La parola che sta nel fiato. Riflessioni sulla poesia di Duška Vrhovac. Di Monica Martinelli.

Cover-Duska Vhrovac

La parola che sta nel fiato. Riflessioni sulla poesia di Duška Vrhovac.

Di Monica Martinelli.

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La raccolta di poesie Quanto non sta nel fiato di Duška Vrhovac, prima e unica edizione italiana pubblicata nel 2014 dalla casa editrice Fusibilia, tradotta dal serbo da Isabella Meloncelli, con l’interessante prefazione di Ennio Cavalli e un’accurata postfazione di Ugo Magnanti che ne è anche il curatore, corredata inoltre da una completa sezione biobibliografica, rappresenta le diverse stanze del corpus poetico della poetessa, giornalista e traduttrice serba che ha al suo attivo almeno una ventina di libri di poesia pubblicati e tradotti in varie lingue. Suddivisa in quattro sezioni – Il diavolo ha da tempo compiuto il suo lavoro, Né dell’eterno né del provvisorio, Lingua di piante e vento, Persone – che prendono i titoli dai versi di alcune poesie (come del resto il titolo stesso del libro), raccoglie testi di differenti periodi. L’ultima sezione, straordinaria nella sua icastica ironia, è quella dedicata ai poeti e alle persone che più hanno influenzato l’autrice o che comunque hanno avuto un significato particolare nella sua vita, ed è anche un omaggio ad alcuni grandi poeti come Szymborska, Neruda, Isidora Sekulić.
La poesia di Duška Vrhovac va oltre la poesia stessa, supera i confini, le barriere linguistiche ed etniche e pur avendo assorbito tutta la tradizione letteraria e la cultura balcanica, non ne resta confinata ma si espande come lava di vulcano perché i suoi versi fanno parte di una cosmologia pervasa di misticismo dove Dio è presente e immanente nelle cose e nella natura, e anche se ci sono il male e il dolore la nostra vita è indirizzata al bene, un bene che i poeti, più delle altre persone, riescono a percepire e a comunicare. Infatti, la poesia Poeti esprime con ironia e con forte determinazione, unite a un’ampia conoscenza filosofica da parte dell’autrice, l’immagine salvifica della poesia e il ruolo fondamentale del poeta come delatore della verità: “I poeti sono ladri di visioni… I poeti sono custodi incoronati / dell’essenza riposta nella lingua… I poeti sono invisibili interlocutori / nel silenzio sul senso e sul non senso / di tutto ciò che si vede e non si vede. / I poeti sono i miei soli veri fratelli.”
Nei suoi versi la Vrhovac vuole trasmettere pensieri di fratellanza e cambiamento; non essendoci più certezze nel mondo è proprio la parola poetica che rappresenta una conquista dopo lotte, sconfitte, tormenti – come nella poesia Viaggi che non a caso apre la raccolta: “Non devo più andare da nessuna parte / tutti i viaggi possono cessare”, lanciando un messaggio di rassegnazione. Per lei si manifesta in maniera evidente la valenza salvifica e catartica nonché l’importanza dell’aspetto evocativo e visionario della poesia, oltre ad esprimere un valore sociopolitico e civile. La parola poetica non solo porta amore, facendosi tramite del messaggio misericordioso di Dio, ma ne convoglia appunto una trasformazione socioculturale. Così la poesia diventa possibilità perché la Vrhovac sente che nello scardinamento delle certezze ci sono più domande che risposte (A trovare la mia parola; Di innumerevoli domande).
Secondo Baudelaire, che era amante dei simboli, il poeta è un veggente che sa scorgere nel mondo quelle corrispondenze nascoste che non tutti riescono a percepire. Spesso Duška si interroga sul ruolo del poeta, sulla sua missione e sul senso della scrittura, eppure lei, così come molti secoli prima aveva affermato Confucio, è convinta che se i poeti fossero alla guida di un paese, anziché coloro che governano i quali sono spesso corrotti e senza scrupoli, lo stato delle cose in quel paese sarebbe diverso e migliore, in Serbia come ovunque. E dell’antica poesia cinese ripercorre alcuni temi, come quello del legame con la natura, l’armonia così presente nella sua poesia in sintonia con l’uomo, quella forza-energia che sta nelle cose e