A passo di fiume

baldanzi_maldifiumeQuando da queste parti piove tanto a lungo, il primo pensiero dei più anziani va soprattutto al fiume. La Sieve in realtà non fa più tanta paura, ma vederla gonfia infilarsi sotto il Ponte a Vicchio in direzione di Pontassieve dove cederà all’Arno il carico suo e degli affluenti, qualche pensiero poco leggero lo lascia sempre, e anche voi che restate ancora allibiti davanti alle foto di quella Firenze annegata, non lasciatevi confondere perché anche qui basta poco per rinnovare il ricordo di quel novembre del 66 quando anche e soprattutto la Sieve, contribuì a quell’inferno. Maldfiume, sicuramente il migliore dei libri di Simona Baldanzi, non esce a caso nell’autunno del 2016 perché dopo 50 anni è doveroso ricordare e farsi carico di un’ondata di dubbi, di paure, di incertezze che ancora devono necessariamente ripartire da un antico rapporto uomo-fiume che è stato anche territoriale, denominativo, progettuale.

Maldfiume è la narrazione di un cammino, esce per Ediciclo editore all’interno della collana “La biblioteca del viandante” diretta da quell’infaticabile camminatore che è Luigi Nacci. Un percorso che nasce sul Passo della Calla, Monte Falterona e a passo di fiume (in)segue il corso dell’Arno fino a Pisa, portandosi dietro tutti gli incontri, i dialoghi, gli scorci, i ricordi che sono legati al fiume.
Con questo libro Simona Baldanzi esce (finalmente?) dal Mugello e dopo averci narrato il declino economico e ambientale di queste terre (Figlia di una vestaglia blu, Fazi editore), superata la Via degli Dei (Il Mugello è una trapunta di terra, ed Laterza), superata la Sieve, arriva alle sorgenti dell’Arno per iniziare a raccontare un rapporto uomo-natura che non è più solo locale, ma diventa patrimonio culturale, ambientale, mnemonico, sociale di una comunità più ampia. Maldifiume di fatto nasce durante un viaggio in Uruguay, là dove gli italiani “mettevano tutto nei barattoli”, tutto tranne un fiume. Maldifiume è un libro che nasce a livello e a passo di fiume e mantiene nel suo procedere narrativo Il rapporto con l’acqua e con il suo scorrere, con l’improvviso levarsi di un uccello o il tonfo di un ramo che cade. Simona Baldanzi, esperta narratrice di incontri concepisce questo libro come bisogno del confronto e dell’ascolto e come un’abile documentarista accede a fonti, documenti, narrazioni che da scoperte diventano via via una topografia emotiva del fiume. Io ho pensato a Études sur Paris (1928) il documentario di André Sauvage (1891-1975), regista, scrittore e pittore francese che racconta Parigi entrandoci via Senna. Simona non vuole narrarci Firenze, non vuole riaprire ferite o concentrarsi sulla città gioiello, ma ci racconta la Firenze dei mulini oramai scomparsi, delle pescaie, dei canottieri, ci parla di una città che sull’Arno e con l’Arno è nata, è cresciuta e non ci è capitata per caso, come la narrazione politica e amministrativa vorrebbe lasciare intendere quando piange su disastri (ancora) prevedibili. Maldfiume non nasce con la solitudine del camminatore, ma è un viaggio alla ricerca di narrazioni dirette e indirette che servono a riscrivere la storia di un territorio che continua a confondersi col turismo di pregio, con gli scorci da cartolina, con le baruffe locali sull’attribuzione del ponte disegnato da Leonardo da Vinci, con la retorica  degli “Angeli del fango”, volontari, eroici, ma sostituti di un governo del territorio e del paesaggio che è ancora frammentario e inadeguato. Simona incontra gli angeli del fiume, quelli che lo vivono, lo conoscono e lo temono ancora, incontra i nostalgici, quelli che una volta lo attraversavano di sponda in sponda, o quelle che “andavamo a vedere i ragazzi che si tuffavano“, incontra un’economia che era legata al fiume e che ora va via sparendo, incontra le associazioni di canottieri, le guide ambientali, le comunità e incontra chi, esiliato dalla città, ha volutamente scelto di nascondersi e abitare lungo le sponde. Maldifiume, detto tra noi,  potete anche non consumarlo subito ma prenderlo a poco a poco come una guida di viaggio perché, se ancora doveste passare di qua, è utile sapere che se esiste un Arno d’argento con i suoi scorci di cartolina “Bacioni da Firenze” è perché c’è ancora un’umanità che ha fatto e fa sì che il fiume sia ancora un elemento vitale del territorio; questo libro è l’occasione definitiva per dargli una voce a 50 anni da una tragedia, che qui, tra sfilate di cipressi, casolari e bistecche è comunque sempre presente.

Simona Baldanzi, Maldifiume, Ediciclo editore, 2016

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...