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  • I poeti della domenica #424: Carlo Betocchi, Campobasso-Salerno

    CAMPOBASSO-SALERNO Il Sannio era ricco di querce poi cominciarono i noccioleti dell’Irpinia: e sempre tra i monti. Ingiallivan le stoppie e le saggine nei campi; le viti vendemmiate festeggiavan la morte, con quel loro cuore a pampini, sventolante. Ed io tra la morte e la viva salute del mio viaggio, nel pigro andare di stazione… Read more

  • I poeti della domenica #423: Carlo Betocchi, L’opera comune

    L’OPERA COMUNE Per dedica all’amico poeta, critico, lettore   Tra noi che vale, se ti mando in dono questi miei versi, o tu parli di me, che vale il ricordarci quanti sono i debiti che abbiamo l’un con l’altro, ogni dedica è scritta, e non ce n’è di migliori, né un lascito più scaltro di… Read more

  • proSabato: Lucetta Frisa-Marco Ercolani, Rita

    Rita Rita Hayworth, Orson Welles A Peter Bogdanovich Pasadena, 5 giugno 1977   Caro Bogdanovich, lo scorso gennaio, mentre pensavo a una soluzione per Cuore di tenebra (non ho mai smesso di sognare di dirigerlo), sono passato per Pasadena. C’era un sole gelido e io ricordavo Il fiume di Renoir. Con quelle tinte dorate nella… Read more

  • Stella N’Djoku, Il tempo di una cometa (rec. di Sabatina Napolitano)

      «Esistono suoni/ e nodi tra gole vento/ e montagne». Non credevo di trovarmi di fronte ad una voce così delicata. Ammetto di essere partita da un pregiudizio dato dal titolo della silloge, ma la potenza dei versi di Stella N’Djoku e l’intensità mi hanno fatto cambiare idea fin dalla prima poesia. Questo è un… Read more

  • Tommaso Di Brango, «Ridere della filosofia». Appunti sul rapporto Pascal-Leopardi

    «Ridere della filosofia». Appunti sul rapporto Pascal-Leopardi Il mio ingegno non va sempre avanti, va anche indietro. Non diffido meno dei miei pensieri perché sono secondi o terzi invece che primi, o presenti invece che passati. Ci correggiamo spesso altrettanto scioccamente come correggiamo gli altri. (…) Il mio io di adesso e il mio io… Read more

  • Marco Bini, Sei poesie inedite

      Formigine (a partire dalla foto di Luigi Ghirri) Non è il viottolo a perdercisi dentro, ma è la nebbia a stenderlo come stessero uscendo a chiamarci tra le colonne in mattone-memoria della terra, di un rosso che ha senso sempre e ho sempre amato. Il nome fa tanto geometria – penso a “qui si… Read more