Il demone dell’analogia #5: Sardegna

«Una strana amicizia, i libri hanno una strana amicizia l’uno per l’altro. Se li chiudiamo nella mente di una persona bene educata (un critico è soltanto questo), lì al chiuso, al caldo, serrati, provano un’allegria, una felicità come noi, esseri umani, non abbiamo mai conosciuto. Scoprono di assomigliarsi l’un l’altro. E ognuno di loro lancia frecce, bagliori di gioia verso gli altri libri che sembrano (e sono e non sono) simili. Così la mente che li raccoglie è gremita di lampi, di analogie, di rapporti, di corti circuiti, che finiscono per traboccare. La buona critica letteraria non è altro che questo: la scoperta della gioia dei libri che si assomigliano.»
Mario Praz

Sardegna

UN SOLO GIORNO DEI FATEMI MARINO

sulle soglie degli inferi
già Ulisse
i fiori delle sabbie
delle rocce
il vento s’abbatteva
sulle galee
seppelliva otri
nei fondali

ma le mimose
gialle ostinate
anche nelle foschie
dei piovaschi
e selve luminose
di margherite
giganti negli anfratti
e nelle cale

un solo giorno
dei fatemi
marino
per i verdi smaltati
dei fondali

Io nato di terra
su colline pacate
dove natura
è anche
il mattone chiaro
delle pievi

sono qui
un giorno
stato viandante
ho trafficato panni
e forse anche
sulle alte pendici
anacoreta

hanno carni d ‘avorio
sulle rade
vengono dalle grotte
e dai coralli
le creature favolose
dei bestiari

chi ne penetra il ventre
e stringe il seno
fermo nella salsedine
rimane
sempre in giovani
membra
il sesso gonfio

un solo giorno
dei fatemi
marino.

(24 aprile 1978)

da Nascere nel ’40, ora in Tra alberi e vicende di Umberto Piersanti
(scritta al ritorno da un viaggio in Sardegna)

 

Sono divertenti queste ragazze, donne e contadine: così vivaci e spavalde. Le loro schiene sono dritte come piccoli muri e le sopracciglia decise e ben disegnate. Stanno sul chi vive in modo divertente. Come uccelli vivaci e svegli, sfrecciano per le strade, e ti rendi conto che ti darebbero un colpo in testa con la stessa facilità con cui ti guarderebbero. La tenerezza, grazie al cielo, non sembra essere una qualità sarda. Queste donne devono badare a se stesse, tenere la schiena dritta e i pugni duri.

da Mare e Sardegna di D.H. Lawrence

 

Spartivento

Alto e irto sul porto ho un nido nuovo.
Obesi bastimenti d’aspra ruggine
varcano lenti lenti, in una cova
di gozzi pigolanti agli appannaggi
di muggini e d’anguille o alle derive
di mormore notturne. Esili ormeggi
di corda cruda tengono cattive
grigie bestie di guerra. La fuliggine
degli scirocchi fascia l’orizzonte
in garze voluttuose. Ma sul fiato
aereo dei maestrali, nel tramonto
di sangue e vetro, scaglio innamorato
i falchi dello sguardo a Spartivento
che separa l’incerto dall’ignoto.

da Castello addio di Ezio Sinigaglia
(tratto da Atelier Poesia del 6 dicembre 2019)

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