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  • Opera al verde

    La madre è seduta al margine della sedia. Penna e taccuino mangiano spazio alla tazzina del caffè, mentre il libro da cui prende appunti è disteso, aperto, sulle sue ginocchia. Ha provato a tenerlo dritto contro il tavolo sostenendolo con le mani, ma il libro è così pesante da averle indolenzito il polso. Ed è… Read more

  • Altri dischi #6: Modest Musorgskij, Pictures at an Exhibition

    Altri dischi #6: Modest Musorgskij, Pictures at an Exhibition Interpretazioni di: Vladimir Horowitz, 1951. Registrazione dal vivo. BMG Music, 1990 Sviatoslav Richter, 1958. Registrazione dal vivo. Philips, 2001 Vladimir Ashkenazy. Decca, 1967 * di Ciro Bertini * Quando si parla di musica “classica”, non si possono mai separare la composizione di un’opera dalla sua esecuzione.… Read more

  • Roberta Ioli, Radice d’ombra

    Roberta Ioli, Radice d’ombra, Italic Pequod, 2016, € 13,00 * Prolegomena Il patto era non interrompere l’infanzia. Nella stagione del circo solare un anello imbandiva di promesse la tavola. Era il fuoco che arde in una periferia qualunque. Era innocenza. Come poteva la bambina dei numeri e dei miti imparare l’arte della gioia balbettare la propria… Read more

  • I poeti della domenica #82: Fabio Pusterla, Due rive

    Due rive I Una barca attraversa l’acqua, poco prima dell’alba: si avvicina? si allontana? Nella luce metallica, ancora, grigia, nell’aria fredda, tra i vapori e le brume notturne, va sicura e sposta adagio l’acqua, remo su remo. Poi arriverà anche il giorno, a illuminare quello che era indistinto. Ma la barca solca un confine fragile… Read more

  • I poeti della domenica #81: Giorgio Orelli, La trota

    La trota Di domenica setter color sasso memori tra il piantume fluviale, scarafaggi bianchi di morte, sommossi ogni poco dall’acqua che tocchi: pensare che la vita dev’esser viva, cioè vera vita, o la morte la supera incomparabilmente di pregio; e infatti la trota tanto attesa – che non giungeva alla misura e argentea sbatteva nella… Read more

  • La “reticenza” di Damiano Sinfonico (di Samuele Fioravanti)

    Damiano Sinfonico ha scritto un libro di reticenze. Pur leggibilissima e piana, la sua è una poesia del riserbo che, giunta al culmine, puntualmente glissa. Una poesia dello smacco. Sinfonico non ci risparmia di aprire l’intero volumetto con il pronome “mi” e di chiuderlo con la parola “vita”, per poi dirci il meno possibile non… Read more