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proSabato: Dino Buzzati, Ricordo di un poeta …Ero già un bambino completamente formato di fuori e di dentro, durante la notte facevo ormai dei sogni complicati e terribili; di giorno poi partivo per le grandi avventure, galoppando per esempio sul cavallo a dondolo con la lancia, la spada, la corazza, via per il deserto, invincibile…
PoEstate Silva #18: Sofia Fiorini, La logica del merito – InternoPoesia, 2017 * Io aspetto i giorni liberi poi spreco le estati. Programmare di sbocciare nelle ore bianche, utile come sperare nel vino; non c’è bocca che rifiuti questo calice né labbro che lo baci mentre beve. La gentilezza degli estranei nei miei passi –…
Non ho voglia di lasciarti questi tipi di giardino da fine estate, questi parchi nel centro che sono solo ortensie. Non ho voglia di lasciarti le piste ciclabili− pedonali, ancora questi parchi nel centro che perdono in altalene. Lo sai che è più che altro per te se non ne ho voglia solo per te…
PoEstate Silva #16: Gianluca Pirozzi, Nomi di Donna, Perrone, 2016 * AGATA Trenta righe sono troppe o, piuttosto, sono poche per raccontare com’è andata a finire con Agata. Allora, non ne spreco neanche una e dico subito che stamattina lei, Agata, si alza, fa finta di mettere a posto quelle due cose che tiene in…
L’Elefante Le sue sciabole chiamavano la morte, lo sapeva. Difatti erano un ingombro minerale sul suo corpo già poco pieghevole. Era una conoscenza più simile a un sentimento, tanto familiare da esser destinata a rimanergli, forse per tutta la vita, oscura. Probabilmente per questo non attese tempi meno convulsi per presentarsi ai nuovi uomini come…
PoEstate Silva #14: Valentina Calista, Carne sacra, Alter Ensemble poesia, 2015 * Il merlo, nell’attimo spezzato dal silenzio tra un aereo e un altro aereo, canta. Solo è il suo stare sull’antenna del tetto senza nome. Anche noi senza nome? Servirebbe (un nome) per ripristinare la vita. * Lanterne, le mani cercano nel buio di…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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