In evidenza

Una frase lunga un libro #58: Kent Haruf, Crepuscolo, NN editore, 2016; traduzione di Fabio Cremonesi; € 18,00, ebook € 8,99 (terza parte di un discorso) * Erano stanchi e spenti. Scaldarono sul fornello una zuppa in scatola che mangiarono al tavolo della cucina, poi misero i piatti in ammollo e si spostarono in salotto per…
Franz Krauspenhaar, Grandi momenti, Neo edizioni, 2016, € 13,00 Finirò male. La morte mi raggiungerà, e così imparerò a cercare un passato che non esiste più. Che ora come ora non è mai esistito. L’ultimo romanzo di Franz Krauspenhaar si rivela come una mano aggrappata stretta a un passato da cui si ha il terrore folle di…
Milano, ultima (a Giordano, che sa) Eccola la mia città, di nuovo, comparire istante dopo istante, tetto dopo tetto, il giallo smunto delle case di Lambrate, le imposte un poco consumate. Eccola insieme a quello che ricordo, a quello che dimentico, prima un ponte, poi un’intuizione, sapere sotto al binario cosa passa, cosa…
Riletti per voi #10: Virginia Woolf, Mrs. Dalloway, trad. di Pier Francesco Paolini, ed. integrale, Newton Compton (classici moderni), 2004 (e successive edizioni); € 5,90 ◊ Che sciocchi che siamo, pensò attraversando Victoria Street. Lo sa il cielo soltanto difatti perché la si ama sì tanto, ciascuno a suo modo, la vita, inventandosela magari, costruendola…
13° Oh, la gioia, la gioia di creare esseri umani, sì che tutti piangano, ridano, vivano, rapiti in essi, nella loro esistenza ardente, oh nu[lla,] null’altro al mondo vale questa gioia[!] [14 ottobre 1925] . © Cesare Pavese, da Prima di «Lavorare stanca» 1923-1930, in Le poesie, Torino, Einaudi, 1998 e 2014.
ASPETTO QUELLA SPOSA Sono stata l’amante di quell’albero, della cicogna altissima, della nuvola errabonda. Ma soltanto ho sposato, con un bacio che non finisce, la rugiada marina che fa amara la lingua. Aspetto quella sposa sulla riva del mare e non voglio più uomini, amiche né animali. Ho aiutato il ragno a tessere la tela,…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
Scrivi a silvapoetarum@gmail.com