proSabato: Xavier de Maistre, Viaggio intorno alla mia stanza

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Mi sono reso conto, per mezzo di diverse osservazioni, che l’uomo è composto di un’anima e di una bestia. – Questi due esseri sono completamente distinti, ma inseriti l’uno nell’altro, o l’uno sull’altro, in modo tale da rendere indispensabile una certa superiorità dell’anima sulla bestia perché si sia in condizione di distinguerli.
Ho appreso da un vecchio professore (ed è un ricordo remoto) che Platone chiamava la materia l’altra. Va benissimo; però io preferirei attribuire questo termine antonomastico alla bestia congiunta alla nostra anima. È questa sostanza in realtà che è l’altra, e che ci contraria in modo tanto bizzarro. Tutti grosso modo s’accorgono che l’uomo è doppio; ma in quanto, dicono, composto da un’anima e da un corpo; e accusano questo corpo di non so quante cose, certo però del tutto a sproposito, poiché è incapace di sentire quanto di pensare. È la bestia che si deve incriminare, quest’essere sensibile, perfettamente distinto dall’anima, vero individuo, che ha un’esistenza a parte, gusti, inclinazioni e volontà proprie, e che è superiore agli altri animali, solo perché allevato meglio e provvisto di organi più perfezionati.
Signori e signore, siate orgogliosi quanto vi garba della vostra intelligenza; ma diffidate profondamente dell’altra, soprattutto quando state insieme!
Non so quanti esperimenti ho compiuto sull’unione di queste due creature eterogenee. Per esempio, ho constatato chiaramente che l’anima può farsi obbedire dalla bestia, e che, per uno scambio increscioso, costei molto spesso obbliga l’anima ad agire suo malgrado. Secondo le regole, l’una ha il potere legislativo e l’altra quello esecutivo, ma questi due poteri sono spesso in contrasto. – Tutta l’arte d’un uomo di genio sta nel saper educare bene la propria bestia, affinché possa svolgere le sue funzioni da sola, mentre l’anima, liberata da questa familiarità imbarazzante, può innalzarsi fino al cielo.
Ma è necessario illustrare tutto ciò con un esempio.
Quando leggete un libro e un’idea più piacevole vi si insinua all’improvviso nella mente, l’anima vostra, signore, le si dedica subito e dimentica il libro, mentre gli occhi seguono macchinalmente le parole e le righe; voi completate la pagina senza comprenderla e senza ricordare quanto letto. – Questo accade perché la vostra anima, dopo aver ordinato alla sua compagna di farle la lettura, non l’ha avvertita della breve assenza che stava per fare; cosicché l’altra ha continuato la lettura che l’anima non ascoltava più.

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Xavier De Maistre, Viaggio intorno alla mia stanza, Trad. Rosa Maria Losito, Guida Editori Napoli, 1987, pp. 30-31

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