Carla De Falco, Rime d’amore e di frontiera

 

carla de falco

 

tutti salvi

se solo avessi i meravigliosi vizi
del mondo che da sempre
fa a gara a sgomitare
e di tutti i suoi mutanti di frontiera
avessi la pelle iridescente
dal perla al corallo all’occorrenza
non mi darei più pena oppure ansia
di vedere andare in fumo sulla brace
un sogno di felicità che non dà pace.

mi ficcherei dentro un silenzio che accarezza
a guardare il bel quadro sulla metro
della lunghissima ragazza che va a scuola
e della vecchia truccatissima signora
e della loro lunare indifferenza
verso ogni tormento di coscienza.

mi metterei in tensione ad origliare
il respiro del giorno e del mio tempo
e indosserei occhiali scuri per spiare

gli spigoli taglienti del mio giorno.
riderei a crepapelle dei romantici
che se ne tornano inermi a quarant’anni
all’amore che li tradì già a venti.

e sarei cinica, fredda, imperturbabile
nel luogo più asciutto della giungla:
al riparo dietro una cascata,
in attesa di un istante potentissimo.

 

tra le righe

chissà di che parlavano le mani
un tempo chiuse dentro le tue mani
chiacchieravano di frontiere amare
tra ciò che è eterno e ciò che dura meno?
o stavano cercando una via dritta
alla ricerca di un trotto forte e pieno
che dicesse ragazzi, lo sapete, qui c’è vi-ta!?

avevamo sempre urgenza un po’ di tutto
e non restava mai tempo per niente
davvero sempre troppo da cambiare
la vita, la casa, le lenzuola.
il nostro corpo incontro tra due razze
pagina viva di corrispondenza
bicchiere già svuotato mille volte
frutto maturo nato da un distacco
ad ogni addio, rinato un po’ più ricco
con tutte le sue pene sempre in festa.

 

 

Nota biografica

Manager delle risorse umane per un decennio, oggi è docente dedita all’attività artistica. Membro di varie giurie letterarie, ha vinto numerose competizioni poetiche, ottenendo premi e riconoscimenti prestigiosi, sempre ai primi posti. Più di un centinaio sono le pubblicazioni antologiche che riportano sue poesie. Tra esse «Italian Poetry Review», rivista ufficiale della Columbia University di New York, anno 2014.
Ha pubblicato a Milano la prima silloge: Il soffio delle radici (Laura Capone Editore, 2012, Premio Hombres e Premio Contemporanea d’autore). A maggio del 2013 è uscita la seconda opera: La voce delle cose (Montag edizioni, Premio Solaris). Del 2015 sono Il momento che separa (Montag edizioni), menzione speciale al Felix Festival e Rime d’amore e di frontiera, silloge vincitrice del Concorso letterario La memoria delle cose (Temperino Rosso edizioni).

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