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Dove sarai, mi chiedo, in quale tempo e spazio fuggita, nascosta al mio bene divenuto insopportabile? Partita senza dirmelo, che era l’ultima volta e davvero, stavolta. Se l’avessi saputo, avrei preparato un addio come si deve, e non il saluto di sempre, e ti avrei imparato a memoria, il vestito, le scarpe, le parole taciute.…
FRAMMENTO VOCALE PER SOPRANO Urla. …1. contro il vento …2. contro il muro …3. contro il cielo 1961 autunno FRAMMENTO DELLA RACCOLTA Raccogli i suoni nella tua mente che hai sentito per caso durante la settimana. Ripetili nella tua mente in ordine diverso, di pomeriggio. 1963 autunno FRAMMENTO DELL’ALBA Prendi la prima parola…
proSabato: Ingeborg Bachmann, Ondina se ne va Voi uomini! Voi mostri! Voi mostri di nome Hans! Questo nome che non riesco a dimenticare. Ogni volta che attraversavo la radura e i cespugli si aprivano, quando i rami mi frustavano via l’acqua dalle braccia, le foglie mi leccavano le gocce dai capelli, m’imbattevo in uno che…
Siamo felici di poter annunciare la pubblicazione imminente su “Poetarum Silva” di “A mezza selva. Palinsesti di poesia”, rubrica ideata e curata da Manuel Cohen, al quale va il nostro sentito ringraziamento. (La Redazione) A MEZZA SELVA PALINSESTI DI POESIA a cura di Manuel Cohen Dopo alcuni anni di assenza dal web, o di presenza…
TEGENARIA Cominciare dalla lingua, dalla fame di parola. Lontanissima visione di alfabeti. Il silenzio convulsione, annuncia vita. Dalle profondità estrarre il succo il rigurgito di uno sguardo, un colore il ritmo affidabile di una musica apparente. Fissare il punto dell’andare. Fare un nodo. Nel ventre cavo si muove la mia creatura. Dire. EOS Penso…
In questi giorni di memoria non solo occasionale ma davvero commossa e trepida (anche per eventi recenti che paiono sgorgati proprio da quel passato), mi è capitato di ripensare per contrasto alla celebre sentenza di Adorno, per il quale scrivere poesia dopo Auschwitz era “un atto di barbarie”, e al limite “impossibile” (Critica della cultura…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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