proSabato: Camilla Cederna, Ovviamente fetido

cederna poetarum

Ovviamente fetido

Tre sono gli avverbi che da qualche anno ricorrono con incredibile frequenza nelle conversazioni usuali, e l’adoperano indistintamente insegnanti, fotografi, commercialisti e madri di famiglia. Non avete notato come rimbalzano il “francamente”, spesso usato a sproposito, e l’altrettanto mal situato “ovviamente”? La terza locuzione avverbiale strausata è “in effetti”, al posto di infatti, effettivamente, in pratica.
Continua inoltre, nel ceto chic, la mania d’accostare aggettivi peggiorativi e comunque esagerati a sostantivi che di solito non se li meritano. Un pranzo non del tutto riuscito, ma affatto puzzolente, oggi vien definito “fetido”; una ragazza non molto attraente la si classifica senza esitare “vomitevole”; un vestito che non è del gusto di chi giudica è addirittura “abbominevole”. Aggettivo molto di moda quest’ultimo, come il verbo da cui deriva. “Ti piace X?” è la domanda. “L’abbominio” è la risposta. “Decadente” è infine un aggettivo oggi adoperato sempre in tal senso improprio. Decadente è la festa non riuscita, il film comico che non fa ridere, un naso operato da poco e ancora gonfio.

© Camilla Cederna, Ovviamente fetido, in Il lato debole, a c. di G. Borgese e A. Cederna, Milano, Feltrinelli, 2000² (Milano, Bompiani, 1977).

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