni
la mutilata rotondità del frutto sulla testa
e accordi con un occhio la morte
con l’altro la precisione della balestra.

*

scie

Gli aloni di polvere sulle pareti
danno un’impressione
di ingombro, le cornici e i chiodi
curvi nei muri ostinano presenze,
sono pagliuzze negli occhi, lacrimano notti
insonni e scie luminosissime di ricordi,
un’idea incenerita di stabilità,
la storia momentanea della nostra vita.

*

centrale

Osserva lo stato delle cose,
le disparità con cui la forza rompe
la quiete trasformando
la resistenza in moto, risospinge
l’uomo nell’onda d’urto,
è appena percepibile il tonfo
di un corpo quanto
udibile l’azione
robusta dei pettorali di un piccione,
lo stato di grazia è un balzo,
raggiunge altezze ragguardevoli
e precipizi di contraddizione –
un corpo cade, uno vola.

*

© Emilia Barbato

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