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Il demone dell’analogia #61: Ragno

«Una strana amicizia, i libri hanno una strana amicizia l’uno per l’altro. Se li chiudiamo nella mente di una persona bene educata (un critico è soltanto questo), lì al chiuso, al caldo, serrati, provano un’allegria, una felicità come noi, esseri umani, non abbiamo mai conosciuto. Scoprono di assomigliarsi l’un l’altro. E ognuno di loro lancia frecce, bagliori di gioia verso gli altri libri che sembrano (e sono e non sono) simili. Così la mente che li raccoglie è gremita di lampi, di analogie, di rapporti, di corti circuiti, che finiscono per traboccare. La buona critica letteraria non è altro che questo: la scoperta della gioia dei libri che si assomigliano».
Mario Praz

Il ragno della sera, Dalì

ARACNE

Mi tesserò un’altra tela,
Pazienza. Ho pazienza lunga e mente corta,
Otto gambe e cent’occhi,
Ma mille filiere mammelle,
E non mi piace il digiuno
E mi piacciono le mosche e i maschi.
Riposerò quattro giorni, sette,
Rintanata dentro il mio buco,
Finché mi sentirò l’addome gravido
Di un buon filo vischioso lucente,
E mi tesserò un’altra tela, conforme
A quella che tu passante hai lacerata,
Conforme al progetto impresso
Sul nastro minimo della mia memoria.
Mi siederò nel centro
E aspetterò che un maschio venga,
Sospettoso ma ubriaco di voglia.
A riempirmi ad un tempo
Lo stomaco e la matrice.
Feroce ed alacre, appena sia fatto buio,
Presto presto, nodo su nodo,
Mi tesserò un’altra tela.

29 ottobre 1981

Da Ad ora incerta di Primo Levi

 

ULISSE E IL RAGNO

Sulla tela dei ricordi
m’osserva un ragno.

Verde.
Mi volto e lo guardo.
Tra noi segni invisibili,
memorie vegetali.

Io torno a te, Itaca,
velato d’argento,
perché tu non riconosca
dei miei volti
solchi e lacrime.

Da Il canto della Moabita di Sergio Daniele Donati

 

CHOPIN, L’INSETTO E EINSTEIN

Scenografia domestica: pulizie
domenicali e Chopin a finestre aperte –
e un piccolo insetto
che tenta la sopravvivenza
sull’esile ragnatela della finestra,
nello studio. Non so da quanto tempo
sia lì in silenzio in quel poco di spazio,
non so quanto ne ha da vivere.

Come il tempo e lo spazio,
così pure la fisica degli esseri è relativa;
microcosmi restano coinvolti
nella stessa invisibile corsa,
arrampicarsi sul filo del giorno
per aggiudicarselo.

Da Ruah, di Davide Zizza

Una replica a “Il demone dell’analogia #61: Ragno”

  1. Quello che ho letto è talmente bello che, ‘impietrita’ sto immobile, muovendo solo gli occhi e il pollice sui tasti per non disperdere l’ascolto… perché tra le mani no trovo subito il libro?

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