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Una volta In fondo eravamo fortunati, da noi si vedevano le case sopra le colline, i fiumi non ancora in secca. E l’acqua che nel mare era ancora calma, come una volta, gradita, l’altra voce. Oggi Oggi vedo passare i pini. Sono tanti, come una fila sempreverde di scalzi, nudisti magri nei giorni…
Mio padre Sebastiano è morto l’11 novembre 2016 per le conseguenze di un adenocarcinoma. A Lucia, mia madre, è stato diagnosticato nel 2014 il morbo di Alzheimer. Quando si è ammalato, mio padre ha iniziato a raccontarmi la sua vita mettendo, così, ordine anche tra le testimonianze confuse di mia madre. Lei ha disimparato cose…
Ventidue carte, ventidue racconti. Per ventidue settimane pescheremo insieme qualcosa di diverso per tema, lunghezza e stile, ascoltando solo le carte. Buona lettura con la seconda parte de Il Mondo, carta del tutto. [qui la parte prima] «Secondo me dovresti andare», mi disse E indicando il solito rifugio degli sceneggiatori di thriller senza idee, il condotto…
La letteratura come bene comune Se dovessi usare una sola frase per definire il mio rapporto con la letteratura, direi che mette ordine nel mio cuore. E credo nel cuore di ognuno. Poi, di conseguenza, se così fosse, credo metta ordine nel mondo. Della poesia Zanzotto diceva che tesse le trame invisibili del creato fino…
Setanta verzi Cucàle (gabbiano) Vivémo fra dô blu de aqua e d’aria e su sta tera stamo come su na nave o ‘n arioplano Cucàle in mezo al celo cun dô lale (ali) E slalo alto fin’al sol lucóre sopro de ogni silenzio e rimore Sempre più ‘n zu d’un sagrilegio movendo l’ale movendo…
Ugo Magnanti, Il nome che ti manca, peQuod, Ancona, 2019 Nota di lettura di Letizia Leone I testi selezionati da Ugo Magnanti dal «corpus virtuosamente esiguo» del proprio repertorio poetico, strutturano questo recentissimo libro uscito per i tipi della peQuod e coprono un arco di tempo che va dal 2005 al 2015. Eppure, a…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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