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Racconti Matti (verso il Festival) #4 Silvia Tebaldi, Scrivere nei tempi morti
Qui in questa casa persa tra i campi e in quello che ci diciamo c’è un segreto, sì, però più del segreto contano le strade per arrivarci; che sono poi linee invisibili tra i campi, pensieri che non si vedono, momenti come di stupore – di affetto per il cuore che batte, come ha detto… Read more
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Racconti matti (Verso il Festival) #3: Rosario Palazzolo, Dall’angolo
Le preghiere si fanno che non è giusto che si fanno le preghiere che se no Gesù si arrabbia e ti fa morire, Avanti fai la preghiera, Gesù benedici questo cibo che oggi prendiamo e dallo anche ai poveri, Ciao, Ciao, Come ti chiami?, Io sto giocando che c’ho le mie bambole che sto giocando,… Read more
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Una frase lunga un libro #57: Simona Vinci, La prima verità
Una frase lunga un libro #57: Simona Vinci, La prima verità, Einaudi, 2016, € 20,00 * Non ce ne fu bisogno, di capire, perché quello che videro subito dopo fu ancora peggio e chiarì che lì, in quel posto e in quel momento, qualsiasi cosa poteva accadere: anzi era già accaduta. C’è un mondo, una serie… Read more
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Racconti Matti (Verso il Festival) #2: Nadia Terranova, Via della Devozione
Andrea ha sempre saputo che la sua voce non è uguale a quella degli altri. Glielo dicevano a Bogotà, fermavano sua madre per strada, a scuola, dappertutto: signora, suo figlio ha una voce che è una musica, una voce che non pare sua. Una voce da femmina, pensavano Andrea e sua madre senza bisogno di… Read more
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Ancora su #Ancestrale: la fatica del lutto
Assediati giochiamo ai dadi assediati posiamo le armi e aspettiamo L’assedio finirà giochiamo Aiace l’assedio finirà (Goliarda Sapienza) . Se, come scriveva Garboli parlando di Alibi, la Morante era tentata da Achille, Goliarda Sapienza è stata tentata dal cugino Aiace. Sì, perché mentre Achille cercava la morte eroica, inseguendola continuamente, sprezzante degli ordini superiori, del… Read more
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Racconti Matti (verso il Festival) #1: Andrea Pomella, La tribù dei topi
Quando ho letto l’annuncio su internet non c’erano foto del monolocale, c’era solo una descrizione meticolosa, avrei detto orgogliosa. Nella descrizione tuttavia non c’era niente che mi allettasse (a pensarci bene non poteva esserci niente che avrebbe potuto allettarmi), a parte il prezzo: cinquecento euro mensili. Mi è sembrato subito un affare, cinquecento tondi, una… Read more
