Solo 1500 n. 85 – Michael Jordan

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SOLO 1500 N. 85 – MICHAEL JORDAN

Quando saltava per andare a canestro restava sospeso in aria molto più tempo di quello consentito dalla forza di gravità. Il tiro “in sospensione” quando giocava lui, e dopo di lui, e per sempre, è diventato un’altra cosa. Fisica applicata allo spettacolo. Genio al servizio dello sport. Qualche giorno fa ha compiuto cinquant’anni Michael Jordan, avessi potuto gli avrei telefonato per fargli gli auguri.  Avrei detto “Buon compleanno” all’uomo citato da Foster Wallace (insieme a Maradona e M. Alì) come uno dei pochi termini di paragone ai “Federer moments”. Guardare una partita dei Chicago Bulls ai tempi in cui giocava Jordan poteva riconciliarti con la grazia. Sapevi che da un momento all’altro sarebbe accaduto qualcosa di impossibile per tutti gli altri umani. Un assist con palla dietro la schiena, un rimbalzo, una schiacciata, una palla sotto le gambe dell’avversario, una sospensione in aria (appunto) infinita. La grazia arrivava perché tutto questo Jordan lo faceva con estrema semplicità, facile come per noi bere un caffè. Dopo gli auguri non avrei saputo cosa altro aggiungere, non per il mio scarso inglese, ma perché mi sarebbero rimaste le parole in gola. Insomma cosa avrei potuto dirgli? Complimenti? Ma andiamo, via. Con i geni non si parla, così come non li si discute, li si ammira e basta. Giocatori stratosferici come Magic Johnson e Larry Bird al suo cospetto tornavano normali. Quando penso al Basket penso a lui. In quei momenti il Basket smette di essere uno sport e diventa magia.

(c) Gianni Montieri

12 commenti su “Solo 1500 n. 85 – Michael Jordan

  1. “Intelligenza del corpo”, dicono … ;-)
    Gli USAbitanti, oltre ad aver copiato e aggiunto violenza a due o tre sport europei, hanno fatto una cosa buona: hanno inventato il basket.

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  2. Perché non scriviamo di sport? Ricordate: “Il portiere caduto alla difesa…”. Non sono più tempi d’eroi, l’eroismo è la sopravvivenza quotidiana e la bellezza e la grazia sono un mito del corpo non più il fulcro dell’azione.
    Così ho apprezzato questa riflessione.
    Narda

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  3. poesia in movimento per un appassionato come me. il più grande di tutti. l’unico che puó solo avvicinarsi è kobe o lebron ma lui sarà sempre tre secondi più in aria. totale

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  4. uno degli sport più belli di sempre, devo dire. mi piace molto questo pezzo Gianni, e le parole che mi restano di più sono quelle che cita anche Giovanna! grazie

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  5. “La grazia arrivava perché tutto questo Jordan lo faceva con estrema semplicità, facile come per noi bere un caffè.” Questo è da cornice, Gianni ;-)

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