Gianni Montieri – A ritroso

Voglio andare indietro a prima del boato
ai secondi di silenzio prima dello schianto
fare magari ancora un passo indietro
allo sguardo che punta verso l’alto
sulla forma indistinta che precipita

sforzarmi un altro poco andando oltre
all’aereo bombarolo che sfreccia
e plana verso terra come un razzo
al dito che s’attacca al tasto: Fire
ma pensandoci voglio vedere prima di qui:
la testa sotto il casco verde, con gli occhi
verdi nascosti sotto il casco verde

(e qui apro una parentesi su un prato
verde dietro casa e figli sorridenti
dentro camerette verdi).

Sì, ma poi la chiudo la parentesi
per aprirne in fretta un’altra:
(e qui io non vedo ma so di ordini
di Generali – Presidenti – di altri ordini
so di soldi – di mercanti – di bastardi).

L’istante in cui mi accorgo andando indietro
mi fermo dentro un campo sotto il cielo
il cielo prima del pulsante, del dito,
del casco verde, dell’aereo volo basso.

Ecco, lì in quel campo ci sono tre
forse quattro bambini e un pallone.
Questa cosa, questo prima me lo segno
ci scrivo sopra un nome.

@ gianni montieri – inediti 2011

14 commenti su “Gianni Montieri – A ritroso

  1. Mi convince la scelta che fa qui la poesia non già di fermare il tempo, ma di imprimere un movimento contrario alle pratiche – spacciate per logiche – che altri, per arrendevole pigrizia o intenzionale malizia, danno per ineluttabili. Questo slancio ‘à rebours’ ha colori, persone, oggetti precisi e un nome, pace.

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  2. chiuse tra parentesi la realtà naturale e quella distorta, entrambe facce della stessa esistenza.
    poesia che evidenzia la tela di contrapposizioni dell’umanità, ne mostra i logorii di trama.
    leggo e rileggo, mi piace proprio.

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  3. sembrano proiettate su uno schermo, le immagini che descrivi. Le leggo e le “vedo”, lavorano dentro e rimangono. Complimenti Gianni.
    stefania

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  4. Pingback: A ritroso | Torno giovedì

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