Bolaño, Serrano, Ostuni, Carofiglio e il diritto di critica

Roberto Bolaño ne “L’ultima conversazione” (ed. Sur, 2012) a una domanda circa la differenza tra uno scrittore e uno scribacchino risponde così:  “Una scrittrice è Silvina Ocampo. Una scribacchina è Marcela Serrano. La differenza sta negli anni luce che le separano”. Questa frase mi è tornata in mente circa la questione aperta in questi giorni tra  Gianrico Carofiglio (scrittore) e Vincenzo Ostuni (editor di Ponte alle Grazie e poeta). Tempo fa Ostuni, sulla propria pagina facebook, scrisse: «un libro letterariamente inesistente, scritto con i piedi da uno scribacchino mestierante, senza un’idea, senza un’ombra di ‘responsabilità dello stile’, per dirla con Barthes», riferendosi a “Il silenzio dell’onda” di  Carofiglio, finalista al Premio Strega 2012. Gianrico Carofiglio tra le molte possibilità, a sua disposizione, da poter usare per difendersi, cosa fa? Lo cita in giudizio. Complimenti vivissimi. Avrebbe potuto scriverne su un quotidiano, avrebbe potuto dire – ad esempio: “Parli bene te che avevi un libro in finale” o dire: “Ostuni, quello che lei dice non è vero e le dimostro perché.” eccetera. Non mi risulta che la Serrano o la Allende (che Bolaño tratta anche peggio) siano mai ricorse alla Magistratura per replicare alle dichiarazioni dello scrittore cileno, mentre mi  risulta che di “sfanculamenti” tra scrittori  ne sia piena la storia (per saperne di più vi rimando qui). La questione Carofiglio è molto grave perché attacca il diritto di critica, la libertà d’opinione; è grave qualunque sia il pronunciamento dei giudici, è grave che si sia d’accordo o meno con Ostuni. Un’importante iniziativa, in difesa di Ostuni e della libertà di opinione, promossa da un gruppo di intellettuali, si svolgerà domani a Roma, qui il link con i dettagli: Nazione Indiana. Chi potesse ci sia o sostenga l’iniziativa.

GM

76 comments

  1. Non concordo né con Ostuni né con Carofiglio, benché a entrambi vada la mia stima solidale; ritengo inoltre grottesca l’iniziativa di cui sopra si dà notizia. Ostuni avrebbe potuto esprimere una critica sì severa ma non così sgarbata e sgradevole, di fatto offensiva; Carofiglio, tuttavia, avrebbe potuto limitarsi a rispondere in modo netto, senza dar adito a vie legali. Mi auguro che la vicenda si concluda nel migliore (e italico) dei modi: pubbliche scuse da parte di Ostuni (il quale ha, in ogni caso, il diritto e il dovere di mantenere le proprie posizioni critiche in merito a Carofiglio) e loro accettazioni da parte di Carofiglio.

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    1. Assolutamente d’accordo con Matteo. La libertà di critica non è semplicemente libertà di dire ciò che si vuole: un conto è criticare l’opera, un conto è criticare l’autore. Bastava che Ostuni tralasciasse «da uno scribacchino mestierante» per essere al 100% dalla parte della ragione. Così, però, ha superato un limite.

      Inoltre, il fatto che altri scrittori in situazioni simili (o peggiori) non siano ricorsi alla legge non significa necessariamente che Carofiglio abbia sbagliato a farlo. Gente a destra e a manca ha alzato la voce gridando allo scandalo solo dopo aver letto una frasetta su Facebook o Twitter. Ma questo è un problema dell’internette.

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  2. ma pubbliche perché? ma offesa di che?
    Ostuni scrisse nella sua pagina facebook non dalle colonne dell’acquasantiera domenicale del Sole! non è tenuto a scusarsi per essere stato intellettualmente onesto e coerente.
    Carofiglio deve solo vergognarsi di avere agito in questo modo, senza chiedere i punti in cui secondo Ostuni la sua narrazione cede.
    tacciare qualcuno d’essere uno scribacchino non è offendere: è manifestare la propria totale avversione e lontananza dal quel modo di scrivere.
    semmai Carofiglio dovrebbe chiedersi se adire alle vie legali per un’opinione manifestata su facebook sia meritevole d’una azione simile. semmai dovrebbe lui per primo interrogarsi a questo punto sul valore della propria “arte”, dal momento che non sa reggere un attacco nemmeno tanto frontale.
    mi auguro che la vicenda conduca a un lungo silenzio Carofiglio(di) indice di una qualche riflessione in corso.
    altrimenti rimangono sempre gli spot per i libri di Marra a disposizione…

