Dario Bertini – Prove di nuoto nella birra scura

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Dario Bertini – Prove di nuoto nella birra scura – Edizioni del foglio clandestino, 2014 – € 8,00

 

“Una buona soluzione è continuare a respirare”. Questo è il verso d’apertura di Prove di nuoto nella birra scura di Dario Bertini. E quel respirare preceduto dal continuare è, secondo me, il senso profondo di questa raccolta di poesie. Il respiro che manca, il respiro che torna. Il fiato che si trattiene quando si nuota, ad esempio, o che si risparmia mentre si beve. Il fiato che viene a mancare quando manca la luce, quando qualcuno se ne va, quando non viene una parola. Ma continuare a respirare è, anche, continuare a raccontare, mettere parole su carta anche quando questa finisce e l’autore sceglie la carta igienica, che quelle parole scendano nello scarico e da lì si perdano e si disperdano, per diventare di tutti. Bertini sa giocare e sa che un gioco non è, vuole che quelle parole diventino degli altri e, per far sì che questo accada, usa le parole di tutti. Sono versi che dicono malinconia, che dicono nostalgia. Sono, a volte, struggenti ballate, che fanno pensare a certi posti dell’America, a certi suoi poeti. Sono poesie che dicono di molte solitudini e che mai cercano di cercare compagnia. Sono un viaggio.

“Ci sono viaggi che non conducono /  in nessun luogo: / allora questa non è una strada / è uno spazzino stanco, / questo non è un lampione / è una ragazza dimenticata, / non è neppure un autobus / è un transatlantico, una balena / un pianeta al centro del cosmo […]”

Il nessun luogo diventa il pianeta che sta al centro del cosmo. C’è un sogno che può aiutare, se non a sopportare, a confondere la realtà, c’è un terreno diverso da calpestare. Dove non ci salva l’amore ci salverà (forse) il saper nuotare con la fantasia. Nella sua acqua.

“Ho attraversato la città da parte a parte / soltanto per vederti, / per rispondere qualcosa di stupido, / come ripetere che i ventilatori / affileranno i denti / delle scimmie che mi vivono in testa, / che un giorno o l’altro fuggiranno / correndo per le strade a perdifiato / soltanto per cercarti, da qualche parte. […]”

Nelle poesie di Bertini ci sono molti oggetti. Frigoriferi che fanno da rimedio al caldo e, dopo, non funzionano più. Radio da usare, toccare e trasformare. Bicchieri pieni e bicchieri vuoti. Lampadine e luce che, ogni tanto, entra da fuori. Ci sono, poi, cose da immaginare: Tende tirate, poltrone consumate, voci un po’ roche come in un blues. La nebbia di quando stai arrivando a Pavia, l’umido che sale dal Ticino, quattro passi da fare sul Ponte della Becca, un uomo seduto a un tavolo di un bar, un altro che scrive e poi chiacchiera col barman, che quando torna a casa è sempre un po’ dopo. È un libro dove contano le cucine e comandano gli elettrodomestici. Camere con vestiti sparsi ovunque. Non ci sarebbe da stupirsi se qualcuno trasformasse qualcuna di queste poesie in canzoni, senza voler sminuire il poeta, anzi. Diciamo solo che qui c’è una musica evidente, a saperla ascoltare. Prove di nuoto nella birra scura è un libro malinconico ma anche ironico e allegro, a suo modo. Non è mai grigio, è a più colori, un libro dove vince il blu. Vince la voglia del poeta di raccontare le cose e quale maniera migliore se non quella di colorarle?

“Dentro la lavatrice c’è un cigno blu cobalto, / un cigno uguale a tutti i cigni, ma che era stanco / di essere semplicemente bianco. […]”

© Gianni Montieri

4 comments

  1. apprezzato molto come la vena ironica conviva con una più ambiziosa capacità visionaria, come qui: non è neppure un autobus / è un transatlantico, una balena / un pianeta al centro del cosmo […]”

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  2. Il dono rivoluzionario di far rivivere il sedimento delle parole comuni. Gettarlo nell’aria come pulviscolo nella luce per ridare poesia ai nostri davanzali, ai nostri volti all’insù.

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