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I poeti della domenica #354: Eugenio Tomiolo, [E vivi se ti vol restar vivente]
Continua a leggere: I poeti della domenica #354: Eugenio Tomiolo, [E vivi se ti vol restar vivente]E vivi se ti vol restar vivente, E va sui prà dei fiori e erbe basa, E verità precluse a ti ti aceta. Va, camina, ora, varda farse el mondo Al disegnar coreto o divin modo. State a la bona indove ride el tuto, Godite el fresco e godite l’arsore. No credar d’essar solo,…
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I poeti della domenica #353: Eugenio Tomiolo, [Deme ancora da pecar, un fià vu deme]
Continua a leggere: I poeti della domenica #353: Eugenio Tomiolo, [Deme ancora da pecar, un fià vu deme]Deme ancora da pecar, un fià vu deme, e ve prometo ancora, po’, de obedir, che del gninte de ‘sto mé pecar lassarà ‘sto mé pìe la strissa in tera cô i me strassinarà a la promessa. Mì no so, né vu donca savaré e xé proprio zontar dime al mistero. Forse pecar xé…
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proSabato: Matilde Serao, da Suor Giovanna della Croce
Continua a leggere: proSabato: Matilde Serao, da Suor Giovanna della CroceII. A occhi bassi, raccolta in sé, col passo tranquillo e cauto delle donne che furono lungamente claustrate, suor Giovanna della Croce discendeva lungo la via Magnocavallo, sfiorando il muro con la sua veste nera monacale, col suo largo mantello nero che la chiudeva tutta quanta: il viso era scoperto, ma la benda bianca le…
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Francesca Marica, da Concordanze e approssimazioni
Continua a leggere: Francesca Marica, da Concordanze e approssimazioniLa storia si ripete e lascia andare. Non trattiene perché quella è la vittoria incisa tra lo scheletro e il cielo dove neanche tu sai, neanche tu puoi. Bisogna camminare accanto per capire. Come la parte migliore, la forma assoluta e vicino allo zero, un’isola che non è gelo ma nube, la possibilità di…
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Francis Scott Fitzgerald, da Primo maggio
Continua a leggere: Francis Scott Fitzgerald, da Primo maggio…Vi era stata una grande guerra combattuta e vinta e le vie della grande città del popolo conquistatore erano attraversate da archi trionfali e vivide di fiori bianchi, rossi e rosa lanciati dalla folla. Per tutte le lunghe giornate di primavera i soldati di ritorno avevano percorso incolonnati la via principale preceduti dallo strepito dei…
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Ostri Ritmi #22: Lucija Stupica
Continua a leggere: Ostri Ritmi #22: Lucija StupicaŠkoljka Nežna, presojna školjka na okenski polici obuja morje. Odmik pogleda poraja strah v golo mesto, ki na postaji čaka na pisane sprevode predramljenih izrazov. Skoz narebreno lupino se preceja še zaspan dan. Kot dobro pričvrščen čoln počasi dviguje svoje sidro. Na površini školjke se zrcali fasada nasproti stoječega bloka, siva ograja, ograja misli,…
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Giovanni Comisso, Frammenti – terza parte (1953)
Continua a leggere: Giovanni Comisso, Frammenti – terza parte (1953)Tristezza d’un veliero immobile, nudo e deserto, nella penombra della sera sulla laguna. * Primavera, l’aria innalza la terra. Le case sembrano più vicine. Gli uomini si guardano più attentamente. Muretto rosa nella mattina sobria dopo una notte di pioggia tiepida che ha fatto nascere l’erbetta. È tutto rosa in tutta la sua lunghezza,…
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Pasquetta di Eugenio Montale
Continua a leggere: Pasquetta di Eugenio MontaleLa mia strada è privilegiata, vi sono interdette le automobili e presto anche i pedoni (a mia eccezione e di pochi scortati da gorilla). O beata solitudo disse il Vate. Non ce n’è molta nelle altre strade. L’intellighenzia a cui per mia sciagura appartenevo si è divisa in due. C’è chi si immerge e…
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proSabato: Giovanni Comisso, Frammenti – seconda parte (1953)
Continua a leggere: proSabato: Giovanni Comisso, Frammenti – seconda parte (1953)Viaggio nella sera attraverso l’antica terra del Norico. Dense foreste di pini isolate sui declivi dei monti, disseminate. Vi sono bianchi filoni di neve nell’ombra delle valli. Penso profondamente a questi alberi immobili che vivono chiusi nel freddo sopra questa terra senza luce. Come sono lontani da essi gli uomini che ho visto cibarsi…
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proSabato: Giovanni Comisso, Frammenti – prima parte (1953)
Continua a leggere: proSabato: Giovanni Comisso, Frammenti – prima parte (1953)L’aria chiara, con tutta una luce di perla che indifferenza acqua e cielo, tiene in incanto. Da sotto al ponte escono le barche a colpi di remi, poi, appena un po’ fuori, gli uomini lasciano i remi e si precipitano con l’estro di acrobati a sollevare gli alberi fissandoli con le sartie. Allora issano…