Dentro

ti dicevo io
– rovescerò ogni cosa, dentro la pozza una rete
a maglie larghe, a distanza di stelle
la parola dentro una piazza – e
mi dicevi tu
– le cose non si fanno nella carta
le parole sono coorti, marciano, a volte marciscono nel loro stesso sangue,
sono  rami schierati, e cadono-
continuavo senza fermarti
–  le parole sono fuochi e bruciano
le zone scabre dell’ascolto, appiccano il fiato alle ombre
scalzano il silenzio, rompono
l’assenza  spesso anche la presenza-
ci siamo detti – così tante parole e
le cose ce le siamo divise
poi ci siamo messi noi dentro un costume
e abbiamo perso l’usanza di ascoltarci.
– Le cose sono espatriate-
mi hai suggerito – se ne sono andate oltre il nostro confino,
hanno fatto un tonfo dentro il pozzo
e tutto s’è richiuso, sulla falda, sulla nostra memoria in avaria.-

f.f. – inedito

2 comments

  1. Trovo questi versi decisamente tristi (e non lo considero difetto), li trovo intimi: come sentire le voci dietro una porta e in dissolvenza le figure.
    Molto interessante il video.
    Grazie.

    c.

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