Tracce per un dizionario della falsa speranza

Ὄμνυμι Ἀπόλλωνα ἰητρὸν, καὶ Ἀσκληπιόν, καὶ Ὑγείαν, καὶ Πανάκειαν, καὶ θεοὺς πάντας τε καὶ πάσας, ἵστορας ποιεύμενος, ἐπιτελέα ποιήσειν κατὰ δύναμιν καὶ κρίσιν ἐμὴν ὅρκον τόνδε καὶ ξυγγραφὴν τήνδε.
…Διαιτήμασί τε χρήσομαι ἐπ’ ὠφελείῃ καμνόντων κατὰ δύναμιν καὶ κρίσιν ἐμὴν, ἐπὶ δηλήσει δὲ καὶ ἀδικίῃ εἴρξειν.
Giuramento di Ippocrate

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ὁμῶς ὅ γ᾽ Ἅιδης τοὺς νόμους τούτους ποθεῖ.
Sofocle- Antigone

 

C

« La vita a oggi, non mi fa ancora tanto male »
Questo scrive e forse me lo ha anche sussurrato
in un orecchio
mentre versava le pagine del viaggio
tra la vetrata e la mia inconsueta indifferenza
alle piccole risposte dei miei ventricoli.
Le ossa sbatterebbero come persiane
se questa stanza riprendesse a respirare
e la lingua schioccherebbe allora lucida
la risposta che tutti si attendono.
Ma anche lui lo sa bene che qui ci si accontenta di poco
e allora finge la vertigine di un sospiro
e poi se ne va.
Forse sottendeva a una forma di collaborazione,
un rispondere quando si è interrogati,
una richiesta in più di ossigeno.
Me ne accorgo sempre, mentre sorride
e l’ingranaggio del polmone accompagna l’aria
all’uscita, mentre la sinusoide traccia soddisfatta
la distanza dall’invisibile che dovrebbe riequilibrare
il tutto.

Forse il punto preciso è su un piano Z
che si estende da qui a sabato
esclude il letto che si è appena raffreddato
o forse sono solo io che devo imparare
a prendere la mira tra gli occhi

(e non tra le parole, per dio)
prima di cogliere l’attimo giusto per voltarmi a lui,
sempre più paziente.
Allora, solo allora
sì che mi accorgo di essere collaborativa.

—————

L

Immagino una strada per ognuna di queste reazioni,
ma oggi ho solo due gambe e vene lunghe a sciogliersi.
Vi sento sai mentre mi chiedete uno sforzo di risposta
e vorrei ubbidire,
raccogliere ognuna delle vostre richieste come
un’elemosina:
aprirla lentamente
come bigliettini arrotolati stretti,
una dichiarazione d’amore, come quando ero bambina:

                                                                                      Metti una X se ti vuoi mettere con me.

E allora sì che lo farei l’occhiolino, ma sono stanca e dicono
che ho comunque ancora molto tempo,

(Dicono…)

Ma sabato è dietro la porta e tu sei lo spiffero.
Non sono giorni questi in cui avere freddo.
e quei vostri saluti sono solo un tentativo di risposta
alla distanza che
vi ostinate a non misurare in assenza.

—————

V

Resta qui anche stasera per favore;
siamo così vicini alla mia casa trappola,
Il mio rancore disfatto, il mio sabato quotidiano
nutrimento raffermo di quella via di fuga
che solo adesso si appoggia al silenzio tra noi due
ed è già crepa.

© Iacopo Ninni

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