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    1. il giorno dopo non posso far passare sotto silenzio questa strepitosa battuta:”Ostuni scrisse nella sua pagina facebook non dalle colonne dell’acquasantiera domenicale del Sole”. Acquasantiera domenicale è geniale

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  3. D’accordo con Gianni Montieri, che cito: “Gianrico Carofiglio tra le molte possibilità, a sua disposizione, da poter usare per difendersi, cosa fa? Lo cita in giudizio. Complimenti vivissimi. Avrebbe potuto scriverne su un quotidiano, avrebbe potuto dire – ad esempio: “Parli bene te che avevi un libro in finale” o dire: “Ostuni, quello che lei dice non è vero e le dimostro perché.” eccetera.” La querela dimostra una mancanza totale di risposte e il ricorso ad una forma di violenza sulle libertà altrui. E che questo venga da un uomo dalla doppia carriera istituzionale è inquietante.

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  4. secondo me non si coglie abbastanza l’inversione di tendenza rappresentata dalla reazione di carofiglio che è uno scrittore dignitoso e che non mi pare abbia pretese “letterarie” (quanto scrittori pessimi italiani che pensano di rientrare nella categoria del più tradizionalmente letterario). ma non divaghiamo. fatto salvo il diritto di dissentire e criticare, credo che carofiglio, conoscendo meglio di noi il codice (glielo vogliamo concedere?) abbia ravvisato nelle parole di ostuni non la CRITICA ma lo SFREGIO. al quale si risponde con i mezzi adatti. certo, avrebbe potuto soprassedere: ma credo che l’uomo abbia voluto dimostrare che allo sfregio si risponde con i mezzi – legali – adeguati allo sfregio: alla critica si ribatte civilmente. ad un incivile, mascherato dietro il paravento – paravento: eufemismo di parac… – della libertà di opinione, si risponde con un sonoro, civilissimo ” mo’ vediamo come te la cavi” delle vie legali. che, non essendo né infinite né giuste, potrebbero anche dargli torto… ma se non gli daranno torto, come spero, per lo meno mostreranno che è il caso di tornare ad una seria motivata articolata fondata stroncatura e di smettere di spacciare per libertà di opinione “sancita dalla costituzione” (unberpardecosi) la mediocre interessata invidia e gli interessi di bottega.
    carofiglio non è uno scribacchino: può aver toppato con quest’ultimo libro, ma per quello che ho letto di lui è un più che dignitoso scrittore di quel genere di serie B che all’estero è rappresentato da tanti famosi e acclamati scrittori, di quel nazional-popolare di cui l’italia è in difetto, mentre scrittori con aspirazioni entrature e ammanigliamenti elevati che pretendono la serie A sono da serie -12Z.

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  5. In effetti le parole di Vincenzo Ostuni sono tremende e il suo giudizio troppo sintetico oltre che diretto alla persona e non al prodotto della persona in questione, e lo stesso concetto poteva essere espresso con maggiore buona grazia. Ma la traccia di pensiero l’ha lasciata sulla propria (sottolineo “propria”) bacheca FB e ne ha quindi ogni diritto, io credo, anche se la bacheca di un editor è sicuramente più frequentata di quella di un signor Nessuno (infatti la vicenda è rimbalzata addirittura su Repubblica mi pare o comunque su tutti i maggiori lit-blog italiani). Comunque, si parte da lontano e dal cuore stesso della cultura di sinistra per quanto riguarda l’incapacità di sostenere le critiche altrui.

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  6. si possono trarre altri paragoni, gianni: come fa raimo su minimaetmoralia. ma, lo stesso, non tiene il discorso. credo che se avesse sbagliato un enfant prodige a caso con un romanzo non riuscito, molti sarebbero dalla parte dell’enfant prodige, se questi avesse intentato causa ad un critico poco critico e molto criticone. secondo me tutta questa animosità contro carofiglio non è giustificata, ma il prodotto della solita onda.
    chiamare critica le parole di ostuni è decisamente preoccupante: per la critica e per la nobile arte della stroncatura.

