Juana Bignozzi, Per un fantasma intimo e segreto. Poesie

Juana Bignozzi Per un fantasma COPERTINApiatta

Juana Bignozzi, Per un fantasma intimo e segreto, Lietocolle, 2015, € 13,00 (trad. di Stefano Berardinelli)

*

Soy una mujer sin problemas

Todos lo saben
y entonces buscan mi compañía para charlar por las noches.
Sin embargo yo conozco a alguien que quiere morir en paz
consigo mismo
y me produce estremecimientos, insomnio, soledad,
porque la paz conmigo misma sería una guerra sin fin,
dos o tres asesinatos inevitables y alguna entrega desmedida
que no entra en mis planes.
Sin embargo yo sueño por las noches
con un jardín inmenso donde los muertos se levantan para saludarme;
yo sueño con un hombre que me inquieta y como lo ignora
me habla amigablemente del resto del mundo
y de mis múltiples amores, tan simpáticos,
tan apropiados como tema de conversación.

 

Sono una donna senza problemi

Tutti lo sanno
e quindi cercano la mia compagnia per chiacchierare le notti.
Però io conosco qualcuno che vuol morire in pace con se stesso
e che mi provoca sussulti, insonnia, solitudine,
perché la pace con me stessa sarebbe una guerra senza fine,
due o tre assassinii inevitabili e qualche resa smisurata
che non rientra nei miei piani.
Però io di notte sogno
un giardino immenso dove i morti si alzano per salutarmi;
io sogno un uomo che mi inquieta e siccome lo ignora
mi parla amichevolmente del resto del mondo
e dei miei molteplici amori, così simpatici,
così appropriati come argomento di conversazione.

*

Soy una mujer trabajada por los fantasmas…

Soy una mujer trabajada por los fantasmas
clavada a cuatro clavos por detentar valores cuestionados
marcada por haber intentado pensar claro
sola y algo errante en esta reencarnación
sin un manto bálsamo otro alguien
por haber comprendido a largo plazo
los amigos están lejos los espejos cerca
he perdido un código dolorosamente conseguido
y ahora entender sólo significa
iluminar una vía real de piedra
sin pasos que huyan o se acerquen
sin paso ninguno

 

Sono una donna lavorata dai fantasmi…

Sono una donna lavorata dai fantasmi
inchiodata a quattro chiodi perché detiene valori screditati
marchiata per aver cercato di pensare chiaro
sola e un po’ errante in questa reincarnazione
senza un mantello balsamo qualcun altro
per aver compreso a lungo termine
gli amici sono lontani gli specchi vicini
ho perso un codice dolorosamente conquistato
e ora capire significa soltanto
illuminare una via reale di pietra
senza passi che fuggano o si avvicinino
senza passo alcuno

*

Ya me he dado cuenta…

Ya me he dado cuenta
sólo son escenarios
particulares e indivisibles
hay un único lugar personal
para cada puñalada trapera de la vida
mi corazón sabe que no hay olvido ni ruptura
ésos son triunfos ajenos
siempre miraremos por una ventana
cómo se están llevando a alguien

Ormai l’ho capito…

Ormai l’ho capito
sono soltanto scenari
particolari e indivisibili
c’è un unico luogo personale
per ogni colpo basso della vita
il mio cuore sa che non c’è oblio né rottura
quelli sono trionfi altrui
guarderemo sempre da una finestra
come si portano via qualcuno

*

Una foto del momento

mi vida es un decurso de ceremonias incumplidas
no enterré a mis padres
no tuve hijos
no tengo por delante un abismo en el cual perder mi vida
no pasé de la casa de un hombre a la de otro
en silencio el verdadero
que me sostiene detrás de tanto ruido
preparo una eternidad
esa foto tomada por la amistad de tus ojos
la ceremonia no fallida de mi vida
siempre dirá que estuve viva en un lugar que amaba

Una foto del momento

la mia vita è un decorso di cerimonie incompiute
non ho seppellito i miei genitori
non ho avuto figli
non ho davanti a me un abisso nel quale perdere la mia vita
non sono passata dalla casa di un uomo a quella di un altro
in silenzio quello vero
che mi sostiene dietro a tanto rumore
preparo un’eternità
questa foto scattata dall’amicizia dei tuoi occhi
la cerimonia non fallita della mia vita
dirà sempre ch’ero viva in un luogo che amavo

