Video

Gabriele Tinti, poesie sulla boxe, più di un esperimento

Clay-Jones fonte boxrec.com

Clay-Jones fonte boxrec.com

 

 

All Over
è tutto
finito

finito lui
il campione

finiti lui
e l’altro
loro

in un attimo creati
nel combattimento
annullati
dal suo scioglimento
subitaneo
definitivo
immorale

s’accascia
lento
il campione
aggrappato
appena
spera ancora
spera lì
in bilico
sull’abisso

lontano
qualcuno
piange
c’è
chi esulta
tutto
si ferma
perché

è tutto
finito

finito lui
il campione

finiti lui
e l’altro
loro

e l’altro?

(altro…)

in-side stories (riepilogo primi nove numeri con lettura in video)

parigi 2012 - foto gm

Oggi la rubrica in-side stories si riposa e fa un piccolo regalo ai lettori. I primi nove racconti fin qui pubblicati sono stati letti in video. Al link qui sotto troverete la playlist dei nove video con i racconti, preceduti da una breve introduzione. Più in basso riportiamo i nove link che rimandano ai racconti originali (i singoli video sono stati aggiunti anche lì). Buona visione e buon divertimento. (gianni montieri)

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in-side stories #1

in-side stories #2

in-side stories #3

in-side stories #4

in-side stories #5

in-side stories #6

in-side stories #7

in-side stories #8

in-side stories #9

Treviglio Poesia 2012

TreviglioPoesia 2012 parla, immagina e contamina

 

Dal 18 al 27 maggio torna il festival di poesia e videopoesia della bassa bergamasca,

che si allarga disseminando parole, immagini e performance per tutta la città.

 

 

Si svolgerà dal 18 al 27 maggio la sesta edizione di Trevigliopoesia (www.trevigliopoesia.it), festival di poesia e videopoesia ideato dall’associazione culturale Nuvole in Viaggio e organizzato con il sostegno dell’Assessorato alla Cultura del comune di Treviglio (Bg). In tempi di crisi, la manifestazione punta sullo spread artistico e allunga a dieci giorni la propria durata,  sparpagliando le proprie iniziative per tutta la città di Treviglio e puntando sul mescolarsi di parola poetica, immagini cinematografiche e peformance. Insomma, Trevigliopoesia 2012 parla, immagina e contamina.

Nel week-end del 18-20 maggio, i cortili poetici domineranno la scena. Si spazierà da Shakespeare alla poesia erotica, dal teatroconcerto agli spettacoli per bambini fino al cabaret, che animeranno alcune delle corti storiche della città. Ecco la contaminazione. Martedì 22 e giovedì 24 maggio, protagonista sarà l’immagine. Con la proiezione serale dei documentari Quattro giorni con Vivian e Ritratti – Andrea Zanzotto si racconteranno gli autori Vivian Lamarque e Andrea Zanzotto. A seguire, la proiezione dei nove finalisti del concorso internazionale di videopoesia la Parola Immaginata (giunto alla quinta edizione). I cortometraggi si possono votare online al sito www.videopoesia.org. La parola sarà il fulcro del secondo fine settimana della manifestazione. Il 26 e 27 maggio, la piazza Manara di Treviglio ospiterà una fiera dell’editoria di poesia, con sette editori di settore che esporranno e venderanno i loro libri, presentando ciascuno un autore nei caffè del centro. Alle 21.00 di domenica, Mariangela Gualtieri concluderà la sesta edizione del festival con il rito sonoro Bestia di gioia.

Per tutti i giorni della manifestazione saranno visibili nelle vie del centro gli scatti finalisti del concorso fotografico Avrà i tuoi occhi (terza edizione), quest’anno dedicata a Giuseppe Ungaretti, e le polaroid della mostra Istantanee poetiche, esposte dai negozianti in dieci vetrine. A completare il tutto saranno le azioni di guerriglia poetica, eventi estemporanei della durata di pochi minuti che, senza preavviso, animeranno alcuni luoghi trevigliesi al solito poco avvezzi alla poesia.

L’intento di Trevigliopoesia, nel 2012, è quello di coinvolgere sempre più Treviglio, facendo della poesia il linguaggio condiviso di un’intera città. Sarà Treviglio a parlare, immaginare, contaminare la sua realtà. Passanti, appassionati e cittadini non dovranno raggiungere gli eventi del festival, che invece verranno loro incontro nelle strade, nei cortili e nelle piazze. La poesia diverrà affare quotidiano ed escamotage che colorerà la città. Per dieci giorni almeno.

Il programma completo di TreviglioPoesia 2012 è consultabile all’indirizzo www.trevigliopoesia.it/programma.html – Tutti gli eventi sono a ingresso libero e gratuito.

