Poesie per l’estate #53: Rudyard Kipling, Il lamento dei Langur

Dal 27 luglio al 23 agosto la programmazione ordinaria del blog andrà in vacanza. In questo periodo vi regaleremo comunque due post al giorno, una poesia al mattino e una al pomeriggio, “Poesie per l’estate”. Vi auguriamo buona estate e buona lettura. (La redazione)

JohnCollier, Rudyard Kipling - 1891

John Collier, Rudyard Kipling – 1891

Dirge of the Langurs

The night we felt the earth would move
We stole and plucked him by the hand,
Because we loved him with the love
That knows but cannot understand.

And when the roaring hillside broke,
And all our world fell down in rain,
We saved him, we the Little Folk;
But lo! he does not come again!

Mourn now, we saved him for the sake
Of such poor love as wild ones may.
Mourn ye! Our brother will not wake,
And his own kind drive us away!

(R. Kipling, Il lamento dei Langurs, da Il secondo libro della Jungla, 1895)

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La notte in cui sentimmo che la Terra si sarebbe mossa
ci accostammo furtivi e lo tirammo per la mano,
perché l’amavamo dell’amore
che sa, ma che no n può capire.

E quando il fianco della collina franò rombando,
e tutto il nostro mondo si disfece in pioggia,
noi lo salvammo, noi, la Piccola Gente;
ma ahimé! egli non tornerà più!

PIangete, ora, noi lo salvammo in nome
di quel tanto d’amore che hanno le belve.
Piangete voi! Il nostro fratello non si risveglia
ed i suoi simili ci cacciano via!

(traduzione di Umberto Pittola per Mursia 1988)