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    1. Sono convinto che la risposta, eventuale, Carofiglio (ammettendo tutto quello che tu dici) avrebbe potuto e dovuto darla altrove.
      A me interessa il principio (non Carofiglio e non Ostuni), mi interessa che non si creino precedenti in questo pericolosissimo paese.

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  7. e che mi dici del plurioestimoniato e reiterato precedente di dare addosso alla persona, con aggressività e senza argomenti? questo non è pericoloso? questo è lecito? cioè, uno può dire tutto quel cavolo gli pare? non credo sia né lecito né democratico, ma solo il portato di tempi miserandi, infami, ingloriosi come quelli in cui m’è toccato di vivere: altro che pericolo!

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    1. Su questo sono d’accordo. Ma Ostuni non ha dato del ladro o del maiale o del pirla a Carofiglio, ha criticato la sua scrittura – in particolare un libro – in maniera cruda, sbagliando la tempistica (come ha notato ad esempio Pedullà pur aderendo all’iniziativa)

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  8. in linea di massima concordo con lucia.
    al posto di Carofiglio non sarei passata alle vie legali, ma anche di “intellettuali” che sparano merda sulle persone non se ne può più. questa non è *critica*, sono esternazioni grossolane, che ogni giorno impoveriscono sempre più, appestano, rimbalzano a destra e sinistra, dal web alle maggiori testate, si gonfiano a dismisura, oscurando ben altre priorità.
    forse è il risutato di anni di social network, questa comunicazione così asfittica, autoreferenziale.

    detto questo, se ho capito bene, la citazione si basa sulla *concorrenza sleale*, e non sulla *diffamazione*…la cosa è differente.

    ” Ostuni con quel post ha stroncato a morte sia il primo arrivato allo Strega, Inseparabili. Il fuoco amico dei ricordi di Alessandro Piperno, sia il terzo classificato Il Silenzio dell’Onda di Carofiglio, bypassando il secondo classificato Qualcosa di scritto di Emanuele Trevi, edito da Ponte alle Grazie, la casa per cui lavora Ostuni. Di qui la “concorrenza sleale” evocata dalla minacciata azione civile da parte di Carofiglio.”

    dal Fatto Quotidiano.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/09/24/si-puo-dire-a-carofiglio-sei-scribacchino/362274/#.UGGDrMdzFdI.facebook

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    1. a quel punto il parere di Ostuni è ininfluente secondo me. L’opinione di un editor non sposta le masse verso le librerie :-)

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      1. e che ne so io? credo di non aver mai comprato un libro passato nella cinquina dello strega! :-)

        e comunque, mi sembra tanto rumore per nulla.

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        1. se per quello nemmeno io…

          ripeto a me interessa che non si creino pericolosi precedenti, in questo paese è un attimo

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  9. io avrei gradito un’alzata di scudi “au contraire” del mondo cosiddetto, o autodetto, intellettuale circa la vergognosa ipocrisia con cui si alza il vessillo delle libertà (di stampa, di opinione) a proprio uso et consumo et ludibrio anche in difesa dell’indifendibile. Mi riferisco al caso Sallusti, in cui toni e argomentazioni a difesa sono molto simili a quelli usati nel caso Ostuni, non da Gianni, beninteso; ad esempio laddove si sottolinea che i querelanti sono magistrati… come se i magistrati non fossero uomini, cittadini, per cui anch’essi degni del sacrosanto diritto di appellarsi alla giustizia allorquando la loro dignità, libertà, professionalità, ritengano – a torto o a ragione – sia stata lesa.

    Detto questo, nello specifico concordo sulla necessità che non si creino precedenti strumentali, affinché la sacrosanta libertà di espressione critica, con maggiore cautela e serietà per mezzi, modi ed intenti, non venga altrettanto lesa.

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    1. Sul caso Sallusti sono d’accordo con te Nat, meriterebbe una articolo e una riflessione a parte. Cosa vergognosa e gravissima

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  10. “scribacchino” non è un offesa! lo è “imbratta carte” o nella pittura “petacroste”. ma “scribacchino” denota la poca considerazione del recensore (che ricordo a tutti non ha recensito, bensì si è espresso nella sua pagina FB) all’attività di Carofiglio(di).
    il tono, i modi, sono tutti leciti in quel contesto. non è lecito e non è accettabile la reazione.
    soprattutto possibile che nessuno veda nella risposta di Carofiglio(di) la volontà di sottrarsi a un confronto sul campo?

