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It might be lonelier Without the Loneliness — I’m so accustomed to my Fate — Perhaps the Other — Peace — Would interrupt the Dark — And crowd the little Room — Too scant — by Cubits — to contain The Sacrament — of Him — I am not used to Hope — It…
Al Padre In te, petrosa quercia, per noi che sue bacche chiamava? o in questo faggio? o leccio? o in quel rugoso olmo di cui sàmare fummo? O forse in ogni arbusto, tralcio, filo d’erba, fiore; forse in estraneo cielo nell’ondulosa palma; in fondo al mare alga? Riconsegnato dalla morte al tutto e in me…
“Tabucchi: tanti in uno” (Il filo dell’orizzonte: una storia che ha come termine l’infinito) di Renzo Favaron In una visione che potrebbe sembrare peregrina, dettata da una confidenza eccessiva con un secolo di letteratura che non si è risparmiato nel mostrare le cuciture nascoste e i tessuti lacerati dell’uomo e del mondo (colti in quella…
Carolina Invernizio e il dolce sapore dell’oscurità * Il 27 novembre 1916 ci lasciava Carolina Invernizio. Una scrittrice che a molti, probabilmente, poco dice. Ma un’autrice che, al contempo, meriterebbe di esser riscoperta. Nata a Voghera il 28 marzo del 1851, il suo nome – assieme a quello di Francesco Mastriani – è legato soprattutto…
La parola che sta nel fiato. Riflessioni sulla poesia di Duška Vrhovac. Di Monica Martinelli. . La raccolta di poesie Quanto non sta nel fiato di Duška Vrhovac, prima e unica edizione italiana pubblicata nel 2014 dalla casa editrice Fusibilia, tradotta dal serbo da Isabella Meloncelli, con l’interessante prefazione di Ennio Cavalli e un’accurata postfazione…
All Over è tutto finito finito lui il campione finiti lui e l’altro loro in un attimo creati nel combattimento annullati dal suo scioglimento subitaneo definitivo immorale s’accascia lento il campione aggrappato appena spera ancora spera lì in bilico sull’abisso lontano qualcuno piange c’è chi esulta tutto si ferma perché è tutto finito…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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