Poesie per l’estate

PoEstate Silva: Giorgia La Placa, quattro testi inediti

Luctatio 

Certo, qui il caldo,
ma tu non ricordi Milano che africava nella stanza
e ti dava pugni sulla testa — sine adversario nulla luctatio est (Cic.).
Un nemico ogni giorno diverso.
Era avere cagionevolezza mentre sillabavi
o sbavavi-

 

سبعة

* Sette
“Troverò Horo e lo massacrerò”,
dice Seth.
E invece io سبعة
+
non […] che in lettere scadute e materie vecchie.
Fatica a uscire pigra.
Rauche lettere in fila che fingo di padroneggiare
ammutiscono e abbrutiscono.

 

Teatrino

È quella frecciata la stangata lo sguardo quadro l’ammonimento
.                                  – l’abbrutimento l’imbruttimento a sopracciglio elevato –
il dente che ballotta la risatina la mancanza di punteggiatura
il giretto in mezzo ai corridoi l’ascensore e poi sorvolare e lasciarmi intendere.
E voi che mi dite sempre di non fare teatrino.

 

Zalatwìc

Ho imparato a sistemare le travi per le impalcature,
a scavare alle sei mentre
Venere si sistema la piega morbida della gonna.
Il turista giapponese non ha cura di niente e
butta la birra sul reperto.
Vedi quel lacerto lì in mezzo?
Poi tutto scompare nel buio di un nespolo.

 

#PoEstateSilva #38: Sacha Piersanti, da Pagine in corpo

 

Epiplèttein

L’odore del mirto
difficilmente si dimentica,
se pietrificato nel cuore
che credevo da Medusa colpito.
Il vento cementificato
nella spiaggia del possesso
– il tuo, il vostro: ché mio
è il tempo di dirti vuoto
e Vita darti –
ulula e impreca.

Conto le pietre sulla schiena
verso me schierata
senz’armi e senza orgoglio
offertami,

per poi cambiare
il corso del Mondo
(la sinonimia dell’ardito ardore
fiammeggia nell’antico flusso
di concetti che trovan stallo in Te)
e attraversare litri di vita
infiggendo il pianto estremo
nel tempio votato a chiamarmi.

Finché sarò grano
volerò per la piana
dal morbido fulmine:
il ricordo; il rintocco; l’artistico
volteggio della caccia al già
posseduto.

Le mie labbra affannate
sullo squarcio del sipario
restano l’Inesprimibile
più compreso.

#PoEstateSilva #37: Luca Bresciani, tre inediti

 

L’onestà dei sassi
voglio nei miei occhi.

Nessun abisso è così vero
come vicino a chi lo ha vissuto
oltre la buccia del senso
sino ai semi del pianto.

L’onestà dei sassi
voglio nei miei occhi
per vedere vivo ciò che è duro
dando al dolore il mio primo bacio.

Chi bacia il dolore sulla guancia
è pronto a tener per mano la giustizia
ma chi bacia nella bocca il dolore
è pronto a far l’amore con l’amore.

* (altro…)

Poesie per l’estate #56: Franco Fortini, E ora nella casa

Dal 27 luglio al 23 agosto la programmazione ordinaria del blog andrà in vacanza In questo periodo vi regaleremo comunque due post al giorno, una poesia al mattino e una al pomeriggio, “Poesie per l’estate”. Vi auguriamo buona estate e buona lettura. (La redazione)

(immagine presa dalla rete - potrebbe essere soggetta a copyright)

(immagine presa dalla rete – potrebbe essere soggetta a copyright)

E ora nella casa

.

E ora nella casa penso com’è il suo viso,
la svolta della guancia, la sua voce
se qualche volta per sé canta sola
e come nulla, se pianga, la consola.

Ma non sa quanto la mia mente tace
fra le sue tempie di chiusa persona,
né che fra quante passano figure
porta lei sola le ore future.

E se guardiamo i due volti diversi,
i nostri, una giustizia esce dalle paure:
non è in se stessa per morte finita
una vita che spera in una vita.

Queste parole ora dico per lei
che scende con la sua sorte infinita
nel sonno che la quieta,
anima mia da tanti anni segreta.

