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E questa cos’è? LA SCUOLA PUBBLICA privata di ogni risorsa!

Andrè Beuchat – Gli eletti

Inchiesta sulla SCUOLA PRECARIA, non dei precari o degli allievi o dello Stato. A quale STATO interessa lo stato DI INDIGENZA della scuola PUBBLICA? Il video è di RAI 3- L’inchiesta è stata fatta all’interno del programma PRESA DIRETTA ed è chiaro dove sta la differenza. La retta va bene ma…la rettitudine è una caratteristica geometrica o una qualità etica? E chi fa veramente missionariato?

Guardate e …poi chiedetevi quanto è vasta… la miseria? l’africa? falso in atti d’uffico dei mi(ni)steri?

video:La scuola fallita

Si prega di leggere anche le categorie sotto cui ho registrato il pezzo!

E’ un poema!

D’ogni Esangue Parola

Esangue al cospetto del sole

mentre affissi alle pupille

steli di rose andate a male

mentre le labbra curvano

verso il pianto e la preghiera

verso l’ombra e i rami morti

e quando poi

ci si chiede cosa sia l’amore

rispondersi che è groviglio

dispersione d’anime

ricciolo d’api da baciare sulle punte

per poi rimanere punti

ed essere invasi da miele doloso

© photos by simona pocorobba

Contusione [Sylvia Plath]

Colore inonda la macchia, porpora cupo.
Tutto slavato è il resto del corpo,
ha colore di perla.

In un anfratto di rupe
risucchia il mare ossessivamente,
un solo vuoto è perno di tutto il mare.

Non più grande che una mosca
il marchio funesto
striscia già per il muro.

Il cuore si chiude,
il mare cala,
gli specchi sono schermati.

* photos by Ragno000

B u r n e d

© photos by sebastiano adernò

Certe parole sotto,hanno il bruciore del dolore
scritte  di fianco al torbido buio d’occhi cavi
roghi a ritroso di fiati, tutto trema al vento destinato
cumuli per andare, nel tempo che non trova remora
tutto stantio come l’odore che disegna narici
dipinge nero le dita, come impronta
e la parola sfuma infine, dentro
quando il fuoco sconcerta di ferocia
lenta lenta corre, raggiungendomi all’alba
quando in solitudine mi sentirò vagare, come ubriaca
ed incipriata dalla malinconia di un’agra perdita
ignorando che tutto ha una miccia
al quale lasciarsi buttare alle spalle
come sciarpe d’inverni anoressici.