Luigi Bernardi – Niente da capire – ed. Perdisa Pop – 2011

Luigi Bernardi – Niente da capire – ed. Perdisa Pop – 2011

“Raccontami com’è andata” chiede. “Dall’inizio”.

“Volevo solo il sale”, dice Julia.

Grazie. La recensione, a “Niente da capire” di Luigi Bernardi, per quello che mi riguarda potrebbe finire qui.

Perché quando alla fine di un libro si ha voglia di ringraziare l’autore, non resta poi molto da dire. Poetarum Silva ha, però, molti lettori, a questi devo qualche spiegazione in più. Allora proverò a motivare il mio grazie all’autore, spiegando questo libro, quello che ho visto in queste tredici storie.

Queste storie non fanno altro che raccontare la vita. Vita che diventa cronaca, molto spesso nera. Storie di disordinata follia, storie talmente reali che nessun giallista riuscirebbe a inventarsene nemmeno un quarto.

Storie destinate a diventare un plastico sotto le telecamere. Che diventeranno opinioni, ipotesi, snocciolate da criminologi, più attenti alla teoria che al vero pensiero e al fatto. Delitti senza movente, senza ragione.

Luigi Bernardi, alla presentazione del libro, a Milano, pochi giorni fa, ha detto (più o meno): “Non puoi andare al mercato e comprare tre etti di movente. Il movente non è una cosa che esiste in natura, nella realtà.”  Il movente in questi racconti non c’è.

Alcune storie prendono spunto  da reali fatti di cronaca, altre sono inventate. Tutte sono plausibili, spaventosamente plausibili. Il personaggio presente in tutti i racconti è un giudice: Antonia Monanni. Anche Antonia è estremamente reale, puzza di vita vera. E’ una che fa turni mostruosi, fa un lavoro che ha scelto e che non ama particolarmente, forse non più. Alle prese con relazioni sentimentali finite o provvisorie, con pattumiere da buttare, psicologi, solitudine e incazzature.

“ Chissà perché ha ucciso il marito. Chissà se almeno lo sa. Glielo domanderà, ascolterà la risposta: le risposte, perché ne hanno sempre più di una. Alla fine capirà che non c’è niente da capire, come sempre. Solo da preoccuparsi per un male che non fa distinzioni.”

Quando si parla dei libri di Luigi Bernardi, però, va detta una cosa in più. Le storie di Bernardi sono delle piccole grandi lezioni di scrittura che vanno ben oltre i generi. Il nostro autore ha la capacità di raccontare il dettaglio, di far compiere piccole azioni anche dai personaggi marginali da renderli imprescindibili. Sfido chiunque a trovare in queste tredici storie oppure in altri libri di Bernardi, la parola superflua, il periodo costruito male. L’attenzione e la cura che trovo nelle pagine di questo libro, il talento narrativo, il senso del ritmo, l’ironia, il contrasto fra orrore e dolcezza, sono peculiarità riconoscibili soltanto negli scrittori veri. Cosa che Luigi Bernardi, per nostra fortuna, è.  Niente da capire, soltanto da acquistare.

 

@ gianni montieri

nota biografica: Luigi Bernardi, narratore e saggista, scrive anche per il fumetto, il teatro e la televisione. Il suo ultimo romanzo è Senza luce (Perdisa Pop 2008), un long seller che continua a incantare i lettori.

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