1952

(da Franco Fortini, Tutte le poesie, Mondadori, Milano, 2014, p. 92)

Poesie per l’estate #55: Francesco Tomada, Il terremoto del ’76

Dal 27 luglio al 23 agosto la programmazione ordinaria del blog andrà in vacanza. In questo periodo vi regaleremo comunque due post al giorno, una poesia al mattino e una al pomeriggio, “Poesie per l’estate”. Vi auguriamo buona estate e buona lettura. (La redazione)

copertina_tomada1

.

Il terremoto del ’76

Quando venne il terremoto del ‘76
era sera ed io avevo otto anni
uscimmo tutti di corsa nei cortili
così come eravamo, noi bambini già in pigiama

ricordo la casa che tremava nel buio
e non ho mai pensato che potesse cadere
ma avevo paura, paura per il rumore
e perché si muoveva la terra
e restava ferma l’aria

una cosa sconosciuta

il contrario del vento

.

(da Francesco Tomada, A ogni cosa il suo nome, Le Voci della Luna, 2008)

Poesie per l’estate #54: Vincenzo Cardarelli, Amicizia

Dal 27 luglio al 23 agosto la programmazione ordinaria del blog andrà in vacanza. In questo periodo vi regaleremo comunque due post al giorno, una poesia al mattino e una al pomeriggio, “Poesie per l’estate”. Vi auguriamo buona estate e buona lettura. (La redazione)

10127144

Amicizia

Noi non ci conosciamo. Penso ai giorni
che, perduti nel tempo, c’incontrammo,
alla nostra incresciosa intimità.
Ci siamo sempre lasciati
senza salutarci,
con pentimenti e scuse da lontano.
Ci siamo riaspettati al passo,
bestie caute,
cacciatori affinati,
a sostenere faticosamente
la nostra parte di estranei.
Ritrosie disperanti,
pause vertiginose e insormontabili,
dicevano, nelle nostre confidenze,
il contatto evitato e il vano incanto.
Qualcosa ci è sempre rimasto,
amaro vanto,
di non ceduto ai nostri abbandoni,
qualcosa ci è sempre mancato.

.

Vincenzo Cardarelli, in Opere complete, Milano, Mondadori, 1962

Poesie per l’estate #53: Rudyard Kipling, Il lamento dei Langur

Dal 27 luglio al 23 agosto la programmazione ordinaria del blog andrà in vacanza. In questo periodo vi regaleremo comunque due post al giorno, una poesia al mattino e una al pomeriggio, “Poesie per l’estate”. Vi auguriamo buona estate e buona lettura. (La redazione)

JohnCollier, Rudyard Kipling - 1891

John Collier, Rudyard Kipling – 1891

Dirge of the Langurs

The night we felt the earth would move
We stole and plucked him by the hand,
Because we loved him with the love
That knows but cannot understand.

And when the roaring hillside broke,
And all our world fell down in rain,
We saved him, we the Little Folk;
But lo! he does not come again!

Mourn now, we saved him for the sake
Of such poor love as wild ones may.
Mourn ye! Our brother will not wake,
And his own kind drive us away!

(R. Kipling, Il lamento dei Langurs, da Il secondo libro della Jungla, 1895)

*

.
La notte in cui sentimmo che la Terra si sarebbe mossa
ci accostammo furtivi e lo tirammo per la mano,
perché l’amavamo dell’amore
che sa, ma che no n può capire.

E quando il fianco della collina franò rombando,
e tutto il nostro mondo si disfece in pioggia,
noi lo salvammo, noi, la Piccola Gente;
ma ahimé! egli non tornerà più!

PIangete, ora, noi lo salvammo in nome
di quel tanto d’amore che hanno le belve.
Piangete voi! Il nostro fratello non si risveglia
ed i suoi simili ci cacciano via!

(traduzione di Umberto Pittola per Mursia 1988)

Poesie per l’estate #52: Michel Houellebecq, La possibilità di un’isola

Dal 27 luglio al 23 agosto la programmazione ordinaria del blog andrà in vacanza. In questo periodo vi regaleremo comunque due post al giorno, una poesia al mattino e una al pomeriggio, “Poesie per l’estate”. Vi auguriamo buona estate e buona lettura. (La redazione)

 

La possibilité d’d’une île (poèsie)

“Ma vie, ma vie, ma très ancienne,
Mon premier vœu mal refermé
Mon premier amour infirmé
Il a fallu que tu reviennes.

Il a fallu que je connaisse
Ce que la vie a de meilleur,
Quand deux corps jouent de leur bonheur
Et sans fin s’unissent et renaissent.

Entré en dépendance entière
Je sais le tremblement de l’être
L’hésitation à disparaître
Le soleil qui frappe en lisière

Et l’amour, où tout est facile,
Où tout est donné dans l’instant.
Il existe, au milieu du temps,
La possibilité d’une île.”

,

*

La possibilità di un’isola

 

Vita mia, vita mia, mia antichissima vita,
mio primo voto mal richiuso,
mio primo amore infirmato,
sei dovuta ritornare.

Ho dovuto conoscere
ciò che la vita ha di migliore,
quando due corpi gioiscono della loro felicità
e si uniscono e rinascono senza fine.

Divenuto totalmente dipendente,
conosco il tremito dell’essere,
l’esitazione  a sparire,
il sole che colpisce al limitare

e l’amore in cui tutto è facile,
in cui tutto è dato nell’attimo;
esiste in mezzo al tempo
la possibilità di un’isola.

(Traduzione di Fabrizio Ascari)

Poesie per l’estate #51: Paul Verlaine, Dopo tre anni

Dal 27 luglio al 23 agosto la programmazione ordinaria del blog andrà in vacanza. In questo periodo vi regaleremo comunque due post al giorno, una poesia al mattino e una al pomeriggio, “Poesie per l’estate”. Vi auguriamo buona estate e buona lettura. (La redazione)

Paul_Verlaine

Après trois ans

Ayant poussé la porte étroite qui chancelle,
Je me suis promené dans le petit jardin
Qu’éclairait doucement le soleil du matin,
Pailletant chaque fleur d’une humide étincelle.

Rien n’a changé … J’ai tout revu : l’humble tonnelle
De vigne folle avec les chaises de rotin …
Le jet d’eau fait toujours son murmure argentin
Et le vieux saule tremble sa plainte sempiternelle.

Les roses comme avant palpitent ; comme avant,
Les grands lys orgueilleux se balancent au vent,
Chaque alouette qui va et vient m’est connue.

Même j’ai retrouvé debout la Velléda,
Dont le plâtre s’écaille au bout de l’avenue
– Grêle, parmi l’odeur fade du réséda

,

Dopo tre anni

Spinta la stretta e vacillante porta,
ho passeggiato nel piccolo giardino
appena illuminato dal sole mattutino
che screzia ogni fiore con un umido guizzo.

Nulla è cambiato. Ho rivisto tutto: l’umile
pergola della vite selvatica con le sedie in giunco…
L’acqua che scorre ha sempre un mormorio argentino
e il vecchio pioppo il suo eterno lamento.

Palpitano le rose come prima: come prima
orgogliosi tremano al vento i grandi gigli.
Conosco ogni allodola che vola e rivola.

E in piedi ho ritrovato la Velleda
il cui gesso si sfalda all’inizio della via,
fragile, nel dolciastro odore di reseda.

..

(da Poèmes Saturniens, 1866; edizione di riferimento: Paul Verlaine, Poesie, cura e traduzione di Renato Minore, Grandi Tascabili Economici Newton, 1989)

Poesie per l’estate #49: T. S. Eliot, Preludi (IV)

Dal 27 luglio al 23 agosto la programmazione ordinaria del blog andrà in vacanza. In questo periodo vi regaleremo comunque due post al giorno, una poesia al mattino e una al pomeriggio, “Poesie per l’estate”. Vi auguriamo buona estate e buona lettura. (La redazione)

eliot

.Preludes (IV)

His soul stretched tight across the skies
That fade behind a city block,
Or trampled by insistent feet
At four and five and six o’clock;
And short square fingers stuffing pipes,
And evening newspapers, and eyes
Assured of certain certainties,
The conscience of a blackened street
Impatient to assume the world.

