Giuseppe Ceddia, Bestiario n. 1: Asino

fonte: nonpsrecare.it

Bestiario n. 1: Asino

*

Mentre pigro osserva lo sciame di mosche attorno al capo, i moscerini anarchici nelle orecchie suonano una serenata antica; con la coda spazza la poetica polvere del cortile.

L’asino è un animale lavoratore, un operaio dalla schiena curva, i pesi e le battute sono le sue lacrime; si crocifigge da solo, novello figlio di dio nel regno animale.

Solo gli occhi, pozzi profondi di ricchezza genuina, sovvertono lo stato delle cose, umidi di sudore e dolore; qualche volta preferisce il bastone alla carota (se l’ortaggio proviene da mani traditrici), è umile e ha dignità da vendere.

Un asino conosce la strada accidentata della vita, è uomo e macchina, santo e anacoreta, le sue lacrime – ancora dico – sono fatte di pesi e battute. I suoi occhi… hanno la luce delle stelle.

*

© Giuseppe Ceddia

*

Giuseppe Ceddìa (Bari, 1977) è Dottore di Ricerca in Italianistica; si è occupato dell’influenza del gotico sulla letteratura dell’Ottocento italiano. Ha curato l’antologia L’epifania dell’orrore. Novelle gotiche italiane (Stilo editrice, 2015). Suoi contributi sono su Finzioni, Sul Romanzo, Poetarumsilva, incroci, L’Immaginazione.

Un commento su “Giuseppe Ceddia, Bestiario n. 1: Asino

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: