Sonia Lambertini, Inediti

© PICTURE-ALLIANCE / KPA COPYRIGHT Hanna Schygulla e Rüdiger Vogler nel film „Falsche Bewegung“  di Wim Wenders, da qui

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Hanna Schygulla e Rüdiger Vogler nel film „Falsche Bewegung“ di Wim Wenders, da qui

«Falsi movimenti» – il collegamento al titolo del film di Wim Wenders, Falsche Bewegung / Falso movimento,  ispirato al romanzo di Goethe  Gli anni di apprendistato di Wilhelm Meister, nell’adattamento di Peter Handke, è inevitabile – contrazioni e inesorabili arresti, duetti che reinterpretano in maniera originale la varietà compositiva del “contrasto”, improvvise chiusure e prospettive aperte, punizioni e poesie lette e portate con sé si alternano nelle Sequenze, testi inediti di Sonia Lambertini.  (amc)

Sonia Lambertini, Inediti

Sequenze

Lei
sulla soglia
aspetta

Dentro (open space)
penombra, coni di luce, falsi movimenti
Attesa

Lui
entra e punta dritto, perpendicolare

Lei
hai fretta?

E lui
no, si tratta di essenzialità
Nient’altro

*

Credo nella carne
e nell’incontro,
d’ossa allo sfregamento
rumore secco
al legame, chimico

Esiste il baratro

e lì ci affacciamo
stretti, un po’ alla terra
su cui ci amiamo
e un po’ alle natiche
ai seni
ché l’importante è sentire.

*

A te

che ami la prospettiva
quella che si guarda
in cima alla coda

dico

prendimi la testa
e quando sai tu
girala

tienimi stretta
guarda in fondo agli occhi
lì, c’è qualcosa che non sai.

*

Ed ora

lasciami al buio.
Mentre te ne vai
io ti guardo
con le pieghe
ancora sfatte.

*

Il maledetto vizio
della Cura.

La donna che c’è in me

non lo perde e liscia il pelo
si riempie la bocca
quasi a soffocare.

La donna che c’è in me

la vorrei fuori, un passo avanti
una spinta
ed ecco fatto

*

Ho trovato la risposta che cercavo,
nel cuore:
cellule di dubbia natura
bordi irregolari
si nota
all’interno del ventricolo sinistro
una zona necrotica.

Morte del sentimento.

*

Troverai nell’urna:

il ramo delle punizioni
(quello sottile e lungo)
poesie di Ingeborg Bachmann
frutta secca
sigarette, per te

metti il caso cambi idea
e vieni con me.

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Sonia Lambertini scrive di sé: «Nasco a dicembre il giorno di Natale. È uno strano giorno per venire alla luce e complice la quadratura di Saturno mi muovo tra le ombre e senza santi. Non ho poesie scritte a sei anni ma occhi che vedono una parte del mondo, quello della lotta tra la carne scaduta ed il pensiero ancora vivo che cerca l’eternità. Le idee vanno veloci e fanno rumore, cercano di rubare la scena al teatro asciutto della vita reale. Credo la poesia sia un distillato di parole ed emozioni. Una ricerca continua di nuove forme di linguaggio tra le cose e dentro noi stessi. Quello che mi affascina della poesia è il potere di ogni singola parola, la capacità di penetrare nella carne e lasciare i segni del suo passaggio. Alcune poesie sono state pubblicate nel blog Carte sensibili,  nel periodico culturale l’Estroverso e nella rassegna di Letteratura Lunarionuovo. Finalista nella sezione Inediti al Premio Internazionale di Poesia Mario Luzi 2013».

24 comments

  1. Più che contratte, essenziali, sono parole condensate, un punto di concentrazione dove tenta di prendere forma una percezione globale di sé e del mondo, un vissuto che polarizza l’attenzione -e l’estenuazione- nel paradigma relazionale Io-Tu. Sono versi in cui la gamma di senso va dal riflessivo al sensuale, dall’interrogazione esistenziale alla ridondanza emozionale della fisica, una fisica di contatto e di corpo, una fisica dagli effetti semantici che si fanno proiezione in una sfera di trascendenza laica, l’unica veramente possibile, esperibile. Molto appropriato l’accostamento al movimento filmico, al riferimento cinematografico, perché i versi ne hanno il taglio e prospetticità. Perché la poesia a volte sa essere quel film che non vedremo mai in una sala cinematrofica ma che di certo è il film della nostra vita profonda, di sequenze brevi ed invisibili eppure indimenticabili. Del resto, si vive e si muore in un momento, anche se poi l’esistenza sembra continuare come se nulla fosse accaduto e in fondo, ciò che segna davvero lo scandire di vita e tempo (le sequenze madri), può essere raccontato con poche parole. Essenziali, secche, eppure con una coda di significato e senso che può arrivare alle stelle o sprofondare nel niente.
    Sonia Lambertini, una voce in crescita sicuramente.

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  2. Ringrazio tutti coloro che sono intervenuti, che hanno lasciato traccia del loro apprezzamento e Sonia Lambertini per aver condiviso qui le sue “Sequenze”, passaggio significativo del suo percorso poetico.

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  3. La quadratura di Saturno è anche un aspetto saliente di creatività. Quella limata dalla pazienza e forgiata a ferro e fuoco, ma una grande creatività. E direi che leggendoti ne trovo conferma. Complimenti sentiti, è sempre un piacere scoprire la bellezza, nel mondo, tra i blog…

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  4. liriche secche, pungenti, scritte con verve acuta e sottilissima raffinatezza emotiva, coinvolgono, pongono domande 8ir)risolte da meditazione, secondo paul Klee da profonda meditazione.. verrebbe voglia di commentarle con un colore ulteriore..
    r.

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  5. sì, certo, secche, essenziali, condensate. E anche, direi, discretamente masochistiche, con qualche vaga tendenza omicida. Poesia femminile della situazione, e del corpo, con un po’ di anima, che da qualche parte, lì nel corpo, deve pur risiedere. Come suol dirsi al cimena, buona la prima (ma l’ “open space” che c’entra?), e anche l’ultima (già, la Bachmann, un’altra che di rapporti complicati se ne intendeva, ma avere a che fare con uno come Celan non doveva essere semplice). Per il resto concordo complessivamente con Palmieri.
    Saluti

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  6. Una poesia raffinata, Femminile e aperta, secca, tagliata con un’accetta soffice… e le parole che scrivi non di scordano

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