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Franco Loi 1930-2021 da Poesie d’amore (1974) Aqua lessìva, aqua che nel tòrbedghe va de càndur el zìgn, ‘me se livràss,te rièt dré i mè spall e, verdesina,la pulver sfria di zéder, olt, squasi un sigà,e l’àneda s’inbusca a la frascadae mì, sò germanòtt, suspiri alàtra ’l sifulà, i smerg, quel spers di öccche…
«Una strana amicizia, i libri hanno una strana amicizia l’uno per l’altro. Se li chiudiamo nella mente di una persona bene educata (un critico è soltanto questo), lì al chiuso, al caldo, serrati, provano un’allegria, una felicità come noi, esseri umani, non abbiamo mai conosciuto. Scoprono di assomigliarsi l’un l’altro. E ognuno di loro lancia…
Non ho Non ho,sono una feritada guarire.Un taglioin via di rimarginazione di lembi dischiusi,di tentativo di aperturadi strappo, di slancio, di scarto. Non ho,sono una ferita chein alcuni giorni puoi dimenticare,non sentise la mano resta immobilecol palmo verso l’altoverso l’altro. Improvviso, dimentico e afferrooppurequalcosa mi toccae ricordo allora pungentedelle ditail punto, esattocon bruciore di…
Lenin, l’uomo, secondo Maksim Gor’kijA cura di Giulia Bocchio Lenin, personalità nota a tutti, Lenin nei libri di storia, Lenin il mitizzato, il vituperato. Lenin il politico, Lenin lo studioso. Lenin e il proletariato. Lenin e le controversie successive.Di questo imponente personaggio storico, che ha cambiato per sempre le sorti della Russia, s’è detto e…
Un giorno, al telefono, Umberto mi disse che lui conosce i fiori e le piante che numerosi compongono, più che un erbario, il giardino della sua poesia. Forse solo Pascoli conosceva ciò che nominava; Montale, no, al massimo ne aveva un’idea tutta letteraria che accompagnava il ricordo di avere veduto un fiore o una foglia.…
Vito Teti e la nostalgia come utopia concreta «L’unica cosa che non puoi fare», ricorda Vito Teti in Nostalgia (Marietti, 2020), «è mentire a te stesso». L’antropologo del Senso dei luoghi nell’ultimo libro licenziato ammette di avere sempre nutrito questo sentimento magmatico e informe, e però non si arrende a una declinazione unidimensionale, ma parte…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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