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proSabato: Danilo Dolci, La patata. Racconto
Continua a leggere: proSabato: Danilo Dolci, La patata. Racconto…Le mignatte[1] viene uno a venderle da Canicattí che le prende nelle fontane. Ma noi andiamo a comperarle a Palermo. Ne abbiamo mandate a pigliare un centinaio, perché non è che si attaccano tutte: muoiono tre o quattro al giorno, magari senza metterle. Si mettono dentro una bottiglia di vetro con l’acqua. Gli cambiamo l’acqua…
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Sui racconti di Sam Shepard (di Martino Baldi)
Continua a leggere: Sui racconti di Sam Shepard (di Martino Baldi)Sam Shepard: Attraverso il paradiso (Feltrinelli, 1998 – non disponibile). Il grande sogno (Feltrinelli, 2005). Traduzioni di Andrea Buzzi Per lui cominciò con un istante di silenzio lacerante. Qualcosa si staccò e cadde. Istintivamente in cuor suo capì che quel “qualcosa” era l’idea, coltivata a lungo,…
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Sandro Penna, Due Venezie
Continua a leggere: Sandro Penna, Due Venezie. La mia prima Venezia, una Venezia di un’ora, è una Venezia piovosa, non autunnale, estiva. . Ed anche, così nel ricordo, una Venezia all’estero. Quando arrivai, infatti, fui preso tra una calca cicaleggiante di stranieri che non mi lasciarono più solo un minuto. Estate, ho detto, e per di più la pioggia teneva forse…
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I me medesimi n. 11: Nero
Continua a leggere: I me medesimi n. 11: NeroE dopo un po’ di anni è arrivato lui. Così come avevano preso me, hanno preso anche quest’altro. Anche se non si può dire che quello sia un altro come me. Io, infatti, sono nero. Ho sempre saputo di esserlo, anche prima di venire a vivere con loro che sono così rosini. Mi piace essere…
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proSabato: Natalia Ginzburg, Le scarpe rotte. Racconto
Continua a leggere: proSabato: Natalia Ginzburg, Le scarpe rotte. RaccontoIo ho le scarpe rotte e l’amica con la quale vivo in questo momento ha le scarpe rotte anche lei. Stando insieme parliamo spesso di scarpe. Se le parlo del tempo in cui sarò una vecchia scrittrice famosa, lei subito mi chiede: «Che scarpe avrai?» Allora le dico che avrò delle…
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Oltrepassando il proprio orizzonte, Francesco Idotta
Continua a leggere: Oltrepassando il proprio orizzonte, Francesco IdottaLa luce dell’estate, un tramonto alla foce del Reno, argine alla foga di possesso, tra le nuvole del cielo vin d’orange. La parte nascosta emerge stridula e si compiace di prendere aria, finalmente. Lentamente avanza la poesia sedimentata, quella di Prévert che chiama Barbara1: Rappelle-toi Barbara/ Il pleuvait sans cesse sur Brest ce jour-la/ Et…
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Laura Liberale, incidenti
Continua a leggere: Laura Liberale, incidentiIncidenti (un racconto a due voci) Sono come una marionetta rotta, con gli occhi caduti al di dentro (E. Cioran) Gli occhi dietro le palpebre si sono rovesciati e ora guardano dentro (R. M. Rilke) * Non l’avevo certo scritto sulla scheda attitudinale del corso. Anziché al tirocinio mi avrebbero gentilmente spedita da un…
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I me medesimi N. 10: Gino
Continua a leggere: I me medesimi N. 10: GinoGino fuma aspettando il treno, fuma anche appena sceso. Quando incontra qualcuno che conosce e ci si mette parlare Gino attacca con quei suoi discorsi che dicono: sì beh sai eventualmente bisognerebbe valutare la necessità perché poi, voglio dire, a prescindere… diciamoci la verità. Ma poi la verità non arriva mai perché i discorsi di…
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La botte piccola #4: Friedrich DÜRRENMATT, La morte della Pizia
Continua a leggere: La botte piccola #4: Friedrich DÜRRENMATT, La morte della PiziaLa botte piccola contiene il vino buono, e questo non è, come si può pensare, un malcelato sfottò di consolazione: l’accoglienza costringe ogni minima particola di vino a venire prima o poi a contatto con le note del legno. Il racconto, la meno diluita delle forme, impone a se stesso la medesima procedura. Ci sono…
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Questo Natale #24: Silvia Tebaldi, Le variazioni Goldberg della pioggia
Continua a leggere: Questo Natale #24: Silvia Tebaldi, Le variazioni Goldberg della pioggiaLe variazioni Goldberg della pioggia Lei forse riderà, ma quando ho visto la scritta Bruegel (anzi, Brueghel) su fondo rosso e la facciata del palazzo, nella neve, il portale barocco, e ho pensato a una mattina di luglio incandescente, a noi due sotto i portici, adagio, al riparo dei portici, dall’Archiginnasio al Collegio di Spagna…