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Teenage Suicide (cocktail party 1989) di Vincenzo Bagnoli V.:—–«18.00: diametro che taglia il giorno. ——–A destra il bene, a sinistra il male… ——–male sinistro qui dentro di noi? ——–Devo scrutare il tempo futuro». – Che cosa ti rimproveri, Violetta? Cosa ritieni di dover sembrare? – V.:—–«Cavallo di coppe, un matrimonio ——–di manifesti staccati ci unisce…
Quando dici Mantova #5 (regali) Personalmente, se io fossi un grande scrittore e dalla mia penna fossero usciti almeno sette splendidi libri e uno di questi, fra i primi, avesse vinto (poniamo) un Pulitzer e dato l’avvio al forse unico caso di film dalla bellezza pari al romanzo da cui è stato tratto, e…
Ieri ho capito che non sono una di quelle a cui piace disfare le valigie. A me, le valigie, piace farle. Comprenderlo pienamente a 27 anni è già qualcosa; scoprirlo alla diciottesima edizione di Festivaletteratura, forse, non è del tutto casuale. In questi giorni io e Giovanna Amato vi abbiamo raccontato perché e cosa ci…
L’opera poetica di Roberto Carifi è contrassegnata da una parola esiliata, che è domanda e – soprattutto nella produzione più recente – attesa. In essa l’interrogazione ontologica viene posta in tutta la sua radicalità per accogliere e custodire il segreto abissale della scrittura, l’ascolto dell’intimità dell’indicibile, dove la dimora è sempre provvisoria e aperta all’appello…
Il sabato, a Festivaletteratura, è un pieno di eventi straordinari; è la giornata che attira più pubblico. Il weekend è il tempo giusto per concedersi un po’ di bellezza qui a Mantova, un bicchiere di vino, del buon cibo, e un po’ di cultura. Son così tanti gli appuntamenti del penultimo giorno che, per seguirli…
Approfitto di questo spazio, oggi, per fare due comunicazioni di servizio. La prima è che ho incrociato Michael Cunningham mentre salivo le scale, e ho avuto la possibilità di stringergli la mano. Questo perché Festivaletteratura non è solo eventi (e sarà Michael Cunningham, alle 18:30, a chiudere il festival incontrando il pubblico a Piazza…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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