rappresenta l’unità nella molteplicità, l’accordo tra pensiero ed emozione: “..Tutti gli estremi / spontanei confluiscono nell’armonia”. È quella sorta di sentimento cosmico, il quid che permette la comprensione e la compassione dell’esistenza e la consapevolezza del nulla. L’armonia presente nei suoi versi è la stessa armonia delle sfere planetarie e celesti (il suono e il ritmo della poesia sono percepiti come cifre astrali in una sorta di universale cosmologia dei suoni), così come la possibilità di conciliare gli opposti: vita-morte/culla-bara, caducità della vita e dell’amore, giorno-notte, luci-ombre: “Solo nel passaggio / per la porta santa / fra i mondi / solo in questo / breve attimo / lui è tuo figlio… Ma dopo / dopo lo strillo / provocato dalla luce / vesti il lutto / e prega per lui, Madre”, e dalla poesia Annientamento: “Dalla stessa stoffa, pannolini e drappo funebre. / Dallo stesso albero, la culla e la bara. / Dalla stessa trama, la felicità e la tristezza…”. Versi duri e diretti ma avvolti da grazia e mistero. Così la Vrhovac appartiene d’elezione a quella cosmogonia moderna della quale la maggiore esponente è Emily Dickinson.
A proposito del misticismo cosmico, di un destino metafisico che è presente nei versi dell’autrice, appare così un piano tridimensionale, quello della natura, quello dell’uomo inserito nel contesto di natura/cosmo, e quello ultraterreno. La poesia è l’incrocio tra questi piani e il desiderio di un abbandono alla bellezza, di sciogliere le contraddizioni del pensiero nella luce cangiante dell’essere.
La poesia è anche il tentativo di avvicinare ciò che sfugge, la natura aleatoria del tempo e del passato, la vita è sempre appaiata alla morte, ne sono simboli la culla e la bara. L’infanzia ritorna così come sogno, ricordo e speranza per il futuro. La poesia di Duška Vhrovac è nutrita d’amore e di cura, la vita per lei è un dono e amarla significa accoglierla. Lo sguardo della poesia comprende tutto, è un dono e un’accoglienza, c’è fiducia e abbandono nella poesia ma al tempo stesso amarezza perché la parola (poetica) non deve prendersi troppo spazio e troppo sul serio, anche se serve a spiegare la realtà o a immaginarla, anche quale strumento di accettazione della propria solitudine. L’attenzione per l’anima respira di dettagli. I suoi versi dischiudono mondi, sono la pelle di atti d’amore, dell’anima mundi. Ricordi e sogni si innestano in immagini e immaginazioni che ben descrivono la realtà, attraverso le tracce di questo sentimento cosmico.
Cercare il senso della poesia che riempie lo spazio tra l’io e il tu, tra il poeta e il mondo. La parola poetica è la cosa, e si prende la vita; la parola poetica è imprevedibile e può rivelare significati reconditi. La storia è l’incontro della parola con il mondo, e pure questo è il senso della poesia. L’essere poeta, quindi, per la scrittrice oltre che una vocazione è una missione.
La poesia di Duška è caratterizzata da un senso di verticalità: lei sta sulla terra, saldamente e consapevole di ciò che accade intorno, ma guarda il cielo (Cose terrene, Memento vivere). La poesia è una vertigine e una sfida per sfuggire al “buco nero cosmico” attraverso la luce dell’amore, o attraverso la misericordia di Dio. Un viaggio, un transito sofferto tra i movimenti e le intemperie dell’anima.
In questo percorso si interagisce con gli altri, con quelle che sono le persone comuni (Ci sono persone) nella loro quotidianità, nei loro sogni e drammi esistenziali. I suoi versi sembrano bozzetti di vita, ritratti chiari e nitidi; la sua è un’interiorità che si dischiude in modo immediato ed essenziale ma anche rigoroso, una sorta di diario di vita e considerazioni sulla poesia, sul governo, sull’amore e l’amicizia. Perciò da una parte c’è la dimensione pubblica e sociale di forte impegno civile che si indigna per la guerra e le disuguaglianze (sebbene dalle sue poesie emerga un grande attaccamento alla sua terra e alle sue radici), dall’altra c’è la dimensione privata e intima della scrittrice, quella delle piccole cose e della solitudine delle creature, mettendo a disposizione della poesia e dei lettori umiltà, sincerità e generosità.