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      1. Nat è vero posso pure togliere il “di”… la sostanza non cambia ;)
        Carofiglio sta cercando di ledere la libertà di opinione ed è un fatto gravissimo, e, come scrive Gino, non ha nulla a che fare con la critica, la letteratura, la pochezza di chi scrive o la ‘moltezza’ di chi legge.

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        1. la libertà di opinione deve restare libera, e ci mancherebbe! non era questo il punto che tracciavo, o cercavo di tracciare col mio intervento, avendola peraltro ribadita ma non senza un invito a critici e scribacchini (diciamo “come me”, così non insulto nessuno), ad una maggiore serietà nei modi, tempi e – diciamolo pure: – luoghi; diversamente tutto finirà nel tritatutto del pettegolezzo, dell’offesa, o peggio dell’esercizio della forza con mezzi e modi come quelli cui assistiamo.
          Ci tengo inoltre a manifestare la mia delusione per il disinteresse di molti per ben altre dignità lese e falsità santificate, come ho premesso nel mio commento.
          un abbraccio.

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  11. Qui c’è un principio che è stato violato, ed è solo su quello che Gianni invita a discutere. Per quanto mi riguarda è un fatto gravissimo. Poi, dello stato della critica o della letteratura italiana oggi, vera o presunta, me ne infischio e non vedo cosa c’entri nel caso specifico. La “concorrenza sleale”, come pura impressione soggettiva, mi sembra un paravento degno di un esperto di cavilli (per professione) come Carofiglio. Quindi se io ho un libro in gara non posso criticare un altro concorrente? Sarebbe certo una mancanza di stile, ma questa non è sanzionata dal codice civile. “Scribacchino mestierante” e così via sono riferimenti all’arte dello scrivere. Le critiche ad Ostuni, invidioso, livoroso, ecc ecc. quelle sì che sono offese alla persona… Eppure qualcuno le ha espresse senza pensarci due volte… Attenti, che Ostuni vi querela… E ringraziate anche la libertà che avete di esprimere la vostra indole da repressori, la vostra anima da sbirro…

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    1. gino, da parte mia nessuna anima di sbirro.
      anzi, se devo dirla tutta, trovo questa “querela” semplicemente ridicola, come ridicola è tutta la vicenda, partita da una paginetta di fb….ma mi fa sorridere, sorniona, anche tutto il polverone che si sta alzando, e la chiamata alle armi in nome della libbbertà. maddai, ma che davero??
      insomma, non mi sembrano cose serie.

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  12. Vedi, Vale, purtroppo ‘sta storia sarebbe ridicola – è vero – se non costituisse un pericoloso precedente. Carofiglio è pure un politico, la cosa è doppiamente grave, secondo me, non proviene da un pinco pallino… Io contesto ferocemente il metodo, se ci pensi è la stessa intimidazione che il Berlusca ha usato per anni tentando di mettere il bavaglio ai suoi detrattori, fossero attori o giornalisti “avversari”… E’ intimidazione, è minaccia e via di fatto contemporaneamente… è la mentalità di uno che viene dagli apparati repressivi dello Stato, mi dicono… A te non sono piaciuti il tono e i modi della sua opinione su Carofiglio, se ho ben capito, ma io questo lo accetto tranquillamente, non lo giudico. Avete espresso opinioni discordanti, fine. Ma lo avete potuto fare! Anche descrivere Ostuni come un invidioso, senza averlo mai sentito nominare prima… cosa singolare… Ci vedo molta intolleranza in certe opinioni… ma è concessa persino questa! Il bavaglio no. Nemmeno io ti ci vedo come una sbirra… ma qualcun’altro lo vedo eccome, ma sono inconsapevoli, poareti… ;-)
    Ho letto un saggio di Carofiglio sulla “Manomissione” delle parole, un testo di un bravo borghese “democratico”, che ho visto come un pretesto per scagliarsi contro Berlusconi… Come ho sempre detto, l’antiberlusconismo non mi apparenta con nessuno, e questa ne è prova ulteriore.

