Ciò che disse il legno: Twin Peaks attraverso i monologhi della Signora Ceppo #1

Ogni episodio di Twin Peaks (in attesa dei nuovi, annunciati per quest’anno) è introdotto da un monologo di Margaret Lanterman, conosciuta da tutti come la Signora Ceppo perché gira abbracciando un ciocco di legno con cui si confida e dal quale ottiene rivelazioni. Potrebbe essere la pazza del paese, se a scarseggiare a Twin Peaks non fosse proprio la normalità. Quei monologhi, scritti dallo stesso Lynch, sono in definitiva una successione di poemetti in prosa, misteriosi, surreali, bellissimi. Hanno un valore poetico autonomo, e al tempo stesso sono una chiave di accesso al mondo immaginato dal regista e dai suoi collaboratori (Mark Frost, co-ideatore, su tutti). Dalle parole cercherò ogni volta di andare alla storia e ai personaggi, senza però svelare troppo per chi ancora ha la fortuna di non aver visto la serie. E tuttavia ogni spiegazione sarà solo l’inizio di qualcosa: nel linguaggio di Lynch, sia verbale che cinematografico, permane un residuo di non significato, un nodo di oscurità, un ceppo che non brucia e che parla.

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signora ceppo

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[Episodio Pilota: Passaggio a Nord-Ovest]

Welcome to Twin Peaks. My name is Margaret Lanterman. I live in Twin Peaks. I am known as the log lady. There is a story behind that. There are many stories in Twin Peaks. Some of them are sad, some funny. Some are stories of madness, of violence. Some are ordinary. Yet they all have about them a sense of mystery. The mystery of life, sometimes the mystery of death. The mystery of the woods, the woods surrounding Twin Peaks. To introduce this story let me just say it encompasses the all. It is beyond the fire. Though few would know that meaning. It is a story of many but it begins with one and I knew her. The one leading to the many is Laura Palmer. Laura is the one.

Benvenuti a Twin Peaks. Il mio nome è Margaret Lanterman. Vivo a Twin Peaks. Sono conosciuta come la Signora Ceppo. C’è una storia dietro questo nome. Ci sono molte storie a Twin Peaks. Alcune sono tristi, altre divertenti. Alcune sono storie di pazzia, di violenza. Altre sono storie comuni. Tutte hanno però intorno un alone di mistero. Il mistero della vita, talvolta il mistero della morte. Il mistero dei boschi, dei boschi che circondano Twin Peaks. Per introdurre questa storia lasciatemi dire che racchiude ogni cosa. È al di là del fuoco. Anche se pochi ne saprebbero il significato. È una storia di molti ma comincia con una persona e io la conoscevo. Quella persona che porta ai molti è Laura Palmer. Laura è quella persona. (trad. di Andrea Accardi e Alessandra Zarcone)

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La signora Ceppo ci introduce dentro Twin Peaks, e attraverso il suo primo monologo Lynch descrive nascostamente la struttura dell’opera e formula una dichiarazione di poetica. Ci dice che sono tante storie insieme, che è una storia con tanti personaggi, ma che tutto comincia da Laura Palmer, ed è grazie a lei se le tante storie e i tanti che le vivono restano in qualche modo uniti. Quando si scoprirà il mistero dell’omicidio di Laura, tutte le vicende collaterali, che fino a quel momento convergevano per forza centripeta verso l’episodio principale, si ritrovano a essere disordinatamente liberate, la trama diventa gratuita e convulsa, la tensione crolla per risalire in parte solo dopo molti episodi. Perché poi si parla di fuoco? Dal punto di vista di un ceppo (e dei boschi) è la minaccia per eccellenza, ma lo sarà per tutti i protagonisti: “fuoco cammina con me” è la frase che ricorre fin dall’inizio, scritta col sangue in un biglietto sul luogo dell’omicidio, recitata dall’uomo con un braccio solo nel sogno dell’agente Cooper; in un incendio è morto il marito della Signora Ceppo, che ha poi sbarrato il camino di casa; e altro ancora. Il fuoco segna il passaggio dalla vita alla morte, e in assoluto il superamento di un limite. Questa storia racchiude tutto perché ha superato i limiti e riunito ciò che non stava insieme. Come l’umorismo lynchiano, mescolanza di sad funnymadness ordinary, la cui doppiezza è simboleggiata dalle stesse cime gemelle che fanno da sfondo e da titolo.

@ Andrea Accardi

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