Il valore etico ed estetico della poesia vanno di pari passo. Infatti l’etica per Duška è la difesa e il riconoscimento della dignità umana, un atto di pietas. Nel suo manifestarsi la poesia trova un senso, sia civico che estetico, perché è un atto di coraggio, l’atto creativo che esce fuori e si espone. Quella di Duška è una poesia che si fa per metafore, per addizione, che gradino dopo gradino sale e costruisce guardando tutto ciò che ha fine con più distanza e disincanto.
Già nelle sue prime raccolte poetiche ci sono molti versi franti e composti da una sola parola (come in Immagini innate) con l’uso di interiezioni, onomatopee, ossimori, punti di domanda. Poiché per Duška la parola dice quello che vede, non deve inventare nulla, se è necessaria e destinata allora emoziona. Il suo stile è colloquiale, rarefatto, sperimentale e moderno, privo di artifici stilistici e mai ridondante, sebbene la speranza traspare sempre dai suoi versi ed è costante l’uso di metafore e di simbologie religiose determinate da istanze spirituali (vengono in mente le poesie di santa Teresa d’Avila con le sue visioni mistiche e l’amore verso Dio), come in Piogge mistiche e Cose celesti, dove l’amore dà luce a tutte le cose con grazia e levità. È qui che la sonorità e la musicalità dei versi appare più evidente, dove riesce a far palpitare il cuore ardente del cosmo, così come piante fiori e colori danno luce ai suoi versi.
Le liriche della Vrhovac nella loro chiarezza e semplicità mi hanno fatto pensare al vetro, alla resistenza e alla trasparenza che lo caratterizzano. Il vetro ha una perfezione e una complessità, è generoso, non nasconde perché si lascia attraversare, si annulla e il suo essere (perché trasparenza non significa assenza) è far vedere altro e permette ad altre esistenze di esserci. Consente perciò di superare lo spazio-tempo, proprio come la poesia di Duška che è trasparente, resistente e va oltre la parola e il tempo in quanto permette ad altre esistenze di venire esposte nella platea delle parole. Il vetro rappresenta inoltre la rarefazione, l’immaterialità, è una metafora del transito, del passaggio, del divenire come possibilità, messaggio assai vivo nelle sue poesie.
Il pensiero di Duška è spesso rivolto ai più deboli, a coloro che soffrono, e in particolare alle donne (donne forti e coraggiose come la famosa poetessa serba Desanka Maksimović) e ai bambini indifesi (Quando un bambino muore), coloro che rappresentano ciò che verrà e quindi il futuro e la speranza. C’è una grande empatia nella poetessa che prova profonda sofferenza per ciò che di brutto e doloroso la vita offre e per tutte le perdite, non solo di chi più gli era caro.
Ed ecco l’essenzialità simbolica della scrittrice e la sua lungimirante ironia nello scandire i ritmi, i suoni, i colori dell’universo, questa è una dichiarazione di poetica: “..Finalmente oggi la poesia / è diventata arte totale. […] La poesia è di per sé già tentativo / che l’uomo, di cui tutto è stato detto / abbia lui stesso a dire qualcosa…” (dalla poesia Contrappunto). Come il grande artista Paul Klee che sovrapponeva una simultaneità di immagini, segni e linguaggi differenti, così lo sguardo poetico di Duška appare lucido, denso ed essenziale sulle tracce dell’essere: “A dire quanto già detto? / A descrivere quanto già descritto? / A trovare la mia parola”. Fra le tante domande (senza risposta) che Duška si pone possiamo considerarne un’altra: la poesia è più dolore o consapevolezza? Sembra che comunque essa permette di comunicare anche laddove la comunicazione sembra impossibile, grazie a un codice linguistico proprio fatto di simboli, suoni e archetipi.
E il sentimento della poesia è la ricerca della verità, un luogo d’incrocio tra le intermittenze del cuore e la durata e la durezza della realtà, tra la contingenza e l’eternità del mondo, sebbene non è detto che la poesia sia in grado di rispondere alle “innumerevoli domande”: “Ora sto a metà di una storia incompiuta / e di tutto ho sempre meno, / in più solo domande.”

