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RITORNO IN CITTÀ Il giorno in cui son tornato in città era tutto grigio. Dopo aver ammirato dal treno quell’immensa distesa che è la pianura padana, dopo aver passato paesi illuminati nel primo oscurar del giorno, tra il fischio delle locomotive e il tornar dei ricordi in un turbine di pensieri senza freno, ho udito…
Giancarlo Sissa, Persona minore, Qudulibri, 2015, € 9,00 * Porto Corsini (a Emanuela) Fai conto che io sia sempre più lontano dal fischio delle navi e dalla tempesta d’inverno che sbatte nel porto – la nave russa di chiglia rossa e nera non ci rappresenta – e che quanto si poteva insultare e scordare stia come…
IL CROLLO Il tema della recita è il cordoglio. In una nuvola d’incenso il vescovo canta. L’ora del crollo: dodici e ventidue. La città riscopre l’ululato delle sirene, il tufo dei poveri. È una mattina giovane. La sorpresa è il tonfo che germoglia e i morti che d’improvviso hanno fame, sussurrano parole indecifrabili. I fotografi…
Cristina Bove, Una per mille. Prefazione di Franco Romanò, Fusibilia libri 2016 Raccontare la vita nelle sue manifestazioni più diverse: se questa formula, da un lato, riassume ciò che pungola chi scrive e attrae chi legge, essa non spiega, dall’altro, le ragioni dell’impronta forte e durevole che determinate narrazioni sanno consegnare all’immaginario e alla…
Quattro lettere il nome e quattro il cognome. Anche la città, teatro della vicenda, sempre e solo quattro lettere. Solo il destino non più da pace a inferno. Nella strada cinque corpi quattro avieri, una donna e quattro falchi. Nove i comunicati e tante le verità nascosta la più vera. E fra tanti segreti…
«NIENTE MI HA FIACCATO» Conversazione con Ferruccio Brugnaro di © Paolo Steffan Quando arrivo al terzo piano della palazzina in cui Ferruccio Brugnaro vive con la moglie Maria, nella periferia di Spinea (Ve), trovo una figura amichevole e distinta, un ottantenne forte che mi saluta sorridente sulla soglia. Entro, c’è un simpatico sottofondo di giochi…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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