*

El sujeto de la izquierda

educada para ser
la magnífica militante de base de un partido
que por no leer la historia de mi país
se ha convertido en polvo no enamorado sino muerto
preparada para una eterna carrera de fondo
tengo ante los ojos una pared impenetrable
detrás de la cual sólo hay
otros 50 años de trabajo y espera

Il soggetto della sinistra

educata per essere
la magnifica militante di base di un partito
che per non aver letto la storia del mio paese
si è trasformato in polvere non innamorata ma morta
preparata per un’eterna gara di resistenza
ho davanti agli occhi una parete impenetrabile
dietro la quale ci sono soltanto
altri cinquant’anni di lavoro e attesa

*

aunque sé que a veces me escuchan…

aunque sé que a veces me escuchan pensando que soy
el mausoleo de una generación
cuyas reivindicaciones ahogó la dureza de estas décadas
y se asombran de que aún emprenda animosa el viaje
hacia corazones y lenguajes jóvenes
siga hablando del color con que vi el mundo
y lea con más gusto a unos desconocidos que a viejos compañeros
debo decirles
aprendí hace mucho
que no hay nada más patético
que la canción del verano la canción del momento
pasado ese verano pasado ese momento

so bene che a volte mi ascoltate….

so bene che a volte mi ascoltate pensando che io sia
il mausoleo di una generazione
di rivendicazioni soffocate dalla durezza di questi decenni
e vi stupite che animosa mi metta ancora in viaggio
verso cuori e lingue giovani
che continui a parlare del colore col quale ho visto il mondo
e che ai libri di vecchi compagni preferisca quelli di sconosciuti
devo dirvi
che ho imparato da tempo
che non c’è niente di più patetico
della canzone dell’estate la canzone del momento
passata quell’estate passato quel momento

***

© Juana Bignozzi

 

Notizia:

Juana Bignozzi nasce il 21 settembre del 1937 a Buenos Aires, nel quartiere di Saavedra, da una famiglia di lontana origine padovana. Sulle tracce del padre, operaio anarchico e accanito lettore, Juana inizia molto presto a interessarsi di politica e a militare nel partito comunista; e muove i primi passi nel mondo letterario della capitale come membro del gruppo “El pan duro”, dove conosce tra gli altri Juan Gelman e Juan Carlos Portantiero.
Negli anni Sessanta Juana pubblica i suoi primi libri di poesia: Los límites (1960), Tierra de nadie (1962), Mujer de cierto orden (1967). Nel 1974 insieme al marito lascia l’Argentina per l’Europa. Vivrà a Barcellona, in un esilio comune a tanti intellettuali argentini della sua generazione, per un trentennio, lavorando come traduttrice e continuando l’attività poetica. La raccolta Regreso a la patria (Ritorno in patria) appare nel 1989; dal 1990 Juana ritorna ogni anno in Argentina, per stabilirsi definitivamente a Buenos Aires soltanto nel 2004.
Nel 2000 la casa editrice argentina Adriana Hidalgo ha pubblicato la “obra reunida” La ley tu ley, che comprende le raccolte Mujer de cierto orden, Regreso a la patria, Interior con poeta (1994) e Partida de las grandes líneas (1996), nonché il gruppo di poesie inedito che dà il titolo al libro. Nelle liriche di si alguien tiene que ser después (se qualcuno dev’essere dopo, 2010), gli umori di una vecchiaia più che mai vitale si esprimono sia nelle stupende poesie dedicate al padre e alla madre, e ai valori e ai “miti” da loro trasmessi all’unica figlia, sia nel rapporto con la propria città riconquistata, sia, infine, nella proiezione verso il futuro, evocato fin dal titolo, un futuro nel quale, come già si affermava in una breve poesia di Interior con poeta, ci saranno «figli che non ho avuto che torneranno a scegliere i loro nemici/gli renderanno di nuovo difficile la vittoria finale».
Las poetas visitan a Andrea del Sarto (Adriana Hidalgo editora, 2014) è la raccolta più recente pubblicata da Juana Bignozzi.

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