Il programma in sintesi:
18-20 maggio – I cortili e le piazze della poesia (performance e spettacoli)
22 e 24 maggio – Videopoesia (documentari e videopoesie)
26-27 maggio – Microfiera del libro di poesia (editori in piazza, incontri, reading)
27 maggio, ore 21 (Chiostro della Biblioteca) – Reading di Mariangela Gualtieri

Per ulteriori dettagli e informazioni:

348-5225367 – Stefano Pini (Ufficio stampa)

associazionenuvole@yahoo.it

www.trevigliopoesia.it

Tutto fu. Ieri non esiste più. – f.f.

.

La storia è caduta.

Precipitata dalla rupe di questa primitività nuova: di zecca

le farse   studiate a tavolino per un ventunesimo secolo senza vergogna.

La parola

è morta.  Trucidata da avventori che hanno tradito

la sua semplicità

sta sul fondo della discarica sotto quintali di immondizia

e tossici     rifiuti sociali.

Il dialogo

è caduto in un attentato di terrore.

Si è trattato di un  assassinio (in) pubblico

e  nessuno può parlarne perché  ora

la parola è morta.

Quelle che uso le ho raccattate per strade di campagna

e da  pozzi d’acqua in disuso     da deserti luoghi

dai respiri risparmiati     tessuti come lenzuola di canapa ruvida e nodosa

dove i popoli   sfruttati

consumati come  miniere  da estrazione

nei campi da mietere e sotto le pietre delle loro storie

hanno lasciato sillabe di fame   hanno lasciato le braccia  e le gambe

hanno lasciato    una bocca che non tace.

La guerra è oggi

non è sulla linea di un fronte o alla frontiera.

Circola di casa in casa a far fronte all’ immortale immorale

barbarie del forte

cresciuta oltre ogni  misura: dissangua

chi di sangue non ne ha più e lavora lavora

sgravandosi del corpo

crepando di cancro

prima che il favore gli sia restituito.

Tutto fu: ieri

quando la storia dice  con chiarezza cosa

succede. In tutti i tempi del tempo succede.

In questi frangenti i salvagenti non sono i valori

commerciali

non sono i conti in banca

qui crolla l’uomo si uccide

la sua fragilissima sostanza

fatta

di un fiato di vento e qualche sogno alla rinfusa.

.

f.f.- inedito – Il due giugno 2010 la RES non è più pubblica.

Manovra da due soldi per andare alla fine del secchio.

E’ di oggi l’affermazione di Letta, http://www.ilgiornale.it/interni/letta_sacrifici_tutti_lappello_napolitano/25-05-2010/articolo-id=447856-page=0-comments=1,  riguarda la manovra per produrre ulteriori sacrifici senza per questo innescare alcuna ripresa, perchè il problema non ha la minuscola ampiezza della visione limitata degli economisti,non si risolve con questo genere di tagli e taglieggiamenti, soprattuto all’educazione, ma ha proporzioni ben più vaste,richiede scelte ben più mirate. Non sarà certo aumentando la produzione di auto che vanno ancora a idrocarburi che si sanerà la situazione attuale. Non è il danaro il problema fondamentale ma la salute del pianeta, in questi tempi, devastato da inquinamenti che non si riesce a tenere sotto controllo e avranno pesanti ripercussioni . Non è solo l’inquinamento da petrolio ma l’ideologia connessa che si deve sanare, si deve cambiare direzione altrimenti sarà impossibile uscire dal vortice. Non quartieri, ma foreste, non acquarium, ma il risanamento degli oceani, ci sarà necessità di biologi più che di ingegneri ed economisti,si devono trovare sistemi per il risanamento della poverissime aree della terra,non si può continuare con l’assillo della fame da un lato e la dispersione delle risorse dall’altro.

f.f

In direzione dell’acqua.

Ci spostavamo verso la vita.

Ricordo che  cercammo per giorni e giorni.

Era buio,  la notte dentro quella sabbia

non cedeva mai di un passo il nostro cammino.

– Noi siamo il mare.

Ripetavamo spesso

– Noi siamo il mare.

Come onde che dicono  e ripetono il loro nome alla terra   mute

noi lo dicevamo a noi stesse.

Noi eravamo un mare.

Una lunga carovana di ombre     date

disseminate in giorni senza fine

tuniche che hanno lasciato il corpo tra i campi

e come  lievissime tracce  si disperdono

come semi     in  sentieri senza orme

turbolenze  in raccolti d’aria    segni  diari degli uccelli

e più in basso ascoltando le vibrazioni che  assalivano le piante

dai piedi       attraversando anche  il nostro corpo

riconoscevamo

dalle tante nostre paure   le voci della terra

parole dimenticate   da troppo tempo   devastate frantumate

dall’ignoranza degli uomini.

Avevamo lasciato le nostre case  di notte

in una notte che durava ormai da mesi    da anni   addirittura da secoli.

