Sonia Lambertini: In viaggio/Unterwegs

Frost

Sonia Lambertini, In viaggio/Unterwegs
Tre inediti (originale e traduzione in tedesco)

Quando parto per un viaggio mi ritrovo in mano il bagaglio sbagliato. Ho spesso freddo, i luoghi che visito sono a Nord, dove il vento agita i pensieri, per ritrovarmi, un momento dopo, nel cuore del ventre per cercare istinto e calore. Un dialogo interiore per la ricerca di senso; forse lo chiamo Dio. (Sonia Lambertini)

 

Inverno, mi vergognavo della mia lingua
e chiamavo, chiamavo,
senza eco ero un albero secco
senza radici…
i boschi interrogai
marcii con i guerrieri putrefatti
fino alle tempie, non vivevo più
una vita a lato della vita…
Non citai la parola Dio,
svegliai il rospo e la starna,
il pingue fagiano e le fameliche
cornacchie
col mio lamento…
Thomas Bernhard, Ave Virgilio. Carme, III Lutto, Terzo canto
(Traduzione di Anna Maria Carpi)

 

Io nel mio dio
cado a picco,
la sua gola,
profonda.
Giù, c’è il mio dio
il suo vento molesto
mi tormenta.
Gru dai canti spezzati
nei miei inverni
in fila a guardare
dentro di me,
l’assenza.

Ich  versinke
in meinem Gott
seine Kehle,
tief.
Unten, da ist mein Gott
sein lästiger Wind
quält mich.
Kraniche mit gebrochenen Liedern
stehen in meinen Wintern
Schlange zum Hineinschauen
in mich,
die Abwesenheit.

 

Costretta
al regno oscuro
dell’ombra

io sono natura matrigna
e ventre bianco, marmo
accidente, monologo.

Zum dunklen Kônigreich
des Schattens
gezwungen

bin ich stiefmütterliche Natur
und weißer Bauch, Marmor
Zufall, Monolog.

 

Credo nella vita
– ho visto la luce
mio malgrado –

e nella morte.

Il resto è contorno,
l’ordine è in cucina
ma non arriva.

Ich glaube an das Leben
-gegen meinen Willen
habe ich das Licht gesehen –

und an den Tod.

Was übrig bleibt, ist Beilage,
die Bestellung ist in der Küche,
aber sie kommt nicht an.

Sonia Lambertini
(traduzione in tedesco di Anna Maria Curci)
Qui è possibile leggere altri inediti di Sonia Lambertini apparsi su Poetarum Silva

4 comments

  1. Tutto ha preso l’avvio dai versi “Costretta / al regno oscuro / dell’ombra”, che sono arrivati subito a destinazione, quasi chiedendo a gran voce di essere resi anche in un altro idioma. Poi sono giunti gli altri. Per questo motivo il mio è un saluto riconoscente.

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