Ciò che disse il legno: Twin Peaks attraverso i monologhi della Signora Ceppo #8

Ogni episodio di Twin Peaks (in attesa dei nuovi, annunciati per quest’anno) è introdotto da un monologo di Margaret Lanterman, conosciuta da tutti come la Signora Ceppo perché gira abbracciando un ciocco di legno con cui si confida e dal quale ottiene rivelazioni. Potrebbe essere la pazza del paese, se a scarseggiare a Twin Peaks non fosse proprio la normalità. Quei monologhi, scritti dallo stesso Lynch, sono in definitiva una successione di poemetti in prosa, misteriosi, surreali, bellissimi. Hanno un valore poetico autonomo, e al tempo stesso sono una chiave di accesso al mondo immaginato dal regista e dai suoi collaboratori (Mark Frost, co-ideatore, su tutti). Dalle parole cercherò ogni volta di andare alla storia e ai personaggi, senza però svelare troppo per chi ancora ha la fortuna di non aver visto la serie. E tuttavia ogni spiegazione sarà solo l’inizio di qualcosa: nel linguaggio di Lynch, sia verbale che cinematografico, permane un residuo di non significato, un nodo di oscurità, un ceppo che non brucia e che parla.

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twin peaks

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[Episodio sette – L’ultima sera]
A drunken man walks in a way that is quite impossible for a sober man to imitate, and vice versa. An evil man has a way, no matter how clever to the trained eye, his way will show itself. Am I being too secretive? No. One can never answer questions at the wrong moment. Life, like music, has a rhythm. This particular song will end with three sharp notes, like deathly drumbeats.

Un uomo ubriaco cammina in un modo quasi impossibile da imitare per uno sobrio, e viceversa. Un uomo cattivo, per quanto intelligente anche di fronte a un occhio esperto, ha un atteggiamento che lo tradirà. Sono troppo elusiva? No. Non è possibile rispondere alle domande al momento sbagliato. La vita, come la musica, ha un ritmo. Questa canzone in particolare finirà con tre note acute, come tamburi della morte (trad. di Andrea Accardi e Alessandra Zarcone)
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Siamo alla fine della prima stagione, l’episodio ha un titolo conclusivo, ma in realtà nulla si conclude, il mistero resta aperto, anzi tanti misteri insieme, cresciuti intorno a quello principale, la morte di Laura. La Signora Ceppo però, per una volta, ci dice che non si sfugge alla verità, che tutto alla fine si rivela per quello che è: a drunken man non passerà mai per sobrio, la cattiveria di un uomo lo tradirà sempre (si parla del colpevole?). Proprio quando si dichiara secretive, Margaret risulta invece sorprendentemente assertiva, difende un partito preso di comprensione del mondo. La vita, come la musica, ha un ritmo, e un ritmo è quasi sempre costante, prevedibile. Questa parte di storia in particolare si conclude drammaticamente con three sharp notes, tre colpi acuti, sparati, bussati alla porta di un mistero che prima o poi dovrà aprirsi.
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@ Andrea Accardi
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