© Monica Martinelli

 

MEMENTO VIVERE

Mi limito a continuare
come fosse possibile

soltanto così
anima di sangue e carne
passo
rivolto
eternamente alla tristezza
dai primordi

vado toccando
sempre daccapo erba e terra
terra io stessa,

comprensibile e connaturata
alla lingua di piante e vento
nella poesia metto
quanto non sta nel fiato.

 

*

 

QUANDO UN BAMBINO MUORE

(a Nikola)

Quando un bambino muore
le lacrime son incapaci
ogni lamento e pianto
è troppo sonoro
per le viscere
in cui s’annidava.
Quando un bambino muore
la stella non cade
ma s’innalza ancor di più
s’invola irreversibile
sul suo maledetto
cammino di stelle.

*

VIAGGI

Non devo andare più da nessuna parte,
tutti i viaggi possono cessare,
le fughe, le ricerche, ogni cammino.
Tutti i paesaggi
si sono trasfusi
nelle mie parole,
i fiumi confluiti nel mio sangue,
il mare l’ho bevuto
e ho preso le montagne,
addomesticati i boschi, contate le valli,
col cielo azzurro e di tempesta
ho cucito i miei abiti festosi.
Non devo andare più da nessuna parte,
tutti i viaggi possono cessare.

 

*

 

NOSTALGICA

So che mi ami
e il tuo amore mi rende
felice e mite.
Vedo nei tuoi occhi
il campo rigoglioso e la pioggia calda
il letto su cui ti invito.
Tutto ruota in me lento e solenne.
Respiro sospesa e profonda
come cogliendo fiori di campo.
Eppure nostalgico mi ritorna un canto.
Fra te e me, qualche cosa
vicina ed estranea,
lontana e conosciuta,
non mi concede di nascere,
né di morire.

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Duška Vrhovac, poeta, giornalista e traduttrice,  è nata nel 1947 a Banja Luka (Bagnaluca), nell’attuale Repubblica Serba di Bosnia-Erzegovina, e si è laureata in letterature comparate e teoria dell’opera letteraria presso la Facoltà di filologia di Belgrado, dove vive e lavora come scrittrice e giornalista indipendente, dopo aver lavorato per molti anni presso la Televisione di Belgrado (Radiotelevisione della Serbia). Con 20 libri di poesia pubblicati, alcuni dei quali tradotti in 20 lingue, è fra i più significativi autori contemporanei di Serbia. Presente in giornali, riviste letterarie e antologie, ha partecipato a numerosi incontri, festival e manifestazioni letterarie, in Serbia e all’estero. È membro dell’Associazione degli scrittori della Serbia e dell’Associazione dei traduttori di letteratura della Serbia, è ambasciatore del Movimento Poeti del Mondo in Serbia.

duska-vrhovac

 

One comment

  1. E’ stata un’eperienza molto piacevole e arricchente conoscere la poesia di Duska Vrhovac e approfondirne il pensiero e la poetica.
    Grazie alla redazione, anche da parte di Duska, per averne dato spazio qui.
    Monica

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