Interviste credibili # 8 Pasquale De Fina

Ciao Pasquale prima tre domande di servizio, da uno a dieci quanto te ne frega del circuito underground?

Esattamente quanto al circuito underground  frega di me (inserisci tu una cifra)

Milano vale ancora la pena?

Milano vale sempre la pena come Londra, Oporto, Sydney o Pizzo Calabro …

sono i milanesi a non valerne abbastanza a volte

C’è vita dopo Neil Young?

Ha avuto 3 figli, quindi assolutamente direi di si.

Quanta passione deve avere ancora, o se preferisci quanta resistenza, un musicista per continuare a suonare in questo circo assurdo che è il panorama musicale italiano?

Sinceramente non lo so. Cerco di spiegarmi: io a scrivere/suonare mi ci sono “ri-trovato”, nel senso che non sono nè un diplomato della musica nè tantomeno uno di quelli che dice “io con la musica ci sono nato fin da piccolo”. Ho fatto un percorso artistico al politecnico studiando architettura. Da lì ho acquisito la capacità nel portare avanti un’idea di progetto… mi sono trovato con una chitarra al collo…e la chitarra è stato dagli anni 90 in poi lo strumento con cui ho progettato le mie idee. Per questo non penso di appartenere al “circo”di cui parli…piuttosto se proprio devo mi piace pensare di appartenere a tutti i “circhi”(esiste il plurale di circo?…mah!). Sono un animale metropolitano con chitarra e amplificatore incorporato.

Quanto costa mettere insieme un gruppo e partire in tour oggi, senza major alle spalle e data la mancanza di locali “per la musica” seri?

Non costa! E’ fallimentare.A meno che non si sia ricchi di famiglia.

Mi racconti come è cominciata la storia tra te e la chitarra elettrica?

E’ iniziata scambiando il mio motorino con una Telecaster…all’incirca nel 1978

Cosa ricordi delle tue prime serate Live?

 Sinceramente preferisco non ricordare

Quando uscì “Anime salve” di De André quante volte di seguito lo ascoltasti? Esiste un album italiano migliore di quello?

Lo ascoltai parecchio. Non so se esistono album migliori ma esistono album belli come quello.

Che reazioni hai quando ti domandano cose tipo: “Sei un musicista indipendente?”

Che è come chiedere al postino se fa il postino “indipendente”

Quali sono i dischi di cui non potresti fare a meno?

“La torre di babele – Edoardo Bennato” / “Le nuvole – Fabrizio De Andrè”/ “Quadrophenia – The Who” / “Joe Garage – Frank Zappa” / “On the beach – Neil Young” / “We want Miles – Miles Davis” …e altri 44 dischi.

Il nostro è un blog letterario, devo chiederti, a questo punto, quali sono gli  scrittori (o libri) che più ami e perché.

Pinocchio – Collodi. Penso che sia LA storia dell’essere umano raccontata come nessuno sia mai riuscito a fare.

Cosa rappresenta la poesia per te? C’è un poeta che ami particolarmente?

 La poesia è la cosa più complicata e splendida che ci sia: è essenza e sintesi.

Ogni poeta dovrebbe essere superpagato e iperprotetto dal Ministero per la Poesia (dovrebbero istituirlo)

      

Quanta gente (penso soprattutto alla rete) crede di saper scrivere o comporre e quanta realmente ne è capace?

Esattamente lo stesso numero che realmente è in grado di scrivere nella realtà. Non è la rete che decide ma ciò che viene scritto.

Dimmi cosa succede in questi mesi a Lambrate, a cosa stai lavorando?

A Lambrate succede: ovvero è un luogo dove mi chiudo a suonare registrare o soltanto a incontrare persone che suonano o fanno altro….succede…poi decido…se tenere, o buttare: come tutti facciamo ogni giorno

Tu ti occupi anche di produzione artistica (ho avuto il piacere di ascoltare in anteprima le canzoni di El Santo) ti va di raccontarmi in breve come funziona la produzione di un disco? Quali sono gli aspetti principali, quanto conta l’intesa?

E’ stata la mia prima opportunità di lavorare a una produzione non mia. Ho ascoltato i loro provini. Immediatamente ci siamo messi a lavorare insieme per dare forma e sostanza ai brani. Finita la preproduzione siamo entrati in studio a incidere. Ho suonato le chitarre: non potevo fare altrimenti.P iù che produttore mi ritengo un musicista che da consigli “sonici”. Se i consigli che ho dato a El Santo sono stati buoni si vedrà. El Santo mi sembrano contenti del risultato finale: quando ci incontriamo mi salutano ancora!

Pensando alle tue canzoni, gli aspetti comuni che mi pare caratterizzino (spesso) sia  l’andamento musicale che la costruzione del testo siano quelli della malinconia e dell’ironia, carburati energeticamente dal sound distorto, a volte cupo, a volte caldo, della tua chitarra elettrica, Ci ho preso?

Se è questo quello che ti arriva quando ascolti le mie canzoni allora vuol dire che ” ci hai preso”.

Chitarra elettrica tutta la vita?

Elettrica,tutta…la vita!

(c) Gianni Montieri

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biografia di Pasquale De Fina

One comment

  1. ringrazio ancora una volta Pasquale De Fina per il piacere di questa chiacchierata e i molti che stanno leggendo

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