Indossavamo lunghe vesti nere

noi eravamo sconosciute   a noi stesse

le une addossate alle altre quasi a formare un  corpo solo

di frammenti . Non  era facile per noi così rapprese vedere

la compagna     madre    amica      sorella

ma dal profondo l’una con l’altra     noi

ci sentivamo una sola frontiera e da quella

cresciuto nel buio nascevamo    ora per ora   un corpo   il nostro

che con fatica tentava di mostrarsi

tentava di affacciarsi al nostro sguardo impaurito e sottomesso

ma non aveva ancora  luce sufficiente.

Una specie di follia ci teneva sveglie

i sensi tesi protesi a sentire anche il più lieve fruscio di una veste

un battito    il respiro di una fonte.

Il vento     era l’abito comune  e  la casa

da giorni       ci portava con sé impetuoso e forte

Noi    un popolo in lutto

ci sentivamo una parete   su cui segnare un cielo  terso

una fuga di valli e lune     morbide  mattine    oasi d’estate

gigli densi di bianco  e  scritture di pollini    un mare di colombe fattisi volo

dentro le onde.    E fu così      che avvenne

che finalmente raggiungemmo   il cielo

in un liquido tramonto valicando l’infiammata

montagna della nostra costernazione

là       come  grida di uccelli       noi

liberi  azzurri sul limite di un orizzonte    finalmente nostro.

.

f.f.

sono andata lungo l’argine- f.f.

.

per starmene un poco con il fiume

con le cose che ti parlano con calma

dentro un silenzio che non dorme mai e   sa dove sta andando.

Volevo scendere ai ricordi

ancora  umidi dentro la mia  terra

che arriva  fino al limite dell’orto

in giornate come questa. Lei non voleva

uscissi a scorazzare di palo in frasca

come adesso faccio qui tra una parola e l’altra.

Oggi    volevo ascoltarvi     volevo toccarvi

erbe della mia infanzia

raccogliervi   è impossibile

vi nutrite dei veleni che anch’io vi infliggo

e restate là

come una linea di resistenza contro la frode

questa nostra incivile vuota ricchezza

è una miseria tinta di bugia è una parola  senza un senso

senza un dove

senza vita.

Eppure sotto le nuvole di oggi siete così belle

in ogni goccia vi flettete

riflettete il cielo dentro una sfera

una piccola misura per quell’immensità

che per voi si è capovolta.

.

f.f.

gaetano bevilacqua-il golfo

un ago nella gola

masbedo– nicolò massezza  e  jacopo bedogni

un ago       nella gola

pulsanti

il vuoto     un buco    eterno

il dovere   di sperare

sognare   inconsapevoli  soli    dicendo

cosa sia vivere nel tempo in cui  si muore.

Muore ogni momento

il tempo   nell’ in visibilità  traduce in sé ogni me stesso  in-

vita  scarnifica il corpo lo addensa   svuota

l’infezione   le parole   transennate    esercitazioni

schierate nella mente   sala dei ludi

scudi del nulla  incancreniti  in ogni cella

fantasmi di una falsa comunione

anatemi  in-

giuria la parola dispone sbalzi di valori

percuote   il disadorno

cuore    la lussuria del sangue

ventricolo del dio

abbattuto dalla scure nel suo

tempio.

.

f.f. – Pulsanti– inedito

Tra le cosce calde della creatura cava- f.f.

.

metto le virgole  i doppi punti

e il doppio petto che ti aggiusti   mentre reciti

una versione di te stesso

lascio il cadavere   delle parole imbalsamate

le spillate strettoie della mente

la vertigine inutile della discussione

il periplo l’assioma e l’algoritmo di una giornata

persa tra queste lettere senza sesso e senza senso

senza altro sogno che un segno

es-posto in vetrina

sotto formal-dei-de la crisi economica che si esaurisce cantando

dibattendo la crisi super a n a t o m i c a  della  disintegrazione del sentire

mentire      l’ultimo cerchio della gogna

agognata carogna di chi ha fame di vergogna e prende

l’ostia dentro il retto     principio di osservarle       le  regole

sacre del mercato edito reale nella carta tormentata

da una insana ragione di educare.

A cosa?  A chi?   Se tutto è forma che si fa orma e meno ancora

sparisce nel getto di un inchiostro senza mano e senza battuta

nemmeno un dente dentro lo scrittoio  io

solo un diaframma tra qui e là dove mai ci si trova.

Paventate parole scena della lercia vacuità che si

sparpaglia si sventricola e si squaglia

nella cella di un corpuscolo di rosso

fattosi avaro scarno e saccente

Il più grosso inconveniente?

Può in un lemma separarti o spararti una raffica assassina o

rendersi tossina d’altri    inconsapevoli  gestori

di un male articolato che travalica la carta e

si fa canto  in frusciante   lussureggiante  cartamoneta  tonante

in lingotti di soqquadri che disarticolano la storia

in vetrine di macelli e falsi testimoni

poichè la storia è solo una grande fossa

un ammasso di menzogna

per una guerra che non cessa

e        sì  da sempre

ci intossica  le ossa.

*

Riferimento:

http://fernirosso.wordpress.com/?s=Tra+le+cosce+calde+della+creatura+cava