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Il «miracolo crudele» della parola. Lo sguardo inverso di Maria Benedetta Cerro Lo sguardo inverso di Maria Benedetta Cerro si manifesta fin dal primo sguardo come un testo esigente, refrattario – come del resto tutti i libri della Cerro – a compromessi e accomodamenti di sorta. Il linguaggio con cui sono costruite le poesie in…
Benedetta Cibrario, Il rumore del mondo, Milano, Mondadori, 2018, pp. 756, euro 22 “Benedetta Cibrario sembra aver vissuto completamente immersa nella prima metà dell’Ottocento”. Questa è una dichiarazione spontanea che si può pronunciare dopo la lettura di questo romanzo ambientato nel Risorgimento e che meritatamente è arrivato tra i finalisti del prestigioso Premio Strega, romanzo…
In una poesia – in ogni poesia – si scopre sempre un verso capace di imprimersi nella mente del lettore con particolare singolarità e immediatezza. Pur amando una poesia nella sua totalità, il lettore troverà un verso cui si legherà la sua coscienza e che lo accompagnerà nella memoria; il verso sarà soggettivato e anche…
La Prueba Mira: a punto estás de penetrar en el bosque. Vas a dejar la casa blanca de la cima, tan plácida, tan llena de música y sosiego, y ahí te espera el bosque impenetrable. Irremediablemente deberás cruzarlo: el bosque que desciende por ladera escabrosa, el bosque en que no hay nadie y el…
Para olvidar el odio (11 de marzo de 2004) Acaso lo más duro y lo más cruel no sea el abrir violentamente lo negro en lo blanco: en la armonía el caos, en ojos inocentes un cuchillo de ira, en los labios más tiernos de juventud la muerte. Acaso lo más duro sea el…
…Bisogna riabituarsi a scrivere. …È una cosa spaventosa, ma bisogna farlo. Quando si sono trascorsi giorni e giorni in cui il pensiero taceva, il cervello dormiva, ed era bellissimo esaurire se stessi gettandosi per esempio in mare, nuotare, scrutare l’acqua con la testa sommersa, magari con una di quelle maschere per pescare che si usano…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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