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Bustine di zucchero #2: Derek Walcott
In una poesia – in ogni poesia – si scopre sempre un verso capace di imprimersi nella mente del lettore con particolare singolarità e immediatezza. Pur amando una poesia nella sua totalità, il lettore troverà un verso cui si legherà la sua coscienza e che lo accompagnerà nella memoria; il verso sarà soggettivato e anche… Read more
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I poeti della domenica #370: Rocco Scotellaro, Carità del mio paese?
Carità del mio paese? Da questo poggio, le viti ancora ci soverchiano e grappoli e fronde, risentiremo il subbuglio del paese soffiare dalle trombe delle case. Alle finestre illuminate corrono le tristi campane delle chiese. E d’alti uccelli neri gorgogliare. Battono colpi nelle mascalcie. L’allarme del primo gallo alla Badia. Dalle fosse supini con noi… Read more
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I poeti della domenica #369: Rocco Scotellaro, Suonano mattutino
Suonano mattutino La processione è cominciata già nella notte. Vedo la fila dei mietitori toccano la stessa l’unica rimasta in cima alla strada tortuosa. Nel mio viottolo lungo budello i ferri dei muli sulle selci suonano mattutino. (1948) da È fatto giorno (1940-1953), Arnoldo Mondadori Editore, 1954 Read more
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proSabato: Luigi Cecchi, L’apocalisse, ancora
L’apocalisse, ancora «Non mi abituerò mai a tutto questo.» Disse Helena mentre l’orizzonte si accendeva di una intensa luce bianca. Si voltò verso Valerio, per evitare di restare accecata dal bagliore. Valerio la stava già fissando, e i loro due sguardi si incrociarono ancora, come accadeva sempre, ogni volta che arrivavano le 18:39 del… Read more
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proSabato: Amelia Rosselli, da Diario ottuso (1968)
12/1/68 . Fogli superbi di disubbidienza: come lavare dal manto di grigio splendore quel suo odore così famigliare di benzina, di vino, di sperpero di seme? . Finì per cogliere l’occasione propizia per spaventare nel suo regno quest’uomo grigio e baffuto, d’una impropria volontà d’esser più di quel che sembrasse. Ho finito anche per… Read more
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Ostri ritmi #24: Peter Semolič
Luksemburški park Florentinske zgradbe temnijo. Luči se prižigajo. Piščali čuvajev preglasijo pogovor o mrtvem Panu in deviški nimfi. Zaman se klasicistični vrt upira naraščanju entropije. Sena prinaša mouchettes in melanholijo. V leseno klop mlad par vreže srce. Kot zmerom te večer vrne Arkadiji in napisu na Dafnisovem grobu. Noisy-le-Sec/Ljubljana, maj 1996/februar 1997 . Un parco… Read more
