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C’è nell’Amaro miele un nodo essenziale, che si potrebbe definire così: rapporto tra nomi propri e tempo, tra onomastica e memoria. In questa poesia sembra avvenire un continuo scontro con l’entropia, col disordine dell’esistenza, con il lutto e la perdita, e lo stesso titolo allude a quella combinazione paradossale di sopravvivenza e nulla che è…
A Marilyn, sulla bellezza Penso che le donne belle servano ad essere esibite. Avanzano come ambulanti trofei. Io sono contro la bellezza, ha rovinato troppe vite. La bellezza mi ha reso schiava perché credevo di non possederla. Chi ama la bellezza non ama se stessa perché si guarda in uno specchio deforme e deforma lo…
Io, come altri, credo che la biografia conti poco per spiegare la bellezza, grandezza di un testo artistico, e che non è affatto vero che l’opera rispecchia la vita di chi l’ha composta. Voglio dire che l’autore di un testo parte sì dalla sua esperienza, dalla sua vita, parte da quel che è…
Occorre stare attenti quando si parla, alle parole, al senso. Anche il verbo che ama, il più innocente, può celare una lama e di traverso può mettersi perfino un pezzo di pane e il vino per quel che non tace. In teoria ubriacarsi di verità potrebbe estinguerci. Meglio per tutti è l’acqua: ecco una parola…
Mio padre Sebastiano è morto l’11 novembre 2016 per le conseguenze di un adenocarcinoma. A Lucia, mia madre, è stato diagnosticato nel 2014 il morbo di Alzheimer. Quando si è ammalato, mio padre ha iniziato a raccontarmi la sua vita mettendo, così, ordine anche tra le testimonianze confuse di mia madre. Lei ha disimparato cose…
Ventidue carte, ventidue racconti. Per ventidue settimane pescheremo insieme qualcosa di diverso per tema, lunghezza e stile, ascoltando solo le carte. Buona lettura con La Giustizia, carta delle conseguenze. Erano le due del pomeriggio, eravamo tutti usciti in cortile perché la mensa non era ancora attiva e avevamo la libertà di mangiare in classe i nostri…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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