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I poeti della domenica #270: Milo De Angelis, Ho saputo, amica mia…
Continua a leggere: I poeti della domenica #270: Milo De Angelis, Ho saputo, amica mia…Ho saputo, amica mia, che sei stata in un limite. Anch’io negli intervalli di una sola e grande morte dormivo tra i casolari dove si raccolgono d’inverno con la parola disunita e il fitto delle idee: entrava un profumo di uva passa e la neve dell’incontro ha percepito la mia notte nella tua.…
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I poeti della domenica #269: Milo De Angelis, È così. La memoria
Continua a leggere: I poeti della domenica #269: Milo De Angelis, È così. La memoriaÈ così. La memoria di un uomo era solamente questa manciata di sillabe. Solo loro ritornano dalle cantine abitate per niente e sono puntuali, sono scagliate oltre le rocce, bisbigliano parole esterrefatte, sono un battere di ali protese e fedeli a un ordine oscuro. Adesso tu devi tradurre. da Quell’andarsene nel buio dei cortili…
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Giovanna Cristina Vivinetto: due poesie da “Dolore minimo” (Interlinea, 2018)
Continua a leggere: Giovanna Cristina Vivinetto: due poesie da “Dolore minimo” (Interlinea, 2018)A quel tempo ogni cosa si spiegava con parole note. Sillabe da contare sulle dita scandivano il ritmo dell’invisibile. Tutto era a portata di mano, tutto comprensibile e immediatamente dietro l’angolo non si annidava ancora l’inganno. La poesia era uno scrupolo d’altri tempi, un muto richiamo alla vera natura delle cose. Così dissimulata da…
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Gassid Mohammed: due poesie da “La vita non è una fossa comune” (L’arcolaio, 2017)
Continua a leggere: Gassid Mohammed: due poesie da “La vita non è una fossa comune” (L’arcolaio, 2017)Gassid Mohammed, La vita non è una fossa comune, L’arcolaio, 2017 In Iraq la morte è diventata un terzo fiume sulle sue rive galleggiamo vivi e morti. Sangue e resti umani sulle pareti delle nostre menti come le pareti di un ristorante o di un bar in cui è esplosa la morte. Tante persone…
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#Teratophobia di Gaia Giovagnoli (rec. di Francesca Ruina)
Continua a leggere: #Teratophobia di Gaia Giovagnoli (rec. di Francesca Ruina)Gaia Giovagnoli, Teratophobia, ‘round midnight edizioni 2018 «Ti porto i chiodi […] il resto non so dirlo». Teratophobia parte da qui, da un estimo «Io-carne» − la prima delle quattro sezioni che compongono il testo della Giovagnoli −, un bolo appeso come un quadro vuoto in mezzo alla gola. Una mancanza che si fa traccia di…
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Stefania Di Lino, La parola detta
Continua a leggere: Stefania Di Lino, La parola dettaStefania Di Lino, La parola detta. Poesie. Prefazione di Cinzia Marulli, La Vita Felice, Milano 2017 Perfettamente consapevole che, una volta pronunciata, la parola ha corsi, percorsi, ricorsi e vicende dotati di autonomia e di una vita propria, Stefania Di Lino consegna, a chi legge La parola detta, un’opera densa, carica di pathos e di…
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Damiano Sinfonico: tre poesie da “Lingualuce”
Continua a leggere: Damiano Sinfonico: tre poesie da “Lingualuce”“Di che pianeta sei” mi fu chiesto ad un tratto. Eravamo divisi in squadre, ognuna con un nome del sistema solare. Ero in quella di Venere, ma “Terra” risposi per depistarlo. Nei suoi occhi passò un fiocco di stupore e indietreggiò dolcemente, riversandosi nel suo anello. Nelle biblioteche di provincia la voce roca…
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Mariano Ciarletta: due poesie inedite
Continua a leggere: Mariano Ciarletta: due poesie inediteCocci C’è silenzio in stanza intorno alla fiamma danzano farfalle ignare. Ho raccolto i cocci scritti su bianco cercando di te aspri sentieri di vuota memoria. Sull’ebano della vita leggo alcune istruzioni che non sono le mie. Non ho ancora imparato. Confini Non parla più la tavola celeste in questi giorni di maggio. Saprò…
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I poeti della domenica #268: Roberto Carifi, Sarà un anno, o due…
Continua a leggere: I poeti della domenica #268: Roberto Carifi, Sarà un anno, o due…Sarà un anno, o due, che hanno portato la notizia. Uno afferrò il tuo braccio, un altro la mia mano, insieme afferrammo il legno della morte, insieme facemmo un fuoco nel giardino illuminammo tutto, tutto fino al buio. Sarà un anno, o due, che una voce ci disse è stato, che un’altra ci disse…
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I poeti della domenica #267: Roberto Carifi, Parlano ancora della periferia…
Continua a leggere: I poeti della domenica #267: Roberto Carifi, Parlano ancora della periferia…Parlano ancora della periferia dell’abbandono e dei polacchi, i miserabili polacchi che giocano da soli. Sono dei fuoriusciti, profughi come le cose, tutto il marciume che abbiamo intorno ai letti, tutte le malattie. Di fuori ricchi e dentro il gelo, un gelo da polacchi, da gente in fuga. Le chiamano Case delle bambine Ebree…