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Dormiveglia Ma taci per sempre non ripetermi che non questa è la vita dubitosa sempre a metà tra un temporale e una tenerezza. Lascia che a funestarmi sia un’iride con gli occhi verdeagro di lei incruditi e un torbido di marcescibili amicizie… Non so non importa se l’autunno con la sua larvalità arrubinata potrà…
Una domenica Gli occhi turbati perennemente. Ma non solo questo ricordo una domenica amara né un volto. Luoghi se mai fulgenti – tutto quanto appartenne a imboscate tra costoni e schiarite… …Roussillon, Céreste la sua Francia per vallate e amnesie di verde, più dentro le controversie. E dunque perdonami il pianto e “avrebbe dovuto…
Di solito è la scuola a introdurre per prima il bambino nel mondo. Ora, la scuola non è affatto il mondo e non deve pretendere di esserlo; è semmai l’istituzione che abbiamo inserito tra l’ambito privato, domestico, e il mondo, con lo scopo di permettere il passaggio dalla famiglia alla società. La frequenza scolastica non…
Sabino Caronia, In campo lungo, Schena editore 2019 «Rimemorare non è per me aver vissuto né rivivere; ma è vivere nel vivere». Dalle ultime pagine del romanzo di Sabino Caronia In campo lungo (Schena editore, 2019) questa citazione tratta dall’opera di Gabriele D’Annunzio Le faville del maglio illumina “à rebours”, a ritroso, o,…
PAOLO RUFFILLI, LE COSE DEL MONDO (MONDADORI, 2020) Nota di lettura di Sacha Piersanti È uno di quei sempre più rari casi in cui la poesia sa commuovere il fantomatico cuore e stimolare e eccitare al tempo stesso la cosiddetta mente, una di quelle creature a rischio ormai estinzione che, ora sinuose e bellissime,…
Mio padre Sebastiano è morto l’11 novembre 2016 per le conseguenze di un adenocarcinoma. A Lucia, mia madre, è stato diagnosticato nel 2014 il morbo di Alzheimer. Quando si è ammalato, mio padre ha iniziato a raccontarmi la sua vita mettendo, così, ordine anche tra le testimonianze confuse di mia madre. Lei ha disimparato cose…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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