Ciò che disse il legno: Twin Peaks attraverso i monologhi della Signora Ceppo#22

Ogni episodio di Twin Peaks (in attesa dei nuovi, annunciati per quest’anno) è introdotto da un monologo di Margaret Lanterman, conosciuta da tutti come la Signora Ceppo perché gira abbracciando un ciocco di legno con cui si confida e dal quale ottiene rivelazioni. Potrebbe essere la pazza del paese, se a scarseggiare a Twin Peaks non fosse proprio la normalità. Quei monologhi, scritti dallo stesso Lynch, sono in definitiva una successione di poemetti in prosa, misteriosi, surreali, bellissimi. Hanno un valore poetico autonomo, e al tempo stesso sono una chiave di accesso al mondo immaginato dal regista e dai suoi collaboratori (Mark Frost, co-ideatore, su tutti). Dalle parole cercherò ogni volta di andare alla storia e ai personaggi, senza però svelare troppo per chi ancora ha la fortuna di non aver visto la serie. E tuttavia ogni spiegazione sarà solo l’inizio di qualcosa: nel linguaggio di Lynch, sia verbale che cinematografico, permane un residuo di non significato, un nodo di oscurità, un ceppo che non brucia e che parla.

cuore

[Episodio Ventuno: Doppio gioco]
The heart – it is a physical organ, we all know. But how much more an emotional organ? This we also know. Love, like blood, flows from the heart. Are blood and love related? Does a heart pump blood as it pumps love? Is love the blood of the universe?”

 Il cuore – è un organo fisico, lo sappiamo tutti. Ma quanto più un organo emotivo? Sappiamo anche questo. L’amore, come il sangue, sgorga dal cuore. Sangue e amore sono in relazione? Un cuore pompa sangue come pompa amore? L’amore è il sangue dell’universo? (trad. di Andrea Accardi e Alessandra Zarcone)
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Qual è la relazione tra blood love? Entrambi sgorgano dal cuore, il primo fisicamente, l’altro emotivamente. E il cuore è dunque al tempo stesso a physical an emotional organ. Ma quest’associazione ci ricorda tutta l’ambiguità dell’amore, che può essere rancoroso, saturo d’odio, al limite sanguinario. A Twin Peaks l’amore e il sangue sono spesso un unico fiotto. Pensiamo al violentissimo Leo Johnson e alla povera Shelley. Alla schiavitù sentimentale di Josie rispetto a un padrone lontano. Al rapporto triangolare che ha tragicamente legato per sempre Cooper, il criminale ed ex-collega Windom Earle e la moglie di quest’ultimo, uccisa dopo la scoperta del tradimento. Dire che l’amore è the blood of the universe non è qui senza terribili risonanze, ci fa pensare all’intero universo ferito, sofferente, agonizzante. Ricorda tutte le vertigini che può darci anche il nostro amore banale, tutte le volte che ci sporgiamo dall’altro lato e vediamo come in realtà galleggia nel vuoto.
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@Andrea Accardi

 

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