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I poeti della domenica #64: Anamaría Crowe Serrano, Pitter Patter
PITTER PATTER Your hand is defiant in mine straining to be unleashed like insistent rain and break the silence below − imprint itself on muddy ground you love to tread while you place the whispers soft between us among the ferns, sure-footed as echoes rustling in slow motion, as you must in your cavernous way, for… Read more
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I poeti della domenica #63: Jacques Prévert, Dimanche
DOMENICA Tra le file di alberi del viale des Gobelins Una statua di marmo mi conduce per mano Oggi è domenica i cinema sono pieni Gli uccelli tra i rami guardano gli umani E la statua mi bacia ma nessuno ci vede Tranne un bambino cieco che ci mostra con il dito. * DIMANCHE… Read more
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proSabato: Maria Pia Quintavalla, Il tram 19
Il tram 19 I luoghi di Milano ho sempre pensato, e goduto con gli occhi, si vedessero in tram. Il “19” io lo prendo spesso, muri di cinta proteggenti la vista dopo lo scorcio improvviso e calmo della darsena e laghi interni – porta Genova con le sue vie che ricordano scambi. Lo sfrecciare del… Read more
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proSabato: Anna Banti, Un sogno
Un sogno Attraverso le persiane chiuse il mare arriva con una brezza leggera e, smorzando le fiamme mattutine del sole d’agosto, si china a lambire, sul pavimento, le lame dei riflessi. Nell’aria pulita della cameretta quella brezza batte sulle mura bianche e rimbalza al soffitto, sollevando invisibili riccioli che s’impennano e ricadono a risucchio silenzioso… Read more
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Una storia sulla fiducia. Mad Season, Above
Una storia sulla fiducia. Mad Season, Above di Raffaele Calvanese Consigliare un disco a cui si tiene è un gesto intimo e coraggioso, richiede fiducia, speranza che quell’input venga recepito dalla persona giusta. La fiducia è una cosa importante, è ciò che permette di fare un passo oltre il proprio universo conosciuto. Questa è una… Read more
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Gianluca Wayne Palazzo, “Gli undici addii” #6: Consiglio di classe
Quel solito brusio di penne scivolate sul bancone della sala professori, i fogli ciancicati e le agende, le fotocopie fruscianti e l’ordine del giorno, il registro rosso dalla copertina ruvida per il verbale, sotto la faccia di uno scorato professore di musica, la plastica beige dei bicchierini di caffè della macchinetta, e poi un foulard,… Read more