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    1. gino, non sono di certo una “carofigliana”. ho letto un suo giallo, e nel suo genere l’ho trovato dignitoso, niente di più. non ho approfondito leggendo altri suoi libri.

      oggi si leggono commenti da tifoseria di stadio, tra chi lapiderebbe C. senza averlo mai letto, e chi dà dell’invidioso a O. senza averlo mai letto.
      sono i bug *mentali* della rete?

      dei commenti di lucypestifera mi ha colpito un passaggio:
      ” credo che se avesse sbagliato un enfant prodige a caso con un romanzo non riuscito, molti sarebbero dalla parte dell’enfant prodige, se questi avesse intentato causa ad un critico poco critico e molto criticone. secondo me tutta questa animosità contro carofiglio non è giustificata, ma il prodotto della solita onda.”

      di simili cause ce ne sono ogni giorno a centinaia, e sicuramente ingolfano i tribunali, già ingolfati di loro.

      un mio amico giornalista, per sua stessa ammissione *scribacchino* e *pennivendolo* al soldo della pignata da mettere sù, probabilmente avrebbe bofonchiato:
      “aho ragà, tocca sta sur pezzo, che mica la potemo bucà sta cosa!”

      e per oggi in rete ci sono stata fin troppo. :-)
      a presto….

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  13. il punto è che qui non si giudica la qualità della scrittura di Carofiglio. qui si critica, o almeno io critico, un pericoloso precedente e non mi pare sia necessario leggere un romanzo di qualcuno per inorridire all’idea che costui voglia impedire la legittima libertà di espressione e d’opinione.

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  14. e allora battiamoci pure per la libertà di opinione di sallusti, che – beninteso – sta al giornalismo come io sto alla fisica nucleare.

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    1. ecco, appunto, il punto: far passare per libertà d’opinione chi permette la pubblicazione di una notizia falsa e distorta “ad hoc” per poi farla seguire da un commento “anonimo” che incita alla “pena di morte per magistrato e famiglia”, non è così importante per una raccolta di firme… ma di più… di più: viene difeso in nome di cosa? ma della “libertà d’opinione”, ovvio.

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  15. sono tutti casi che conducono a un solo punto: la sacrosanta libertà di opinione e l’eventuale abuso se da opinione si passa a falsità (che è altra cosa).
    su Carofiglio non credo sia stata detta alcuna falsità nel considerarlo uno scribacchino

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    1. non sono casi che conducono alla libertà d’opinione, la nostra adesso è libertà d’opinione, infatti scambiamo “opinioni”. Nel caso Sallusti non sussiste né la libertà di stampa, né quella d’opinione: ma la lesione e la distorsione, reiterata (onde per cui il rischio della carcerazione) e volontaria, nonché l’incitamento alla “morte”, che evidentemente nel caso Sallusti ha un altro significato che nel caso Sofri, tanto per dirne una.

      mentre per quanto riguarda Ostuni-Carofiglio, sì c’è l’opinione, c’è la stroncatura: squallida e poco critica, ma stroncatura, a mio giudizio poco condivisibile per modi, toni, tempi e luoghi, che purtroppo denotano la bassezza del livello cui si è arrivati, ma non certo degna di querela, né di cotanta attenzione.

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      1. il luogo è privato “sui generis” e il tono e il modo sono tipici del luogo.
        uno su Facebook si esprime come meglio crede, assumendosene le conseguenze.
        ma mi sembra che la conseguenza “assunta” da Carofiglio vada ben oltre l’accettabile.

        su Sallusferatu non mi esprimo, se non per chiederne la radiazione come la chiesi per Fede e per altri lacché della carta stampata e dello schermo.

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  16. so che molta gente spera di vederlo ammanettato. personalmente avrei preferito vederlo radiato dall’albo dei giornalisti (visto che l’albo esiste e dovrebbe tutelare la deontologia professionale) già da tempo, e a vita, insieme a non pochi suoi colleghi, tipo quello con la faccia da serial killer che dirigeva il tg1.

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  17. una volta si sarebbero sfidati a duello.
    all’alba, in loco secreto, ovviamente. con solenni padrini e donne in lacrime a casa. e sarebbe finita con uno dei due morto e l’altro in fuga.
    ah, la decadenza dei tempi.

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    1. credo che Montale fosse stato sfidato a duello per avere detto qualcosa del genere a uno passato alla storia per il duello ma di cui non ricordo mai il nome… forse si chiamava Scribacchino…

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  18. Bisognerebbe assicurarsi di stare giocando tutti lo stesso gioco. Per me è ovvio che “scribacchino” si riferisce agli artefatti prodotti e che quindi la “persona” che li ha prodotti non può dirsi “colpita”. Controprova: uno che dichiari pubblicamente i miei quadri delle merde non mi offenderebbe: io metto in circolo degli artefatti, non la mia “anima” (if any) e quindi succeda loro quel che succeda, io starei al gioco. Bisogna però chiarirne i confini: per esempio nella mia arte interagisco, in buona confidenza, con il simbolismo cristiano, però non mi sogno neppure di interagire con simbolismi legati a popolazioni diversamente suscettibili: quelle si chiamano evidentemente fuori da questo gioco e io le rispetto appunto lasciandole fuori. Ora Carofiglio ha dato dato un segnale alla comunità letteraria: non so distinguere le mie opere dalla mia persona, dunque lasciatemi fuori dai vostri giochi. Secondo me la comunità letteraria dovrebbe semplicemente adeguarsi a questo messaggio.

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    1. quindi se Carofiglio è incapace di giudicare la propria arte, o la giudica sulla base dei consensi ottenuti e perciò la giudica favorevolmente, chiunque nutra un sentimento contrario dovrebbe guardarsi bene dall’esprimere un giudizio che non sia positivo per non ferire la sua suscettibilità?
      è come dire che tutti le canzoni di Mina sono dei capolavori

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      1. Penso che convenga tener conto delle suscettibilità quando diventano note e che il giudizio estetico più impietoso possa essere comunque formulato in maniera inattaccabile, specialmente attraverso l’ironia. Questo di Ostuni è stato uno sbottare un po’ stupido, che ha provocato una stupidata ancora maggiore. Non sapevo nulla di Carofiglio, però adesso mi è antipatico, e voglio saperne ancora meno.

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        1. penso che convenga pure tenere conto della sede: Facebook.
          ripeto, Ostuni non ha scritto né una recensione né una lettera aperta dalle colonne dell’acquasantiera del domenicale assolato.
          e querelare Ostuni per concorrenza sleale è la riprova che Carofiglio pur di agire perché punto nell’orgoglio (ma non nello stile, assente) si è appellato all’unica cosa che gli consentiva un’azione legale.
          azione miserabile, più dell’attacco di Ostuni che è un attacco ma non un offesa.
          Carofiglio è uno scribacchino o imbratta carte

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          1. in generale, non nello specifico, ma va bene anche nello specifico:
            una sede – fb – direi un po’ “paracula”; nel senso che ha grande e doppia diffusione, dacché da un social all’altro (twitter-fb) si cinguettano esternazioni varie con ampia diffusione, salvo poi appellarsi alla libertà della propria “privacy” da “profilo personale”.
            forse una bella colonna soleggiata quantomeno equivarrebbe a una maggiore consapevolezza delle responsabilità che ci si assume nello stroncare, criticare, recensire, elogiare; altrimenti più che critica sembra un’invocazione per l’alzata di pollici ad consensum.
            trivial, no?

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  19. in effetti fb è mooolto paracula.
    con la scusa di essere a casa propria – tranne poi cercare la massima visibilità, consensi condivisioni, like – si pensa di poter sparare qualsiasi minchiata.
    quando smuove le primavere nord africane è pubblica, è la RETE, quando spariamo minchiate è l’orticello di casa nostra.
    altra cosa “carina”, che si ricollega a quanto sopra, è la stolta abitudine di cancellare post che ci macchiano il trucco, e relativi commenti non in linea, tranne poi dire…..ma chi io? è colpa di zuckerberg se fb fa sparire i commenti. prassi che ho notato in “insospettabili” con migliaia di contatti: cose che sui blog non succederebbero mai, almeno su quelli seri, degli altri non mi interessa parlare.

    comunque il commento più bello -anzi, la doppietta di commenti – che più condivido, l’ho letto su NI.
    mi sembra un ottima sintesi…..