I am moved by fancies that are curled
Around these images, and cling:
The notion of some infinitely gentle
Infinitely suffering thing.

Wipe your hand across your mouth, and laugh;
The worlds revolve like ancient women
Gathering fuel in vacant lots.

.

Preludi (IV)

La sua anima tesa contro i cieli
che svaniscono dietro un isolato,
o calpestata da piedi insistenti
alle quattro alle cinque e alle sei;
e corte dita tozze che caricano pipe,
e giornali della sera, e occhi
fatti sicuri di certe certezze,
la coscienza di una strada annerita
impaziente di presumere il mondo.

Sono turbato da fantasie che si avvolgono
intorno a queste immagini, aderendovi;
il pensiero di qualcosa di infinitamente gentile
e infinitamente sofferente.

Strofina la mano sulla bocca, e ridi;
i mondi ruotano come delle vecchie
che raccolgono il fuoco in spiazzi vuoti.

.

(da Prufrock and Other Observations, 1917; edizione di riferimento: T.S. Eliot, Poesie 1905-1920, cura e traduzione di Massimo Bacigalupo, Grandi Tascabili Economici Newton, 1995)

Poesie per l’estate #48: Giorgio Caproni, Divertimento (II)

Dal 27 luglio al 23 agosto la programmazione ordinaria del blog andrà in vacanza. In questo periodo vi regaleremo comunque due post al giorno, una poesia al mattino e una al pomeriggio, “Poesie per l’estate”. Vi auguriamo buona estate e buona lettura. (La redazione)

caproni

.

Divertimento II

E in me appunto era l’ora

..esatta, in cui i più fondi
suoni del sangue avviva
la morte, se immensa arriva
ed oscura la riva
dov’ardono in girotondi
ragazze scalze e in amore
̶  ragazze che col rossore
dell’alito, il lucore

..negli occhi hanno dei mondi
neri che in sé nasconde
(sotto il liscio dell’onde)
l’acqua priva di sponde.
Ragazze i cui stretti lombi
saporiti di sale
ripetono sempre eguale
il tubare che sale

..dal petto dei colombi,
oppure lunghe e ladre
(dalle labbra ancora magre)
dietro la nuca, in tondi
nodi i capelli (mossi
dall’aria, e un poco rossi
come il calcagno), in ossi

..di pettine fanno folti
con odor di vainiglie.
Ragazze quasi conchiglie,
ma, in genere, asciutte figlie
di barcaioli, storti
dal remo che sempre sale
e sempre cala nel mare.

(da Il seme del piangere, 1952-1958)

.

Edizione di riferimento: Giorgio Caproni, Tutte le poesie, Garzanti Editore, 1999.

Poesie per l’estate #47: Salvatore Toma, Ultima lettera di un suicida modello

foto da culturasalentina.wordpress.com

foto da culturasalentina.wordpress.com

Dal 27 luglio al 23 agosto la programmazione ordinaria del blog andrà in vacanza. In questo periodo vi regaleremo comunque due post al giorno, una poesia al mattino e una al pomeriggio, “Poesie per l’estate”. Vi auguriamo buona estate e buona lettura. (La redazione)

A questo punto
cercate di non rompermi i coglioni
anche da morto.
È un innato modo di fare
questo mio non accettare
di esistere.
Non state a riesumarmi dunque
con la forza delle vostre certezze
o piuttosto a giustificarvi
che chi s’ammazza è un vigliacco:
a creare progettare ed approvare
la propria morte ci vuole coraggio!
Ci vuole il tempo
che a voi fa paura.
Farsi fuori è un modo di vivere
finalmente a modo proprio
a modo vero.
Perciò non state ad inventarvi
fandonie psicologiche
sul mio conto
o crisi esistenziali
da manie di persecuzione
per motivi di comodo
e di non colpevolezza.
Ci rivedremo
ci rivedremo senz’altro
e ne riparleremo.
Addio bastardi maledetti
vermi immondi
addio noiosi assassini.

da Canzoniere della morte, Einaudi, 1999