Giulia Cavaliere, Romantic Italia (recensione di R. Calvanese)

Giulia Cavaliere, Romantic Italia. Di cosa parliamo quando cantiamo d’amore, Minimum Fax 2018

Italiani, popolo di Santi poeti e navigatori. Ma su ogni cosa popolo di inguaribili romantici. Sempre in cerca di una canzone da cantare a squarciagola in auto correndo verso la persona amata o di ripetere in loop mentre piangiamo da soli nella nostra stanza pensando alla persona perduta.

L’amore è IL TEMA, inutile girarci intorno, con cui tutti gli autori prima o poi si cimentano. Da quelli più forbiti a quelli più smielati, dai compositori più disperati a quelli più trasognanti tutti hanno trattato nel loro repertorio i sogni e gli struggimenti amorosi. Ma se una canzone, quando viene scritta è dell’autore che la compone, nel momento in cui viene pubblicata smette di appartenere a quella penna per diventare patrimonio di chi l’ascolta e in qualche modo la lega alla propria vita.

È questa la chiave che rende un libro del genere, in qualche modo, universale. Una sorta di archetipo romantico che descrive al contempo il nostro paese e i nostri sentimenti. Un arco temporale che va dal dopoguerra fino ai giorni nostri attraversando le stagioni del belpaese che attraverso i testi e la musica ne descrive anche i costumi e gli usi. Dalle prime liriche  più abbottonate fino a quelle più allusive e coraggiose passando per i modi meno convenzionali di raccontare struggimenti e tempeste interiori di noi italiani.

Canzone dopo canzone si riconosce anche la passione di Giulia Cavaliere per la ricerca, per la selezione che non è assolutamente enciclopedica o istituzionale ma molto personale e intima. Trovano certamente posto i mostri sacri della nostra canzone, da Gino Paoli a Francesco De Gregori, Dalla e Tenco ma anche i nuovi eroi della canzone come Liberato o i Thegiornalisti. La cosa più sorprendente è trovare in nomi tutt’altro che scontati vere e proprie gemme, è il caso di “Edera” di Nilla Pizzi o “Claudio e Francesco” di Mauro Pelosi.

Curioso vedere come per paradosso anche a distanza di molti anni molti testi risultino ancora molto audaci ed attuali senza essere stati intaccati dal tempo. Vedi alla voce “Porno in Tv” degli Stadio o “Roma Nord” di Umberto Tozzi.

Perché l’amore non è solo il sentimento da raccontare in rima con la parola cuore, ma è un turbamento che prende il corpo e lo straccia in mille pezzi, è quel fuoco che ti fa percorrere un numero imprecisato di chilometri, rischi e avventure per un solo bacio. Per citofonare a tarda notte ad una casa dove nessuno ti risponderà, e non importa niente perché contava provarci, contava andare a vedere come finiva quella storia. Così conta andare a vedere dove va a finire questo libro, andare a leggere quale sarà la prossima canzone solo per dire due, tre, dieci volte “bella questa, piace anche a me” e mentre si legge di un brano ripensare alle volte in cui quella canzone andava nello stereo o nelle cuffiette, con chi eri, cosa facevi, dove stavi andando o  a chi stavi pensando. È quello il momento in cui la distanza tra scrittore e lettore si azzera e ci si ritrova ad essere la stessa persona, sta tutta qui la potenza della musica.

Poi autori come Iosonouncane, Baustelle e Dente che negli ultimi anni stanno riscrivendo insieme a molti altri l’alfabeto sentimentale della canzone italiana, che a poco a poco si stanno prendendo le classifiche che un tempo erano di Claudio Baglioni, di Adamo o dell’Equipe 84. Perché la musica cambia, e con la musica cambiano le relazioni e viceversa. È un sistema di vasi comunicanti che attraversano tutto lo spettro sentimentale che va all’amore all’odio e ritorno. Un circuito inesauribile che porta ancora tutti quanti a cantare a squarciagola nella propria auto o nella propria stanza chiedendo in prestito parole o immagini agli autori che amiamo o che incontriamo per caso nelle frequenze di una radio. Romantic Italia è tutto questo ma messo nero su bianco, quel lavoro che molti hanno nella propria testa ma che Giulia Cavaliere ha avuto il coraggio e la forza di rendere reale dandogli una forma ed un contenuto.

Capitolo dopo capitolo si trovano anche molte storie interessanti che hanno portato alla composizione di alcuni dei brani più famosi della musica italiana ma che non distolgono dal vero focus di tutte queste pagine, ovvero come nella storia della musica e del nostro paese si è cantato d’amore. Ognuno all’interno di queste pagine troverà la propria voce ma sopra ogni cosa ritroverà la propria vita, nascosta in una strofa o in un ritornello che magari a causa del tran tran quotidiano credeva dimenticata o perduta, ma che all’attacco di quella particolare canzone ritornerà con tutta la sua dirompente forza.

©Raffaele Calvanese

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