Anne Sexton, lettera A

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a cura di Alessandra Trevisan

Again and again and again

You said the anger would come back
just as the love did.

I have a black look I do not
like. It is a mask I try on.
I migrate toward it and its frog
sits on my lips and defecates.
It is old. It is also a pauper.
I have tried to keep it on a diet.
I give it no unction.

There is a good look that I wear
like a blood clot. I have
sewn it over my left breast.
I have made a vocation of it.
Lust has taken plant in it
and I have placed you and your
child at its milk tip.

Oh the blackness is murderous
and the milk tip is brimming
and each machine is working
and I will kiss you when
I cut up one dozen new men
and you will die somewhat,
again and again.

Ancora e ancora e di nuovo

Mi dicesti che la rabbia sarebbe ritornata
come faceva l’amore.

Ho un aspetto tetro che non
mi piace. È una maschera che mi provo.
Son migrata verso essa e la sua ranocchia
siede sulle mie labbra e defeca.
È vecchia. Ed è anche indigente.
Ho provato a tenerla a dieta.
Non le ho dato l’estrema unzione.

C’è un bell’aspetto che indosso
come un coagulo di sangue. L’ho
cucito al mio seno sinistro.
Ho costruito una carriera su questo.
La lussuria si è piantata in lui
e ho posizionato te e il tuo
bambino dinnanzi il suo capezzolo.

Oh, l’oscurità è omicida
e il capezzolo è colmo
e ogni elettrodomestico sta lavorando
e ti bacerò quando
avrò sezionato una dozzina di nuovi uomini
e tu morirai in qualche modo
ancora e di nuovo.

***

Again and again and again è una poesia di Anne Sexton contenuta in Love poems del 1969.

5 commenti su “Anne Sexton, lettera A

  1. La tenera brutalità della Sexton si legge qui tutta intera; vivere con fantasmi così vividi e ingombranti deve essere stato tremendo ; forse accogliere le sue maschere dolorose l’avrebbe salvata. Cara Anna, cara. “C’è un bell’aspetto che indosso
    come un coagulo di sangue. L’ho
    cucito al mio seno sinistro.
    Ho costruito una carriera su questo.
    La lussuria si è piantata in lui
    e ho posizionato te e il tuo
    bambino dinnanzi il suo capezzolo.

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  2. la poesia della Sexton è di una icasticità poderosa. la sensazione, ogni volta che la leggo, è quella di scendere in un abisso (un inferno?) di figure, fantasmi, “maschere” senza il benchè minimo spiraglio di una luce che sia una.

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  3. Credo che Anne Sexton ci metta sempre di fronte ai suoi mali (i suoi “fantasmi” forse) per farli diventare anche un po’ nostri.

    Grazie per questi commenti.

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