    ” franz krauspenhaar il 27 settembre 2012 alle 13:48

    siamo di nuovo agli appelli, alla folla più o meno inferocita contro il singolo; avete paura di essere querelati anche voi? la critica di Ostuni è stata esagerata, e si dovrebbe parlare anche di quanto era o non era esagerata questa frase; dare dello scribacchino a un professionista, che ci piaccia o no, e soprattutto all’indomani dello strega, non mi sembra una grande trovata. come qualcuno ha rilevato, in italia le querele fioccano per molto meno. diritto di critica sì, ma senza esagerare. sulla mossa di carofiglio, è chiaro che il parlamentare quando si siede ha sempre il codice penale sotto il culo: non è un bello spettacolo.
    Rispondi
    franz krauspenhaar il 27 settembre 2012 alle 13:52

    in sostanza: è una brutta storia. personalmente condanno tutti. anche i firmatari di questa “bella lista”…

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  20. ….perchè di liste si tratta, come quella bella trovata delle liste di proscizione contro i “froci” non dichiarati che siedono in parlamento, che per fortuna sfociò nel nulla, sebbene avesse raccolto una schiera di “firmatari”.
    a volte anche il politicamente corretto ha sfumature che tendono al nero fascio, caderci è un attimo, convinti di fare la “rivoluzione”.

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  21. Oggi mi sono riletto tutti i commenti e poi mi sono riletto il mio breve articolo e ho ragionato sul ragionamento, poi mi sono chiesto: Ho scritto veramente fino in fondo come la penso? La risposta anche stasera è: sì.
    Sì perché era mia intenzione difendere un principio, ho il timore dei precedenti in Italia.
    Francamente tra tutti quelli che hanno commentato sui vari siti in questi giorni, diversi hanno scritto frasi peggiori su scrittori più bravi, su facebook o altrove. Ostuni ha forse sbagliato la tempistica ma il mio articolo non parlava di questo. Sulle liste non saprei, non conosco Ostuni, non conosco Carofiglio, non conosco Cortellessa, non conosco Pedullà, non conosco Trevi e credo che nessuno di loro sappia io chi sia ma a me piace ragionare sulle cose.

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    1. io sapevo di questo pezzo prima che venisse pubblicato, abbiamo parlato insieme del suo fine e scopo, che per entrambi è stato quello di esporre fatti e pareri convergenti su alcuni punti e divergenti su altri, ma sempre ragionando, mai aderendo. tu lo sai, e sarebbe inutile dirlo, ma per evitare equivoci e fraintendimenti sono qui a ribadirti il mio appoggio per questo pezzo come per tutti i 1500.

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  22. infatti gianni si provava a ragionare, nulla di più.
    secondo me le adesioni di default, non sono tanto vicine al ragionamento, casomai all’itaGliano ADERISCO…vecchia storia .

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  23. montiè, mo’ però m’hai messo in difficoltà.
    mi sono sganasciata dalle risate leggendo l’ultimo tuo link, poi c’era nosferatu sallusti e “siamo tutti sallusti”
    minchia cortocircuito!
    ah le parrocchie…..e le pernacchie che ci vorrebbero, a tutti gli attori, i nani e le ballerine…..consapevolmente o inconsapevolemente parti in causa :-)

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  24. *poi c’era nosferatu sallusti e “siamo tutti sallusti” *che benediceva sornione dall’alto i suoi “scibacchini”.* con quante BBBBBB?
    pigiato invio troppo in fretta

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  25. Ho fiducia nella fisiognomica , un’arte e non una scienza quindi non per tutti , che mi permette di capire con semplicità perchè le persone fanno un lavoro piuttosto che un altro , hanno una macchina piuttisto di un’altra , sono scrittori (sic) piuttosto che lavoratori , fanno il magistrato , il parlamentare pittosto che lavorare ma non posso dirlo in faccia , altrimenti si offendono . Molti di quelli che amano comandare , tra l’altro , sono brutti ed anche qui la fisiognomica ci viene in aiuto , ma non posso dirglielo in viso , si offenderebbero . Una persona brutta che comanda è generalmente pericolosa , aggiungiamo che la furbizia è un dono divino agli stupidi affinchè sopravvivano , ecco un quadro semplice della colonia mafioamericana nella quale viviamo .

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    1. mi scusi, Marco, ma tra Carofiglio e Ostuni – con tutto il rispetto – faccio fatica a capire chi sia meno bello (oltre al fatto che la cosa non mi interessi particolarmente ai fini delle mie scelte di lettura, ad esempio).

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  26. In effettì dopo settanta commenti si avvertiva l’esigenza di giungere al nocciolo della questione. Grazie sig. Mauri. :-)

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  27. Ha ragione Vincenzo Ostuni: lo “scribacchino mestierante” non è rivolto alla persona in sé ma allo scrittore. Il giudice non potrà condannarlo. Sempre che barbaramente si giunga a sentenza.

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