Si andava al mare

Il sottoscritto sulla spiaggia di Miliscola

Le domeniche d’estate avevano il profumo della pasta cucinata di prima mattina che ci avrebbe accompagnato nel viaggio fino al mare. Amavo anche l’odore dolciastro della crema abbronzante al cocco di mia zia. Ricordo meno volentieri la puzza nauseabonda della tappezzeria della macchina nuova di mio zio, l’unico dei parenti ad essere motorizzato.

La nostra Ipanema si chiamava Miliscola, la spiaggia di Bacoli, e distava più o meno quindici chilometri da Bagnoli, dove abitavamo. Nella seicento dello zio ci stipavamo in sette: lo zio e la zia freschi sposi; mio padre e mia madre; io ed i miei due fratelli. I miei cugini sarebbero nati qualche anno dopo.

La mano della nonna salutava la nostra partenza dalla finestra, chissà perché lei non veniva mai… Io resistevo per quasi tutto il viaggio ma cedevo invariabilmente in vista del traguardo, sui tornanti del castello di Baia, vomitando sulla tappezzeria e sulle rate ancora da pagare della macchina. Mio zio prese così l’abitudine di andare a bestemmiare in puteolano lontano da orecchie innocenti, alla solita fontanella dove usava lavare i tappetini sporchi dei miei succhi infantili.

Sulla spiaggia libera ci si accampava con due ombrelloni, tavolino e sedie da picnic, più un frigo portatile col suo pesante carico di bottiglie d’acqua e di vino immerse in blocchetti di ghiaccio, che compravamo per poche lire da Luisa ‘a ghiacciaola. Della pasta, immancabile, s’è già detto.

Non sapendo ancora nuotare, facevo il bagno circondato da un salvagente gonfiabile con testa d’elefante ed una proboscide che produceva un suono se premuta, una sciccheria! Ma ciò che amavo di più era fare “il fosso” con mio padre: lui si sedeva con noi fratelli nei pressi del bagnasciuga e ci aiutava a scavare nella sabbia con le mani fino al punto in cui la lunghezza del braccio lo consentiva, per vedere l’acqua sgorgare dal fondo del piccolo scavo. Scoprivamo così che il mare non terminava dissolvendosi nella risacca ma arrivava dappertutto, anche sotto la sabbia. Non aveva confini.

10 commenti su “Si andava al mare

  1. eheheh grazie… nella foto sono proprio io, a occhio devo avere avuto tra i due e i tre anni… una foto di quarantacinque anni fa circa…

    "Mi piace"

  2. adesso ho visto pure questa! Bel bambino, già detto.
    Nel ricordare i miei brevissimi tempi di vacanze in quello stesso mare, ho ancora la sabbia sotto i denti…
    però quanto era buona la frittata che faceva mia madre!

    "Mi piace"

  3. :-)))…erano le nostre estati, di noi figli degli anni sessanta.
    mi ci ritrovo in tutto, seicento compresa…tranne che non soffrivo il mal di macchina, e i tappetini erano salvi.

    "Mi piace"

  4. Io con i miei 37 anni ricordo scene leggermente diverse ma con lo stesso sapore. I tempi non erano quelli della seicento ma si andava a Fregene, partendo la mattina presto, restavamo in spiaggia fino all’ora di pranzo e poi via, nella pineta a mangiare quantità industriali di cibo. Grazie per aver suscitato i ricordi. Oggi che ho perso entrambe i genitori mi rimangono almeno quelli.

    "Mi piace"

  5. Come ho detto altrove i bambini sono bambini allo stesso modo dovunque siano nati…

    "Mi piace"

  6. Ciao, Milena, che sorpresa! Conosco anche quella di Mondragone però… ^__^

    "Mi piace"

  7. Sette persone in una sola macchina! oggi forse
    fioccherebbero certe multe….

    "Mi piace"

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: